Ancora una volta, Rita De Crescenzo riesce a far parlare di sé – ma stavolta non per un balletto virale o una diretta too much. Durante una delle sue ultime live sui social, la tiktoker napoletana ha infatti affermato di aver visto il video privato di Stefano De Martino, al centro di un’indagine per diffusione illecita di contenuti personali.
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Rita De Crescenzo rischia grosso: “Ho visto i video intimi di Stefano De Martino”
“Ho visto tutto quello che ha fatto con la fidanzata. Un mio amico ha il video, ho visto tutte le mosse”, ha detto la tiktoker, lasciando intendere di essere entrata in contatto – direttamente o indirettamente – con materiale attualmente oggetto di indagine.
Una frase che ha immediatamente sollevato indignazione e sconcerto tra utenti e commentatori, che le hanno ricordato come anche solo visionare quel tipo di contenuto possa costituire un reato. “Speriamo che non lo facciano anche con le telecamere nostre, quando io e mio marito siamo in intimità a casa”, ha continuato De Crescenzo.
Una battuta infelice, che non ha fatto altro che alimentare le polemiche, confermando una tendenza sempre più diffusa: trasformare anche i temi più delicati in spettacolo di bassa lega. Nel tentativo di “intrattenere”, la tiktoker ha finito per normalizzare una violazione grave della privacy.
Revenge porn e responsabilità: il contesto legale
Come riportato da ANSA e altre testate, il video in questione è già stato denunciato da Stefano De Martino, che ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per tutelare la propria privacy. L’ipotesi al vaglio è quella di revenge porn o diffusione non consensuale di materiale sessualmente esplicito, un reato punibile penalmente anche per chi conserva o condivide i contenuti, pur non avendoli diffusi personalmente.
Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che assistono De Martino, hanno ribadito con fermezza:
“Chiediamo la condanna anche di tutti coloro i quali conservano e girano questi dati: anche loro diventano complici di reati di ricettazione e pericoli gravissimi, ai danni sia della vittima sia dei familiari”.
Le dichiarazioni di De Crescenzo rivelano, ancora una volta, un problema culturale profondo e radicato: la confusione tra curiosità e diritto di sapere, tra intrattenimento e violazione della dignità altrui. La tiktoker ci ha dimostrato, come di consueto, quanto l’ignoranza digitale possa diventare pericolosa.
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