Arriva il 3 aprile nei cinema d’Italia The Last Showgirl di Gia Coppola, alla sua 3a fatica registica con protagonista un’inedita Pamela Anderson, nominata ai Golden Globe 2025 come miglior attrice in un film drammatico e arrivata ad un passo dal bis Academy agli Oscar.
The Last Showgirl, la trama
In The Last Showgirl l’ex indimenticata bagnina di Baywatch interpreta Shelly, iconica showgirl di Las Vegas che dopo 30 anni di attività, quando il suo storico spettacolo chiude bruscamente, deve ripensare il suo futuro e affrontare le scelte del passato. Al fianco di una sorprendente Anderson troviamo il premio Oscar® Jamie Lee Curtis, qui all’ennesima interpretazione brillante e travolgente nel ruolo della migliore amica di Shelly, Annette, che di fatto vive di stenti. A completare il cast un insolitamente drammatico Dave Bautista, Brenda Song, Kiernan Shipka e Billie Lourd, nei panni della figlia di Shelly.
È una storia di resilienza, strass e piume, quella scritta da Kate Gersten e diretta da Gia Coppola in meno di 3 settimane e con appena 2 milioni di dollari di budget a disposizione. Una cifra esigua per un’opera intima e affascinante, sull’oggettivizzazione e lo sfruttamento delle donne e sul come vengano buttate via quando raggiungono una certa età, sulla maternità e sui sacrifici che comporta, soprattutto se impegnate nel mondo dello spettacolo, e sul giudizio della società nei confronti delle donne che cercano di avere una vita in campo artistico e fanno di tutto per crescere un figlio.
Pamela Anderson è risorta

Perché la Shelly di Pamela Anderson, così educata, gentile, elegante, vulnerabile, orgogliosa e tenace, ha sacrificato tutto per una carriera che altri non riescono a capire nè a vedere come tale. Se dall’esterno quello spettacolo da lei interpretato per 40 anni non è altro che intrattenimento per adulti, con ballerine mezze nude sul palco, per lei é una vera forma d’arte, é tutto, é il suo quotidiano, la sua vita, la sua famiglia. Pur di non perdere l’ebrezza di una platea plaudente, Shelly ha sacrificato il ruolo di madre per perseguire i propri sogni. Non a caso sua figlia Hannah, oggi adulta, le rinfaccia l’assenza, l’abbandono per uno show che ora l’ha scaricata, per una Las Vegas che non le vuole più dare altre possibilità, perché semplicemente troppo vecchia.
Coppola e Autumn Durald Arkapaw, direttrice della fotografia, hanno girato in pellicola da 16 mm seguendo da vicino i loro protagonisti, con una macchina a mano a mo di ombra per entrargli dentro, tra fragilità, sensi di colpa e malinconie in una Las Vegas struccata come la sua protagonista, bruciata dal sole. Pamela Anderson, con quella voce da bambina quasi sussurrata, non è mai stata tanto brava e credibile, quasi 30 anni dopo il Razzie Award vinto con Barb Wire, così come stupisce Dave Bautista, gentile, tenero e umile direttore di scena che ha dei trascorsi con Shelly e un affetto reale, sincero, nei confronti di queste showgirl che entro pochi giorni non avranno più un lavoro.
Jamie Lee Curtis è magnifica

Meravigliosa è Jamie Lee Curtis, che si è gettata in un film indipendente subito dopo aver vinto l’Oscar per Everything Everywhere All at Once. La sua Annette, così esageratamente abbronzata e fuori dagli schemi, spavalda e cinica, è un tornado. Ex showgirl ora lavora come barista in un casino, ma anche qui sta perdendo sempre più i turni in favore di ragazze più giovani e sexy. Quando non serve tra una slot machine e l’altra, beve e gioca d’azzardo. Un’autentica sopravvissuta che ad ogni apparizione in scena la illumina, come quando improvvisamente sale su un palchetto del Casino e inizia a ballare “Total Eclipse of the Heart”, completamente ignorata dai passanti. Curtis l’ha improvvisata, quella danza, senza mai provarla, girando tutte le proprie scene in 4 giorni appena.
Miley Cyrus canta Beautiful That Way
E infine abbiamo Billie Lourd, figlia di Carrie Fisher e nipote di Debbie Reynolds, 32enne cresciuta guardando sua nonna fare spettacoli proprio a Las Vegas. Evidente il punto d’incontro con il suo personaggio, avendo potuto attingere dal rapporto tra sua madre e sua nonna nel costruire i lineamenti di questa figlia non solo arrabbiata ma anche desiderosa d’affetto, di verità rispetto ad un passato mai dimenticato, d’amore nei confronti di una mamma che ha preferito i lustrini e le luci del palco a lei, fino all’arrivo di quel dolcissimo finale che è pura speranza, sulle note dell’inedito Beautiful That Way firmato e cantato da Miley Cyrus.

Quando arrivano i titoli di coda sei lì a domandarti a quale destino saranno andati incontro Shelly, Annette, Eddie e Hannah, cosa sarà mai successo a tutti i protagonisti di The Last Showgirl, film intimo, autentico, sincero e quantomai attuale sulle percezioni e aspettative sociali che plasmano e spesso limitano la vita di molte donne, soprattutto in ambito artistico, sulla sessualizzazione che ancora oggi le riguarda, sulla loro sostituibilità e sulle discriminazioni legate all’età che avanza.














