Sempre più attrice. Dopo aver vinto il Ciak d’oro 2022 come rivelazione dell’anno con Ti Mangio il Cuore e un David di Donatello per la migliore canzone originale del film di Mimmo Calopresti, Elodie, vista anche in un episodio della seconda stagione di Call My Agent – Italia, torna sul set grazie a Mario Martone.

Sono infatti iniziate le riprese di Fuori, tratto da un soggetto di Ippolita di Majo con sceneggiatura firmata da Mario Martone e Ippolita di Majo. Protagonista Valeria Golino negli abiti di Goliarda Sapienza, tra le scrittrici più significative della letteratura italiana del Novecento, affiancata da Matilda De Angelis e per l’appunto Elodie. Le riprese si svolgeranno a Roma per una durata complessiva di otto settimane. Fuori è una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film con Rai Cinema e The Apartment per l’Italia e SRAB Films per la Francia, in collaborazione con Fremantle. La fotografia è a cura di Paolo Carnera, il montaggio di Jacopo Quadri, la scenografia di Carmine Guarino e i costumi sono di Loredana Buscemi. Il film sarà distribuito in Italia da 01 Distribution.

Protagonista è per l’appunto l’autrice de L’Arte della Gioia, recentemente adattato proprio da Valeria Golino, scrittrice che finisce in carcere per un gesto folle e inaspettato. In prigione, l’incontro con alcune giovani detenute diventa un’esperienza di rinascita. Una volta fuori, in una torrida estate romana in cui il tempo sembra sospeso, la scrittrice continua a frequentare le donne con cui ha stretto amicizia e che ora, come lei, sono tornate in libertà. Nasce una relazione profonda e decisiva per la sua vita, un legame autentico che nessuno lì fuori riuscirà a comprendere.

Questa è la storia di Goliarda Sapienza, come lei l’ha raccontata nel 1983 con L’università di Rebibbia, romanzo autobiografico in cui l’autrice, morta nel 1996, descrisse il breve periodo trascorso nel carcere di Rebibbia nel 1980, a seguito di un arresto per furto di gioielli. Durante la reclusione, Sapienza si sentì più accettata dalle proprie compagne di reclusione che dagli intellettuali italiani, trovando dietro le sbarre il riconoscimento che desiderava. 41 anni fa scrisse: “Sono tornata a vivere in una piccola comunità dove le proprie azioni vengono seguite, e approvate quando giuste, insomma, riconosciute“.
Mario Martone è uno dei più apprezzati registi del teatro e del cinema italiano, nel 1992 vincitore di un Leone d’Argento – Gran Premio della giuria per Morte di un matematico napoletano, per poi conquistare anche 5 David di Donatello e 6 Nastri d’Argento.

