30 anni a ottobre, Michele Morrone deve tutto (o quasi) a un film polacco che ha conquistato il tutt’altro che ambito scettro di peggior film del 2020, con lo 0% di recensioni positive su RottenTomatoes. 365 Giorni, 50 sfumature in salsa polacco, è una pellicola di rara bruttezza, dall’erotismo spicciolo e dalla trama discutibile. Morrone interpreta infatti un mafioso italiano che rapisce una donna, dandole un anno di tempo per innamorarsi di lui. Non propriamente una sceneggiatura da Oscar.
Sbarcato su Netflix tra non poche polemiche, vedi la cantante Duffy che ha parlato di un’opera che “rende glamour la brutale realtà del traffico sessuale, del rapimento e dello stupro”, il film ha spopolato in mezzo mondo, tanto da meritarsi un sequel. Da tutti perculato, eppure da tutti (o quasi) visto. A confermare il capitolo due lo stesso Morrone, ovviamente ben felice di tornare negli abiti di colui che l’ha reso un latin lover di dimensioni planetarie, il mafioso Massimo Torricelli ideato dalla scrittrice Blanka Lipińska.
Nel 2014 Michele ha sposato la stilista libanese Rouba Sadeeh, da cui ha avuto due figli, Marcus e Brando, per poi divorziare nel 2018. Nella pellicola polacca Morrona non solo si concede diverse scene di nudo, ma canta, interpretando brani come Feel It, Watch me burn, Dark Room, e Hard for me.
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