Si aggrava la posizione di Puff Diddy, all’anagrafe Sean Combs, da tempo al centro di uno scandalo che sta incendiando i media americani e sfiorando la campagna per le elezioni presidenziali del 5 Novembre 2024 con la sfida tra Kamala Harris e Donald Trump. Mezza Hollywood trema, perché mezza Hollywood pare aver partecipato ai baccanali organizzati negli anni da Diddy, sui quali oggi emergono dettagli inquietanti.
Famose dai primi anni 2000 in poi, le feste organizzate da Puff Diddy (un tempo Puff Daddy) erano definite White Party. Si trattava di feste che si svolgevano soprattutto nella gigantesca villa del rapper, al 40 di Hedges Bank Drive a Los Angeles. Ma non solo. Diddy era noto anche a Saint Tropez, Cannes, Porto Cervo, Montecarlo, Capri per i suoi sfrenati party, farciti di sostanze, alcol e sesso, a bordo di yacht ancorati in rada davanti alle località più posh del Mediterraneo.
Le voci riferivano già da tempo di situazioni orgiastiche che coinvolgevano star di Hollywood, star dell’industria musicale e models dell’industria della moda. Nulla di illegale, fino a quando non è emerso che, per organizzare quei party, Diddy avrebbe sistematizzato un continuativo traffico di esseri umani. A quanto pare, l’ossessione principale di Diddy che emerge dalle indagini, era quella di recuperare donne disposte ad avere sesso con maschi celebri invitati da Diddy. Qualcuno ha sentito l’eco di una vocina che sussurra “omosessualità repressa”?
Nei primi anni 2000 ero con un famosissimo stilista italiano a un party sulla spiaggia di una nota località glamour del Mediterraneo a cui erano invitate decine di celebrity di caratura mondiale, era presente anche Puff Diddy, di bianco vestito e sempre accompagnato da Naomi Campbell. Il mio amico stilista mi disse “Diddy è gay secondo me, non fa che cercare di coinvolgermi in robe di orgie, ma non sa che io vorrei scopare soltanto con lui” le testuali parole. Quella notte un mega yacht al largo attendeva gli ospiti: modelle, attori, star di vario genere salivano su tender bianchissimi che li conducevano sulla yacht di Diddy. Non c’era l’ombra di abuso alcuno, soltanto l’evidente splendore di una festa traboccante di eccessi. Non ebbi la fortuna di salire, perché il mio amico stilista non ne voleva sapere e restai a fumare canne sulla spiaggia. Per fortuna.
Le ville di Los Angeles e Miami di Diddy sono state perquisite negli ultimi mesi più volte dalle autorità federali, ufficialmente per un’indagine riguardante traffico di esseri umani, collegata anche a presunti casi di sfruttamento sessuale. Se finora nello scandalo era stato invischiato soltanto Justin Bieber, possibile vittima di una manipolazione a sfondo sessuale da parte di Diddy quando aveva 15 anni, ora è tutta Hollywood a tremare. Bieber, oggi 30enne, sposato con Hailey Baldwin Bieber, i due sono da poco genitori di Jack Blues nato il 24 Agosto scorso, non ha rilasciato commenti in merito.
L’attenzione mediatica si era intensificata lo scorso marzo, con la riproposizione di un video del 2009, pubblicato sul canale YouTube di Justin Bieber, in cui la star, all’epoca quindicenne, trascorre del tempo con Diddy, all’epoca quarantenne. Nel filmato, Diddy descrive come si sarebbe preso cura di Justin per 48 ore, promettendogli una guida sulla sua Lamborghini e facendo commenti su incontri con ragazze. Nel 2009 il video risultò una semplice esibizione di complicità tra due superstar. Oggi, con le accuse che vedrebbero Puff Diddy trafficante di esseri umani per scopi sessuali e cospiratore di un racket sistematico, quel video appare inquietante (fonte New York Times).
Le accuse contro Diddy iniziarono a profilarsi concretamente nel novembre 2023, quando la sua ex fidanzata Cassie Ventura lo ha denunciato per abusi fisici e sessuali ripetuti durante la relazione tra i due, durata dieci anni. La causa fu rapidamente risolta con un accordo economico, ma la diffusione di un video che mostra Diddy aggredire Cassie in un parcheggio ha incoraggiato altre persone a denunciare episodi simili di violenza perpetrati dal rapper.
Un altro fattaccio chiave individuato dalle forze inquirenti è anche il presunto incendio doloso di un’auto appartenente a Kid Cudi nel 2011, orchestrato da Diddy come vendetta per una relazione tra Cudi e la stessa Cassie Ventura, ex fidanzata di Combs.
Diddy avrebbe anche rapito un individuo e incendiato l’auto con una bomba molotov, delineando il suo profilo di soggetto fuori controllo. Questo ultimo dettaglio, potrebbe indurre il processo a focalizzarsi sullo stesso Diddy e sul suo potenziale status di persona incapace di intendere e volere (sebbene secondo i media americani questa eventualità è rigettata dallo stesso Diddy). Questa strategia processuale eviterebbe il coinvolgimento di star mondiali, che altrimenti potrebbero essere chiamate a testimoniare alla sbarra, e costrette a parlare di atti sessuali e consumo di sostanze durante feste organizzate da un tizio accusato di traffico di esseri umani per scopi sessuali. Uno scandalo che potrebbe, come detto, toccare la campagna presidenziale USA, considerando le numerose celebrity che appoggiano Kamala Harris.
Diddy continua a negare tutte le accuse, sostenendo di essere vittima di un complotto volto a distruggere la sua reputazione. Hollywood trema.
Qui un riassunto cronologico della storia di Diddy e dei suoi White Party.
