Dichiarazioni sessiste e omofobe che sarebbero state pronunciate da un dirigente federale durante un congresso MIDAS a Riccione sono finite al centro di un flash mob davanti al CONI. Dopo la mobilitazione guidata da Francesca Pascale, GayLib sostiene l’appello dei ballerini e chiede l’intervento del ministro per lo Sport Andrea Abodi e un passo indietro di Laura Lunetta.

Le frasi contestate al congresso MIDAS di Riccione

Dichiarazioni definite apertamente sessiste e omofobe nei confronti della comunità LGBTQIA+ sarebbero state pronunciate dal palco di un congresso ufficiale della categoria, il congresso MIDAS organizzato a Riccione.

Nel documento diffuso per promuovere il flash mob, la persona coinvolta viene indicata genericamente come “un dirigente federale”, senza che ne venga riportato il nome.

Secondo quanto denunciato dagli organizzatori della mobilitazione, il dirigente avrebbe proposto pubblicamente lo slogan “Balla e Tr*mba”, accompagnandolo con dichiarazioni considerate discriminatorie verso la comunità LGBTQIA+.

Le parole sarebbero state pronunciate davanti a centinaia di persone. Nel documento, ai vertici federali viene contestato di non essere intervenuti, di non aver adottato provvedimenti disciplinari e di non aver formulato scuse ritenute adeguate.

Gli organizzatori denunciano quella che definiscono una “cultura del silenzio e dell’impunità”, considerata incompatibile con un ambiente sportivo fondato sul rispetto, sull’inclusione e sulla tutela di danzatori e danzatrici LGBTQIA+.

Il flash mob davanti al CONI con Francesca Pascale

Francesca Pascale
Francesca Pascale

La vicenda è stata portata davanti alla sede del CONI il 14 luglio, quando ballerine e ballerini professionisti si sono riuniti al Foro Italico di Roma per una mobilitazione pacifica organizzata sotto forma di flash mob.

A guidare l’iniziativa è stata Francesca Pascale, presidente dell’associazione I Colori della Libertà ed ex presidente onoraria dei Gay Conservatori e Liberali, progetto politico oggi in stand-by dopo tensioni interne e la presa di distanza di alcuni esponenti di Forza Italia.

Attraverso la danza, le persone presenti hanno chiesto una riforma della giustizia sportiva, maggiore trasparenza nella gestione delle competizioni e garanzie concrete per atleti, maestri e professionisti che segnalano presunte irregolarità.

“È successo qualcosa di straordinario davanti alla sede del CONI: una manifestazione di protesta senza precedenti, con i ballerini scesi in piazza ballando e danzando”, ha dichiarato Pascale, secondo quanto riportato da Affaritaliani. “Questi atleti sono protagonisti non solo sul palco, ma anche in una battaglia per il rispetto, la dignità e la trasparenza”.

La presidente de I Colori della Libertà ha poi denunciato quella che ha definito una situazione di “degrado morale e umano” all’interno della Federazione, chiedendo alla politica e alle istituzioni di non ignorare le richieste avanzate dagli atleti.

“Spero che le istituzioni e la politica non si girino dall’altra parte. Noi daremo voce a queste istanze per contribuire a far tornare la danza uno sport d’eccellenza”.

Le richieste per una giustizia sportiva indipendente

La protesta non si è concentrata soltanto sulle dichiarazioni considerate discriminatorie. Nel documento diffuso prima del sit-in, gli organizzatori chiedono una riforma reale della giustizia sportiva e maggiori garanzie di indipendenza, imparzialità ed equità.

Secondo quanto sostenuto dai promotori, alcune delle persone che avrebbero segnalato presunte anomalie nel sistema federale, tra cui ballerini campioni italiani, rischierebbero provvedimenti di radiazione.

Gli organizzatori denunciano inoltre possibili conflitti di interesse negli organi della giustizia sportiva interna. Nel documento si sostiene che, in alcuni procedimenti, “chi accusa e chi giudica” risulterebbero professionalmente collegati allo stesso studio legale.

Tra le richieste avanzate figurano una tutela concreta per atleti e maestri che denunciano presunte irregolarità, il contrasto ad abusi e favoritismi e la revisione dei meccanismi che potrebbero generare conflitti di interesse all’interno dei quadri federali.

Il documento chiede inoltre l’“azzeramento di ogni forma di discriminazione sessista e omofoba nel mondo sportivo”, la tutela del merito, della trasparenza e dell’integrità delle competizioni e il ritorno della danza sportiva al ruolo di primo piano che, secondo i promotori, merita in Italia.

