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Amare, lavorare, resistere: 5 libri queer che vi consigliamo

La biografia di una scrittrice e pittrice simbolo di pacifismo e accettazione totale, un romanzo perturbante sui termini del potere e del patriarcato, il ritratto per immagini di una delle principali attiviste del movimento trans europeo, una raccolta di racconti queer dalla Germania tra le due guerre e l’ultimo libro di Edmund White. Ecco i libri queer che vi consigliamo questa settimana. 

Amare, lavorare, resistere: 5 libri queer che vi consigliamo - Matteo B Bianchi76 - Gay.it
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La biografia di una scrittrice e pittrice simbolo di pacifismo e accettazione totale, un romanzo perturbante sui termini del potere e del patriarcato, il ritratto per immagini di una delle principali attiviste del movimento trans europeo, una raccolta di racconti dalla Germania tra le due guerre e l’ultimo libro di Edmund White.

Ecco i libri queer che vi consigliamo questa settimana.

1. Adorate creature, Amy Twigg, Neri Pozza

Il titolo originale, Spoilt creatures, proviene da una lettera che Vita Sackville-West scrisse a Virginia Woolf nel gennaio del 1926. Damn you, spoilt creature. Maledetta te, creatura viziata. È una missiva attraversata d’amore e sofferenza, che testimonia la grandezza di un sentimento e l’impossibilità di viverlo a pieno. Per il suo romanzo d’esordio, pubblicato in Italia da Neri Pozza nella traduzione di Claudia Durastanti, Amy Twigg riprende questo verso e torna all’esperienza di Bloomsbury per descrivere la vita in una comune immaginaria del Kent.

Iris ha poco più di trent’anni, alle spalle una storia appena finita e davanti a sé un’unica prospettiva: tornare a vivere con la madre e accettare un lavoretto qualsiasi per tenersi in piedi, per fare qualcosa. Da un’amica, però, viene a conoscenza di Breach House, un luogo per sole donne, lontano dalla civiltà. Un alcova apparentemente spensierata dove poter riprendere in mano la propria vita. Una volta arrivata, Iris scopre quali sono le regole della comune e quanto gerarchica questa sia, ma non si ribella, anzi si lascia andare. Seppellisce ogni volontà in nome di un’attrazione fatale e di una legge più alta. Teso come – e più – di un romanzo di Emma Cline, perturbante come le storie di Eliza Clark e Julia Armfield, Adorate creature è un romanzo compatto e appiccicoso, che racconta la seduzione e, soprattutto, il potere in un mondo che ha rifiutato gli uomini.

2. Lavorare e amare, amare e lavorare, Laura Pezzino, Electa

Lavorare e amare. Amare e lavorare. Tove Jansson

È il 1945 e la Seconda guerra mondiale sta infuriando ovunque, quando Tove Jansson, autrice e pittrice finlandese di culto, immagina un mondo alternativo, eccezionale. Una valle in cui tutto è ammantato di grazia e benevolenza, abitata da una famiglia di creature bianche e paciose, simili a ippopotami: i Mumin. Di fronte alla paura, alla depressione, e per fuggire dai pensieri uggiosi, Jansson dà vita a quel microcosmo (non poi così micro, a dire il vero) immaginario che consacrerà la sua carriera. Inventandosi un rifugio e una via di fuga, l’artista dà forma inconsapevolmente a quello che diventerà un simbolo queer di accettazione e di pace. I Mumin, e con loro tutta produzione di Jansson, sono da intendere come un atto di devozione alla natura, all’amore totale e alla serenità, che non può prescindere – mai! – dall’antimilitarismo e dal pensiero ecologista. Pur rifuggendo ogni etichetta politica, con i suoi dipinti e i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Iperborea, filosofeggia di nuclei famigliari alternativi e aperti, di pacifismo e diritti delle donne.

