Ci sono artisti che nascono già con l’idea di dover andare via, e altri che imparano col tempo che restare ancorati alle proprie origini sia l’unico modo per non perdersi. SABA appartiene ad entrambe le categorie. Da un lato, infatti, la sua storia lo ha portato ad abbandonare la sua terra d’origine per inseguire il suo sogno; dall’altro, oggi, la sua scrittura si muove tra bisogno di espressione e desiderio di appartenenza, trasformando la fragilità in linguaggio e l’identità in suono, conservando quel legame profondo con le proprie radici.
Così, mentre il suo nome inizia a circolare con sempre maggiore attenzione anche fuori dall’Italia – basti pensare alle apparizioni sugli iconici schermi di Times Square a New York – il percorso di SABA racconta una storia di scelte, di coraggio e di quella necessità profonda di trovare – e difendere – il proprio spazio nel mondo, partendo da quel sentimento profondo che ci guida tuttə: l’amore, vero motore della sua musica.
Ma cosa sappiano di lui, della sua vita privata e della sua carriera? Scopriamolo insieme!
In questo articolo

Chi è Saba: età, carriera e vita privata del cantautore sardo
Saba: età, famiglia e vita privata tra Olbia e Milano
Nato ad Olbia il 20 dicembre 1997, Salvatore Saba – in arte SABA – è cresciuto con un solo obiettivo: non seguire le orme familiari (noti imprenditori del Nord Sardegna), ma inseguire la propria urgenza creativa viscerale, quella per la musica.
Così, a soli 16 anni, ha abbandonato gli studi presso l’Istituto Tecnico per Geometri di Olbia ed è volato a Londra dove ha frequentato un master presso la prestigiosa Royal Academy of Music. Un’esperienza che, come ha dichiarato egli stesso, ha segnato profondamente il suo modo di approcciare alla composizione e che lo ha portato oggi ad imporsi come uno degli artisti sardi emergenti più interessanti del panorama musicale contemporaneo.
La sua visione, infatti, sin da giovanissimo, è sempre stata quella di provare a rompere gli schemi e di andare oltre il conosciuto e lo sperimentato. SABA – lo si evince anche dal suo nuovo progetto discografico “Fuori dal club“ – ama mettersi in gioco, tanto che uno dei suoi sogni nel cassetto – come dichiarato al portale Olbia.it – è quello un giorno di poter «cantare in un club inglese».
Ma da dove è partita questa sua passione per la musica?
Saba: l’incontro con la musica, la gavetta e il primo album
A casa di SABA la musica ha sempre avuto un posto di rilievo: il nonno paterno suonava la batteria mentre i fratelli di sua mamma si destreggiavano con la chitarra e il basso. Dunque, possiamo dire a gran voce che è da lì che sia nata questa sua passione, poi nutrita grazie a numerose esperienze in Italia e all’estero che gli hanno permesso di scoprirsi come artista e come persona, arrivando oggi ad essere – come dicevamo – uno degli artisti sardi emergenti più interessanti del panorama musicale italiano contemporaneo.
Dopo l’esperienza alla Royal Academy of Music di Londra, infatti, SABA è tornato in Italia ed è stato notato da un’etichetta veneta che lo ha inserito in un master di scrittura d’élite, avendo così l’opportunità di confrontarsi con autori multiplatino. In quel momento ha appreso l’importanza della scrittura:
«La mia musica nasce nel 2017 effettivamente quando ho iniziato a produrre i primi brani insieme a Kaizen, li ho riscoperto un pó Salvatore e quello che voleva fare, poi mi sono ricercato dentro e ho scoperto di essere anche SABA sentendomi più libero di esprimermi, non so se c’è un effettivo artista che mi ha ispirato in questo percorso peró sicuramente le figure rap femminili le ho sempre ammirate. Il fatto è che amo ascoltare la musica che non rappresenta il genere che faccio e amo tanto le ballad, già comunque da piccolo avevo la passione nel canto», ha dichiarato al portale Olbia.it.
Nel 2021 è entrato nel roster di Cosmophonix, con cui ha pubblicato il suo primo EP nel quale ha esplorato il complesso rapporto con il padre, le cicatrici lasciate dalla vita e la fragilità delle delusioni amorose. Il progetto ha riscosso un grande successo, tanto da aver portato SABA sui leggendari schermi di Times Square a New York.
Nel 2024 una nuova crisi sentimentale – che abbiamo capito essere il vero e proprio motore autorale per SABA – lo ha portato a lavorare ad un nuovo album, disponibile su tutte le piattaforme streaming a partire da venerdì 23 gennaio 2026: “Fuori dal club“. L’uscita del nuovo progetto discografico, però, è stata anticipata da un riconoscimento clamoroso: Rolling Stone UK, infatti, lo ha inserito nel 2025 tra gli “Artists to Watch 2025“, celebrando la sua visione artistica e il suo orgoglio queer.

Saba: “Fuori dal club” è un omaggio alla Ballroom culture
Oggi SABA è più maturo dal punto di vista artistico. Il suo nuovo progetto discografico firmato Cosmophonix e Universal Music, ne è la dimostrazione perché sin dalle prime note si percepisce l’omaggio consapevole alla Ballroom culture, movimento con cui egli è venuto a contatto davanti allo schermo di un PC, in Sardegna:
«Guardavo quei video rapito, sognando una realtà che nella mia isola appariva lontana, quasi mitologica. Ma una volta atterrato a Milano, quel sogno digitale è diventato carne, sudore e battito», ci ha raccontato durante il release party del suo nuovo album “Fuori dal club”.
SABA, infatti, vuole farsi portavoce di messaggi di inclusione e uguaglianza, provando a diventare una figura di riferimento per chiunque si senta esclusə, invisibile o convintə di non potercela fare. Così, i brani presenti in “Fuori dal club” fondono il suo spirito Pop con le sonorità Vogue, vantano la collaborazione di figure chiave dell’industria pop vogue e della scena queer come Rossella Essence, Enzo Bala e Gian, con l’obiettivo di omaggiare chi ha posto le basi di quest’arte:
«Per me, questo genere non è solo estetica; è un manifesto di libertà assoluta legato a doppio filo alla moda e alla danza. Ma c’è di più. Non dimentico che dietro ogni beat ci sono le lotte di chi è venuto prima di noi, in particolare delle persone trans che hanno combattuto per i diritti di cui godiamo oggi. Ho avuto il privilegio di incrociare il cammino di icone come B.Fujiko e Gian the Pearl, figure che mi hanno aperto gli occhi sulla profondità di questo movimento», ci ha raccontato SABA.
Saba, da sempre al fianco della comunità LGBTQIA+
Da sempre al fianco della comunità LGBTQIA+, SABA ci ha raccontato di sentirsi orgoglioso di poter usare la sua musica, un mezzo mediaticamente potente, per dare voce a chi non ne ha la possibilità: questo album «È il mio modo di supportare la scena: non sfilando in una categoria, ma trasformando quel senso di appartenenza in un suono che possa arrivare a tuttə».