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Le contestazioni sulla gestione della danza sportiva

Nel testo preparatorio del flash mob si sostiene che la governance della danza sportiva italiana sia al centro di indagini riguardanti presunte irregolarità nella gestione delle competizioni.

Gli organizzatori parlano di ipotesi relative alla “compravendita di gare”, alla presenza di “arbitri compiacenti” e alla manipolazione dei voti attraverso il software ufficiale utilizzato nelle competizioni.

Si tratta di affermazioni contenute nel documento della mobilitazione e riferite a indagini ancora in corso. Le eventuali responsabilità personali e la fondatezza delle ipotesi contestate dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

Per i promotori, la necessità di fare chiarezza sulle competizioni e quella di contrastare sessismo e omofobia appartengono alla stessa richiesta di trasparenza, tutela degli atleti e rinnovamento della governance sportiva.

GayLib sostiene la mobilitazione: “La danza non può essere omofoba”

Francesco “MrCubanito” Gibilaro
Francesco “MrCubanito” Gibilaro

Alla mobilitazione si è unita GayLib, che attraverso Francesco “MrCubanito” Gibilaro, responsabile Spettacoli e Sport dell’associazione, ha espresso il proprio sostegno a Francesca Pascale, a I Colori della Libertà e alle persone scese in piazza davanti al CONI.

“La danza è la disciplina che unisce sport e spettacolo. Impensabile che i vertici federali pronuncino frasi discriminatorie a sfondo omofobico contro danzatori e danzatrici LGBTQ+”, ha dichiarato Gibilaro.

Gibilaro ha quindi rivolto un appello diretto al ministro per lo Sport Andrea Abodi, chiedendo un intervento istituzionale sulla vicenda. “Serve un intervento deciso del ministro dello Sport Abodi e un passo indietro della responsabile Pari Opportunità del CONI, Laura Lunetta, a garanzia di tutti gli atleti fino alla conclusione delle indagini”.

La richiesta di un passo indietro a Laura Lunetta

Laura Lunetta è presidente della FIDESM, la Federazione Italiana Danza Sportiva e Sport Musicali, e coordina anche il Dipartimento Pari Opportunità del CONI.

Il doppio ruolo viene richiamato nel comunicato di GayLib, che chiede a Lunetta un “passo indietro” per garantire gli atleti durante lo svolgimento degli accertamenti. La nota non precisa, tuttavia, se la richiesta riguardi la presidenza della FIDESM, il ruolo ricoperto nel Dipartimento Pari Opportunità del CONI o entrambi gli incarichi.

Anche Francesca Pascale ha chiamato in causa la governance federale. Secondo quanto riportato da Affaritaliani, la presidente de I Colori della Libertà ha dichiarato: “Abbiamo assistito a vicende che coinvolgono esponenti della governance federale: figure come Ferruccio Galvagno e la presidente della Federazione Laura Lunetta – la quale coordina anche il Dipartimento Pari Opportunità del CONI – hanno avallato in questi anni atteggiamenti sessisti”.

Le parole di Pascale rappresentano la posizione espressa dalla presidente de I Colori della Libertà; le eventuali responsabilità relative ai fatti contestati restano da accertare.

L’appello di GayLib a Riccione Estate Danza

Francesco “MrCubanito” Gibilaro
Francesco “MrCubanito” Gibilaro

Nel comunicato, GayLib ha invitato anche Riccione Estate Danza, manifestazione in corso in Romagna, a sostenere pubblicamente l’appello delle persone che hanno partecipato al flash mob di Roma.

“Condivido e sostengo da sempre, anche nella mia attività di coreografo, trasformista e performer nella riviera di Rimini, la battaglia per una maggiore inclusione nel mondo dello sport e dello spettacolo”, ha affermato Gibilaro.

“Sarebbe bello se l’appello di Francesca Pascale e dei ballerini che hanno ballato davanti al CONI per solidarietà ai danzatori sportivi LGBTQ+ venisse ripreso e sostenuto in occasione della fase finale della manifestazione Riccione Estate Danza in corso proprio in questi giorni qui in Romagna”.

GayLib non attribuisce a Riccione Estate Danza episodi discriminatori, ma invita la manifestazione ad aderire pubblicamente alla mobilitazione per l’inclusione, la trasparenza e la tutela dei danzatori e delle danzatrici LGBTQIA+.

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