L’Ostuni Pride, promosso dal circolo ArciAnnavanna, ha attraversato sabato le strade della Città bianca con oltre mille persone, trasformandosi in una festa di colori, memoria e rivendicazione, ma anche in una risposta collettiva agli attacchi omofobi comparsi sui social nelle ore della manifestazione.

Dedicata ad Angela Cisternino, prima donna trans di Ostuni, scomparsa nel 2010, la parata ha intrecciato storie e generazioni diverse: dalla 93enne Maria Maddalena, affacciata sulla soglia di casa per sostenere il corteo, a Eliana e Gianluca, una coppia di neo sposi arrivata al Pride subito dopo il matrimonio in chiesa.

Maria Maddalena, 93 anni, simbolo dell’Ostuni Pride

Ostuni Pride, la 93enne che sfida l’odio: “Non vi arrendete mai”. La risposta virale agli attacchi omofobi - 93enne ostuni pride - Gay.it

Tra bandiere arcobaleno, musica e interventi dal palco, la seconda edizione dell’Ostuni Pride ha mostrato il radicamento del movimento LGBTQIA+ nel territorio. La partecipazione è stata ampia e variegata, fatta non solo di attivistə, ma anche di persone alleate, famiglie, commercianti, associazioni e realtà locali che hanno scelto di sostenere il corteo.

Tra le immagini diventate più virali, c’è quella della signora Maria Maddalena, 93 anni, che per il secondo anno consecutivo ha atteso la parata sulla soglia di casa. La sua presenza è diventata una delle immagini più forti della manifestazione, il segno di un sostegno che attraversa le generazioni e dà ancora più forza alla piazza.

Durante la parata, la drag Ravèn Voice, incuriosita nel vederla sull’uscio della sua abitazione, l’ha invitata a presentarsi, tra gli applausi dei presenti. “Non vi arrendete mai! Siete le persone più brave del mondo”, ha esclamato la 93enne al microfono.

Le sue parole, accolte con entusiasmo dalla piazza, hanno dato forza a una giornata segnata anche da polemiche e commenti ostili, raccontando un Pride capace di unire generazioni diverse e di coinvolgere una parte più ampia della città.

 

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Eliana e Gianluca, dal matrimonio in chiesa al Pride

Coppia di neo sposi all'Ostuni Pride - foto IG
Coppia di neo sposi all’Ostuni Pride – foto IG

Accanto alla signora Maria Maddalena, un’altra immagine forte della giornata è arrivata con Eliana e Gianluca, una coppia di neo sposi che ha raggiunto il palco dell’Ostuni Pride subito dopo il matrimonio celebrato nella chiesa di San Francesco d’Assisi.

Appena scambiate le fedi, come racconta il Corriere della Sera, i due hanno scelto di unirsi alla manifestazione, trasformando la loro giornata di felicità in un gesto di solidarietà. Il bianco dell’abito nuziale di Eliana, accostato alle bandiere arcobaleno, ha creato una delle immagini più emozionanti della parata, affiancandosi a chi rivendica il diritto di esistere, amare e vivere liberamente.

Gli attacchi omofobi contro l’Ostuni Pride

Eleonora Magnifico, madrina Ostuni Pride
Eleonora Magnifico, madrina Ostuni Pride

Come spesso accade in occasione dei Pride, anche la manifestazione di Ostuni non è stata risparmiata da commenti e post omofobi comparsi sui social. Dietro schermi e tastiere, alcune persone hanno preso di mira l’evento con parole offensive e denigratorie.

Tra i messaggi circolati online, è emerso quello scritto da un profilo maschile, che ha attaccato duramente la parata: “Spiegatemi perché se io mi metto in mutande e inizio a correre su viale Pola sono un pazzo da rinchiudere, mentre invece questi signori sono patrocinati addirittura dal Comune”.

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Nel post, l’uomo ha proseguito con altri toni offensivi: “Quello che succede oggi è una delle cose più schifose e volgari che i miei occhi possano vedere”.

A rispondere pubblicamente agli attacchi è stata Eleonora Magnifico, madrina dell’Ostuni Pride: Ma fortunatamente caro signore, che ci indica e ci descrive come una delle cose più schifose e volgari che i suoi poveri occhi hanno visto, il mondo si evolve e va avanti, abolendo preconcetti, discriminazioni e barriere inutili”.

La madrina del Pride ha anche chiarito un punto importante rispetto al patrocinio del Comune di Ostuni. La manifestazione ha infatti beneficiato del patrocinio comunale, ma gli organizzatori hanno scelto di rinunciare a qualsiasi contributo finanziario pubblico.

“Questo grazie alla generosità di commercianti, imprenditori, associazioni e persone del posto che hanno voluto sostenere le spese del carro per la parata finale”, ha spiegato Magnifico, sottolineando il sostegno concreto arrivato dal territorio.

“Bisogna tenere alta la guardia”

Nelle parole di Eleonora Magnifico emerge anche una riflessione più ampia sul clima che la comunità LGBTQIA+ sta vivendo in Italia. Dietro l’apparenza di una società più aperta e inclusiva, restano infatti pregiudizi, resistenze e forme di violenza che continuano a colpire le persone LGBTQIA+ nella vita quotidiana.

“Le conquiste sono state fatte”, ha sottolineato Magnifico. “Certamente oggi si ha l’impressione che tutto sia risolto, che la comunità LGBTQIA+ abbia pagato i suoi conti e venga accolta senza problemi. Ma se così fosse, non ci sarebbero politici che si indignano se due ragazzi si scambiano effusioni amorevoli nella sala d’attesa di una stazione oppure, ancora peggio, che un padre ammazzi un figlio solo perché è gay o ha iniziato un percorso di transizione. È terribile”.

Il riferimento è a un clima culturale in cui la visibilità LGBTQIA+ continua a essere percepita da una parte dell’opinione pubblica come una provocazione, mentre l’affermazione di modelli familiari e affettivi diversi da quello eteronormativo viene spesso usata come terreno di scontro politico.

“Sono tempi in cui bisogna tenere alta la guardia perché siamo nuovamente sotto il pregiudizio di una parte politica che inneggia alla famiglia tradizionale, che ogni giorno che passa non regge più la solidità tanto decantata”, ha aggiunto Magnifico.

La partecipazione in piazza, il ricordo di Angela Cisternino e gli attacchi comparsi sui social hanno ricordato il senso dell’Ostuni Pride: uno spazio di visibilità, incontro e rivendicazione ancora necessario.

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