Chi ha più di quarant’anni ricorderà La vespa e la regina, film d’esordio di Antonello De Leo del 1999, che mescolava commedia all’italiana e tematiche LGBTQIA+ in modo ironico e spregiudicato. Protagonista una giovanissima Claudia Gerini, nei panni di Ginevra: cantante e bassista del gruppo lesbo rock “Fucking Sisters”.

Musicista brillante e ribelle, Ginevra vive una complicata relazione con una donna sposata con un uomo violento, la “bestia”. La sua vita cambia quando incontra Renato (interpretato da Pere Ponce), giovane omosessuale e direttore della rivista gay The Gay After.

Claudia Gerini, La vespa e la regina
Claudia Gerini, La vespa e la regina

La vespa e la Regina: la trama del film con Claudia Gerini

Renato è un ragazzo gay convinto ma, in punto di morte, la sua adorata nonna Assunta gli strappa una promessa: “prova almeno una volta ad andare con una donna”. Per mantenerla, Renato sceglie Ginevra, incontrata per caso a un matrimonio, ignaro della sua identità sessuale.

Entrambi, per motivi diversi, decidono di sperimentare, e quello che inizia come un gioco di curiosità si trasforma in un sentimento reale e inaspettato. La loro storia, tra segreti, equivoci e paure, diventa un viaggio tenero e surreale verso l’accettazione di sé e dell’altro.

“In Costa Rica”: il brano cult delle “Fucking Sisters”

Tra le scene più iconiche del film c’è il momento musicale delle “Fucking Sisters”, con Ginevra che interpreta “In Costa Rica”: un brano ironico e provocatorio, in cui l’artista canta un inno alla libertà sessuale e all’attrazione femminile con una frase rimasta nella memoria collettiva – “la fig* è fig* e la seguo fino in Costa Rica”.

Questo numero musicale, cantato direttamente da Claudia Gerini, racchiude tutto lo spirito sovversivo e liberatorio di una pellicola che, ancora oggi, resta un piccolo cult queer degli anni ’90.

Ecco il testo integrale della canzone:

“Il mio giardiniere la chiama cespuglietto.
Il naturalista passerina e anche bel boschetto.
Mentre il paninaro la chiama patatina.

Ma no! Io invece no. Parte per me.
La fig* è fig* e la seguo fino in Costa Rica.

La fig* è fig* e la seguo fino in Costa Rica.
La fig* è fig* e la seguo fino in Costa Rica.

Fig* in Costa Rica.
Fig* in Costa Rica.

Mentre l’arrotino la chiama fiorellino.
Mentre il camionista copertone e anche galleria.

Mentre il falegname, lui invece solo seghe. 

Ma no! Io invece no. Parte per me.
La fig* è fig* e la seguo fino in Costa Rica.

La fig* è fig* e la seguo fino in Costa Rica.
La fig* è fig* e la seguo fino in Costa Rica.

Fig* in Costa Rica.
Fig* in Costa Rica”.

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QUI il VIDEO.

Una commedia queer avanti sui tempi

La vespa e la regina è una classica commedia all’italiana, ma con un approccio sorprendentemente moderno. De Leo analizza l’omosessualità e la difficoltà di accettarsi con leggerezza, ma anche profondità, mettendo in scena personaggi complessi, ironici e umani.

Nel finale, dopo mille peripezie, Ginevra e Renato si innamorano davvero, riscoprendo sé stessi e scegliendo di vivere il loro amore fuori da ogni etichetta.

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