In Lavorare e amare, Amare e lavorare – microritratto edito da Electa nella deliziosa collana Oilà – la giornalista Laura Pezzino ripercorre l’esistenza di Tove Jansson seguendo il ritmo anarchico delle stagioni – prima viene l’estate, poi subito l’inverno e l’autunno, infine la primavera. Dall’apprendistato all’arte e alla vita, avvenuto tutto (o quasi) sulle ginocchia di sua madre, fino alla lunghissima relazione con Tuulikki Pietilä, artista anch’essa e compagna per oltre quarant’anni. Le due hanno abitato in una grande casa, ognuna nel suo studio, entrambe votate all’arte e all’amore reciproco, all’amore come gesto imprescindibile e indefesso.

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3. Gli amori della mia vita, Edmund White, Playground

Gli amori della mia vita. Un memoir erotico - Edmund White - copertina

Scomparso lo scorso 3 giugno, Edmund White ci ha lasciatə con un testo che è un po’ anche il sunto di una vita sentimentale, un’autobiografia erotica, un memoir del desiderio e anche un testamento letterario. Si intitola Gli amori della mia vita e si configura come una maratona tra le esperienze sessuali, desiderate e consumate – solo queste sono più di tremila – che lo scrittore ha collezionato nel corso di una vita lunga 85 anni. Senza moralismo né pudore, raccontando la sua storia, le sue storie anzi – affair, storielle e scappatelle, relazioni e marchette varie – White descrive le tendenze e gli orizzonti valoriali della comunità a cui appartiene in quanto uomo gay nato negli anni Quaranta: dal perbenismo degli anni Cinquanta a Stonewall, dalle prime trasgressioni alla tragedia dell’AIDS degli anni Ottanta, da Grindr alla rivoluzione woke.

4. Nella parrucca di Marcella, Jessica Cantoni e Gianluca Sturman, BeccoGiallo

Marcella Di Folco è stata – ed è ancora – una figura chiave del movimento trans italiano. Prima consigliera comunale trans al mondo, al fianco dei Radicali, ma ancora, prima di questo, prima del MIT, prima della vita spesa tutta per l’attivismo, prima del Consultorio creato da lei stessa e dedicato al benessere sessuale delle persone trans, Marcella è stata tante altre cose. Protagonista della vita notturna romana, cassiera al Piper che ha consacrato Patty Pravo e Caterina Caselli, attrice – comparsa e protagonista – per registi come Federico Fellini, suo maestro, Elio Petri, Alberto Sordi, Mauro Bolognini, Sergio Corbucci e Roberto Rossellini. Inesausta conversatrice, nella vita e in politica, alla ricerca di sé stessa e di un posto sicuro, che, dopo la transizione, avvenuta nel 1980 a Casablanca, trova a Bologna, nei pressi di Via del Pratello, dove vivrà felice e combattiva. Dove morirà felice e combattiva.

Nella parrucca di Marcella è un coloratissimo albo illustrato, per grandi e piccolə lettorə dai 6 anni, che con ironia e leggerezza, a partire dalla figura di Marcella (e della sua leggendaria capigliatura) racconta l’importanza di salvaguardare i propri diritti e fare comunità.

5. Weimar. Il giardino dei piaceri, Granand, Storie Effimere

Granand - Weimar - Storie Effimere

Ambientati in Europa, a Berlino soprattutto, nel periodo tra le due guerre, i racconti che compongono Weimar. Il giardino dei piaceri descrivono, ricorrendo a un linguaggio che è tipico del teatro, cosa significava essere queer negli anni Venti.

Granand, pseudonimo di Erwin von Busse, è una figura chiave della cultura europea del periodo: non solo scrittore, ma anche pittore e regista, che per tutta la vita sfida le convenzioni e la censura. Weimar. Il giardino dei piaceri, a questo proposito, è stato pubblicato nel 1919 e nel 1921, ma in entrambi i casi la sua distribuzione è stata soppressa dai tribunali di Lipsia e Berlino per il contenuto ritenuto troppo scabroso. Torna finalmente in libreria grazie a una piccola casa editrice di pregio: Storie Effimere.

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