Nata a Catania 42 anni or sono, Stefania Spampinato è diventata famosa ad Hollywood grazie al ruolo di Carina DeLuca nelle serie televisive Grey’s Anatomy e Station 19. Ex moglie di Tony Testa, sposato nel 2018 e lasciato nel 2020, Spampinato interpreta una donna bisessuale nelle due celebri serie, con quasi 100 episodi complessivi girati dal 2017 al 2024.
Intervistata da Sky, Stefania si è commossa nel raccontare quanto la sua Carina sia entrata nel cuore della comunità LGBTQIA+.
“L’affetto del pubblico è una cosa che ti sorprende sempre. Lavoravo in un ristorante e ora sono in una delle serie tv più famose al mondo. Un personaggio che doveva durare due episodi è invece andato avanti per 7 stagioni. La mia Carina doveva essere una dotteressa italiana che fa uno studio sulla sessualità e sull’orgasmo femminile e vuole inventare l’equivalente del viagra femminile. Una dottoressa bisessuale. Avere più di una coppia dello stesso sesso in una serie generalista è un traguardo pazzesco, i messaggi più belli che ricevo sono quelli dei genitori. Mi dicono “grazie al tuo personaggio mia figlia è stata in grado di dirci chi è””. Ragazzine che mi dicono “grazie al tuo personaggio mi sono vista e accettata per quello che sono, per la mia sessualità e ho avuto la forza di dirlo anche ai miei”. Da donna del sud questa fatica la sento tutta, perché l’ho vissuta anche io. Non è facile essere sempre sè stessi, dire “questa sono io, non giudicatemi, non mettetemi da parte perché magari non voglio la stessa vita che avete fatto voi””.
Stefania ha sottolineato come ora come ora ci sia “bisogno di autenticità, di meno giudizi, se tutti ci rilassassimo un pelino saremmo tutti più sereni”.
Nel corso delle 7 stagioni in Grey’s Anatomy, la sua Carina ha lanciato altri messaggi molto importanti. “Voleva diventare mamma a tutti i costi. Mentre giravo io ho abbracciavo la consapevolezza opposta, accettando di non voler diventare mamma. Magari un giorno adotterò un bambino, cosa che mi esalta di più rispetto all’avere un figlio mio, che è una cosa che non sento“, ha precisato Stefania, quasi ‘obbligata’ almeno una volta l’anno a rientrare in Italia.
“Dopo 8, 9 mesi che sono a Los Angeles ho proprio il bisogno fisiologico di tornare a casa. Poi l’estate in Italia, in Europa, è un film, una magia, sempre”.
Spampinato ha ricordato come l’indimenticata mamma le cucisse gli abiti per danzare, da bambina, perché in famiglia non c’erano così tanti soldi da poterli acquistare. “Grazie a lei ho fatto il percorso che ho fatto, mi ha spianato la strada. Grazie a lei ho potuto inseguire i miei sogni”, ha confessato in lacrime Stefania, che ha scritto lettere su lettere a sua mamma dai 18 anni, quando è andata via di casa in direzione a Milano, al momento in cui è deceduta. Senza mai dimenticarla.
