Il Festival non si ferma mai. Nonostante Sanremo 2026 non sia ancora partito, eccoci già proiettati al 2027. L’ecosistema della kermesse musicale è questo: un organismo vivo che non conosce pause, una macchina che produce cultura pop e un ritorno economico enorme per la Rai.
Dietro quella settimana all’Ariston si incastra una programmazione lunghissima, fatta di strategie editoriali, visioni artistiche e anche parecchie tensioni interne. E le voci, si sa, sono la benzina con cui questo mondo si muove.
Tra queste voci ce n’è una particolarmente insistente: il possibile ritorno di Amadeus sul palco più famoso d’Italia e, allo stesso tempo, il presunto desiderio di Carlo Conti di non affrontare un terzo Festival consecutivo nel 2027.
Nel mezzo aleggia anche il nome di Stefano De Martino, ormai considerato uno dei volti più papabili per inaugurare un nuovo ciclo. Una situazione che sembra un gigantesco puzzle con le tessere ancora sparse.
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Amadeus a Sanremo 2027? Le nuove possibilità
La voce circola da settimane. C’è chi parla di un Amadeus in rotta con Nove, chi immagina addirittura un clamoroso ritorno in Rai.
Non sarebbe la prima volta che il Festival accoglie di nuovo un conduttore dopo una parentesi altrove, e il pubblico ricorda bene quanto la sua direzione abbia trasformato il Festival in un fenomeno culturale enorme.
Grazie ai suoi anni, il Festival è passato dall’essere il brutto anatroccolo del pop italiano a un cigno capace di attirare Big, fare numeri record e riscrivere carriere.
Eppure, dietro l’ipotesi di un ritorno, c’è un nodo che non può essere ignorato. Non riguarda i soldi e non riguarda la politica, almeno secondo le dichiarazioni del conduttore.
Nel suo virgolettato più celebre, Amadeus aveva detto:
“Ci sono delle scelte di vita che sono dettate dal rapporto personale, umano, di sensazione che hai (…) Ci vuole anche una questione di rapporto umano, che può sembrare una cosa strana nel nostro mondo, ma alla mia età questo viene quasi di pari passo con tutto il resto (…) Non ne faccio una questione politica”.
Un ritorno in Rai, ad oggi, appare quindi una operazione complicata, ma non impossibile. Del resto, l’ombra di Fiorello è una calamita potentissima.
E lui, sul tema, non è stato ambiguo:
“Non farò mai Sanremo senza Amadeus”.
Carlo Conti lascia Sanremo? Come stanno le cose
Dietro le quinte si muove anche un’altra pedina fondamentale: Carlo Conti. Secondo quanto appreso da Fanpage.it, la Rai avrebbe già cercato di rinnovare il contratto del conduttore ben prima delle polemiche di oggi.
L’idea era continuare con lui dopo il 2026, in un clima di piena fiducia. I numeri dell’ultimo Festival parlano chiaro: ascolti ottimi, un cast competitivo, carriere rilanciate.
Da Olly a Lucio Corsi, fino al ritorno splendente di Giorgia e alla conferma di Brunori Sas.
Eppure, nonostante i riscontri più che positivi, la domanda circola da settimane: Carlo Conti ha davvero voglia di fare un terzo Sanremo consecutivo?
La risposta, per ora, è un incerto no.
Il conduttore è legatissimo alla Rai, che considera casa, ma vivere tre Festival uno dietro l’altro comporta un carico di lavoro enorme.
Dopo i risultati del 2025, con i paragoni inevitabili con Amadeus, Conti ha dimostrato tutto quello che doveva dimostrare. E non ha mai nascosto quanto desideri un ricambio generazionale per il Festival.
I nomi che cita spesso non sono lì per caso: Alessandro Cattelan e Gianluca Gazzoli. Due profili giovani, preparati, con un pubblico fresco e potenzialmente perfetti per aprire un nuovo ciclo sanremese.
Stefano De Martino verso Sanremo?
In questo scenario, spunta anche un altro nome.
Quello di Stefano De Martino, ormai considerato dall’azienda come il volto del futuro Rai. Una figura versatile, pop, capace di parlare a più generazioni senza scivolare nell’effetto boomer né in quello giovanilista forzato.
Le voci interne lo descrivono come la possibile vera rivoluzione del Festival. Un interprete nuovo, diverso, un jolly che la Rai vuole far crescere con cura.
L’idea che proprio lui possa raccogliere il testimone nel 2027 è sempre più condivisa. Ma la stessa idea potrebbe essere stravolta da un eventuale ritorno di Amadeus, una carta imprevista che cambierebbe tutte le mosse.
Sanremo verso il 2027: un puzzle di pressioni, numeri e strategie
Mancano ancora molte tessere.
Sul tavolo restano questioni aperte: i rapporti con le discografiche, che da tempo chiedono rimborsi più alti per coprire costi sempre più pesanti, e la discussione sulla possibile rotazione delle città ospitanti che, ciclicamente, torna a fare rumore.
Le decisioni finali, come sempre, arriveranno dopo Sanremo 2026, quando gli ascolti daranno un segnale forte sul futuro. E quando le polemiche genereranno altre voci, alimentando un ecosistema che senza gossip, tensioni e indiscrezioni non sarebbe lo stesso.
Ciò che appare chiaro, oggi, è che Carlo Conti si prepara forse a chiudere un ciclo. E che il 2027 potrebbe essere l’anno in cui il Festival cambia pelle.
E se a condurre #Sanremo2027 fossero Amadeus e Giorgia con Fiorello? Lasciateci sognare @claudoe @FQMagazineit https://t.co/SxSprXpTy8 via @fattoquotidiano pic.twitter.com/qOGFFmSlNz
— Andrea Conti ⚡️ (@IlContiAndrea) December 5, 2025


