Temptation Island 2025 sta conquistando – ancora una volta – il pubblico con ascolti record. Questa settimana, il programma dedicato ai sentimenti, concluderà con una tripletta che ha avuto il suo esordio nella serata di ieri, martedì 29 luglio. Il docu-reality riceve – costantemente – l’attenzione della stampa e, tra le voci che hanno parlato del “fenomeno”, un focus di Antonello Piroso per La Verità, merita attenzione: perché lo show di Maria De Filippi ignora – da sempre – la comunità LGBTQIA+?
In questo articolo
Temptation Island ignora la comunità LGBTQIA+: per quale motivo?
La questione, in realtà, è stata tirata in ballo più volte. Anche noi di Gay.it, tramite un articolo del nostro Luca Diana, che si era interrogato in maniera approfondita sulla questione:
“Per non parlare della totale assenza delle coppie omosessuali, mai prese in considerazione – come invece accade all’estero, ad esempio in Love Never Lies o L’ultimatum: Queer Love -, portando avanti di fatto un racconto stereotipato della società italiana in cui viene totalmente censurata la comunità LGBTQIA+ che invece potrebbe tranquillamente far parte della narrazione del format Temptation Island.
[…]
Ora facciamo un esperimento: chiudete gli occhi solo per un secondo e provate ad immaginare se Temptation Island fosse un docu-reality nel quale i protagonisti fossero coppie eterosessuali, gay, lesbiche, bisessuali, transgender o di qualsiasi altra identità queer, rappresentando di fatto a 360° tutto lo spettro dell’identità umanamente possibile e legittima.
Le dinamiche sociali sarebbero esattamente le stesse della versione classica, ma Temptation Island Queer avrebbe il valore aggiunto di accendere i riflettori su una comunità, quella LGBTQIA+, ancora troppo poco esplorata dal piccolo schermo, se non con un racconto stereotipato”.
Antonello Piroso, nel suo articolo su La Verità, ci parla del “fenomeno” e, con una frase molto breve: “Temptation Island ignora il mondo LGBT”, fa una analisi oggettiva della questione.
Il “veto” storico dei programmi di Maria De Filippi (tranne in due occasioni)
Nonostante i programmi di Maria De Filippi siano molto amati e seguiti dal pubblico, c’è sempre stato una sorta di “veto” sul mondo LGBTQIA+, portato in televisione solamente due volte, in occasione del Trono Gay di Uomini e Donne (concluso definitivamente nel 2018).
Dal suo esordio, Temptation Island ha mostrato solamente coppie eterosessuali, nonostante l’enorme evoluzione sociale e culturale del nostro Paese e della TV stessa. Nessuna coppia composta da persone dello stesso sesso, nessuna apertura esplicita alla comunità LGBTQIA+.
Non esistono dichiarazioni ufficiali da parte di Fascino o Mediaset che motivino questa scelta. Nel tempo, si è spesso ipotizzato che la mancata apertura al mondo LGBTQIA+ sia legata alla paura di perdere pubblico, soprattutto quello più conservatore.
Ma è una scusa che non regge più: il pubblico italiano è più vario di quanto si pensi, e reality come Bake Off Italia, Pechino Express, Drag Race Italia e molti altri, hanno mostrato – nel tempo – storie e persone queer con naturalezza e successo.
Quindi la verità è che probabilmente manca il coraggio editoriale e commerciale per fare un vero passo avanti.
Temptation Island potrebbe essere il perfetto laboratorio televisivo per raccontare le dinamiche dell’amore LGBTQIA+, con tutte le sue sfide, sfumature e contraddizioni. Ma continuare a raccontare solo un tipo di coppia contribuisce a perpetuare uno sguardo limitato e poco rappresentativo della realtà.
Siamo nel 2025. Le storie queer esistono, appassionano, emozionano. E meritano di essere raccontate anche davanti a un falò di confronto in riva al mare, con un tentatore che magari fa battere il cuore a un lui o a una lei… o a entrambi.
Ascolti TV martedì 29 luglio 2025, Temptation Island: quanto ha totalizzato la sesta puntata https://t.co/BahKvvtARy #Canale5 #Mediaset #TemptationIsland pic.twitter.com/xcW9LaAxeZ
— Gay.it (@gayit) July 30, 2025

