La scomparsa di Valentino Garavani, avvenuta il 19 gennaio all’età di 93 anni, apre inevitabilmente il capitolo più delicato: quello legato alla gestione del suo enorme patrimonio personale.

Un’eredità fatta di immobili di pregio, società finanziarie, opere d’arte e beni di lusso, oggi amministrata in larga parte da due figure chiave: l’ingegnere Piero Villani e l’avvocato olandese Ronald Feijen, che da anni seguivano gli interessi economici dello stilista.

Il cuore dell’impero non è mai stato la maison, venduta già nel 1998, ma una rete di società e investimenti sparsi tra Italia, Francia, Inghilterra e persino le isole della Manica. Un sistema costruito nel tempo con estrema discrezione e lontano dai riflettori.

Valentino e Giancarlo Giammetti
Valentino e Giancarlo Giammetti

Chi sono gli eredi di Valentino

Valentino non ha mai avuto figli, quindi la successione sarà regolata da un testamento che, secondo quanto filtra, sarebbe stato depositato presso uno studio notarile romano. La sua era una vera e propria famiglia allargata.

In prima linea c’è ovviamente Giancarlo Giammetti, compagno di vita e socio storico, figura centrale sia dal punto di vista affettivo che professionale.

Accanto a lui compaiono l’ex modello americano Bruce Hoeksema, il brasiliano Carlos Souza con la moglie Charlene Shorto de Ganay e i loro figli Anthony e Sean, oltre al pronipote Oscar Garavani, ex modello e oggi designer.

Tra i parenti diretti rientra anche la sorella Vanda Garavani, che avrebbe diritto a una quota di legittima.

Quanto vale davvero il patrimonio

Stabilire una cifra precisa è praticamente impossibile. A differenza di altre grandi dinastie industriali, quello di Valentino è un patrimonio composto soprattutto da beni personali, immobili e collezioni private. Dopo la vendita della casa di moda, non esistono più asset aziendali facilmente quantificabili.

Le stime che circolano parlano di una ricchezza complessiva molto elevata, ma lontana dai numeri miliardari. Si tratta comunque di centinaia di milioni di euro distribuiti tra proprietà immobiliari, società finanziarie e beni di lusso.

Ville, fondazioni e il lato filantropico

Uno dei centri nevralgici è a Milano, in Corso Venezia, dove ha sede la holding Liter, collegata a diverse società immobiliari. Tra queste c’è la Madat, che possiede la celebre villa sull’Appia Antica a Roma, una residenza monumentale immersa nel verde, con oltre trenta stanze, utilizzata anche per celebrare i 90 anni dello stilista.

Un’altra società, la FVG, è invece legata direttamente alla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, nata con l’obiettivo di promuovere mostre, eventi, archivi di moda, iniziative culturali e progetti formativi. È qui che si gioca gran parte dell’eredità simbolica e culturale dello stilista.

Il lusso, però, ha anche costi enormi. La gestione delle sole residenze ha generato negli ultimi anni spese milionarie, spesso ripianate direttamente da Valentino.

Un esempio su tutti è lo yacht T.M. Blue One, lungo 46 metri, costruito nel 1988 e riscattato negli anni Novanta. Oggi vale oltre 12 milioni di euro ma costa più di un milione l’anno solo di manutenzione e gestione.

Il Castello di Wideville, il gioiello della corona

Il bene più iconico resta il Castello di Wideville, vicino a Parigi. Un edificio cinquecentesco passato nei secoli tra nobili e aristocratici francesi, acquistato negli anni Novanta tramite una società olandese riconducibile a Valentino.

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All’epoca l’operazione costò circa 12 milioni di euro, una cifra che oggi appare quasi simbolica rispetto al valore reale della proprietà, cresciuto enormemente nel tempo. Wideville era uno dei luoghi più amati dallo stilista, teatro di eventi, shooting e incontri esclusivi.

Dalla Manica alla Toscana

Tra gli investimenti meno visibili c’è anche la società V.G. Image, con sede a Guernsey, utilizzata per finanziare l’acquisto di una grande villa in Toscana, nel senese, altro rifugio privato di Valentino.

A lungo Valentino e Giammetti hanno avuto anche residenza a Londra, dove resta attiva una finanziaria gestita sempre da Feijen. Molte proprietà non risultano intestate direttamente allo stilista, ma a società veicolo, rendendo difficile una mappatura completa del patrimonio.

Il ruolo della Fondazione Garavani Giammetti

Un capitolo fondamentale riguarda il futuro della Fondazione Garavani Giammetti, istituita nel 2025. È qui che potrebbe confluire parte significativa dell’eredità, soprattutto quella legata all’identità culturale dello stilista.

L’obiettivo è sostenere mostre, archivi, progetti educativi e iniziative artistiche, mantenendo vivo il suo ideale di bellezza, stile ed eleganza. Non è escluso che una parte del patrimonio venga destinata anche a musei e istituzioni culturali internazionali.

Giammetti e il ricordo più intimo

Nel giorno dell’addio, Giancarlo Giammetti ha ricordato Valentino davanti alla sede storica di Piazza Mignanelli, a Roma:

“Ce ne sono talmente tanti che non potrei sceglierne uno. Forse quando ci siamo conosciuti. È la cosa più toccante”.

E poi ha aggiunto:

“Abbiamo cominciato qui, lassù, in un piano più in alto. Questa piazza è nostra e rimarrà sempre parte di noi”.

Sul lascito umano e creativo, Giammetti è stato chiarissimo:

“La bellezza che crea bellezza. Che crea cultura. La sua frase dice ‘I love beauty, it’s not my fault’, e ne era convinto: ‘Amo la bellezza, non è colpa mia'”.

E ancora:

“Ha insegnato a rispettare la donna, a non renderla mai ridicola. E al mondo ha insegnato come vivere una vita importante senza diventare grotteschi”.

Tra le eredità simboliche resta anche il celebre rosso Valentino, colore iconico diventato parte della storia della moda:

“Rimarrà, come un bel colore, e qualcun altro lo porterà avanti”.

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