Argentina: Coppia trans si sposa in chiesa, poi l’Arcivescovo dichiara nullo il matrimonio

Prima il via libera a Padre Fernando Luis Gómez e ai due sposi Solange, donna trans, e Isaías, uomo trans. Ma dopo essere diventato virale il matrimonio è stato annullato dall'Arcivescovo.

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Prima la lieta notizia, che ha fatto il giro del mondo, poi la doccia fredda. Il 28 gennaio del 2026 a Pompeya, in Argentina, un prete cattolico romano ha sposato in chiesa una coppia transgender, ovvero Solange Ayala, donna trans, e Isaías Díaz Núñez, uomo trans. La cerimonia nuziale si è svolta nella chiesa di Nostra Signora di Pompeya a Corrientes.

Le nozze da sogno di Solange e Isaias

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Dalle frequenze di Radio Sudamericana, Ayala ha precisato che “Padre Fernando Luis Gómez era fin dall’inizio pienamente consapevole della nostra situazione e ci ha trattati con rispetto dall’inizio alla fine”. “Ci siamo avvicinati a lui per parlargli e ci ha accolto calorosamente. Ci siamo confrontati e ci ha spiegato i passi da seguire”. “Abbiamo affrontato il processo come qualsiasi altra coppia, lo stesso prete è andato a parlare con l’arcivescovo e ci ha detto che non c’era nulla che potesse opporsi al nostro matrimonio, perché se fossimo stati trasparenti sulla nostra identità biologica, saremmo stati un uomo e una donna, quindi avremmo potuto essere benedetti con il sacramento del matrimonio“.

Il prete che ha celebrato il matrimonio ha effettivamente consultato l’arcivescovo di Corrientes, José Adolfo Larregain, il quale aveva inizialmente concluso che, in base al sesso biologico della coppia, sussistessero i requisiti essenziali per un valido matrimonio cattolico.

Ayala ha descritto il matrimonio come un momento magico in cui “la coppia ha celebrato l’amore in mezzo a tanto odio sperimentato oggigiorno – amore in spazi che storicamente ci sono stati negati, incoraggiandoci a continuare a lottare“. Parlando a Radio Sudamericana, Ayala ha rivelato come non sia mai stata ferventemente cattolica. “Non mentirò: non è che fossi ultra-cattolica o super devota alla Chiesa. Conosco altri amici e colleghe transgender che sono molto cattoliche, e in questo senso non viene loro data questa opportunità. Ma credo che si tratti di rendere le cose visibili“. Secondo quanto precisato da Ayala, alla coppia è stato permesso di usare i propri attuali nomi nei documenti ecclesiastici, andando oltre l’obbligo di utilizzo dei deadname presenti sui certificati di battesimo. “Si tratta di informarli, sanno che esiste una legge sull’identità, perché, come dicevo, avrebbero potuto facilmente dirmi: ‘Ti sposeremo, ma ti sposeremo con il nome che è sul tuo certificato di battesimo’, e la realtà è che no, il prete ha capito tutto fin dall’inizio e ha impartito la benedizione con i nomi che abbiamo oggi“.

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L’annullamento delle nozze dopo la viralità della notizia

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Tutto è bene quel che finisce bene? Affatto.

Dopo il clamore suscitato, con i video social delle nozze presto diventati virali, a fine febbraio 2026 l’arcivescovo José Adolfo Larregain ha dichiarato nullo il matrimonio di Solange e Isaías. A darne notizia è il sito Protestia. In una dichiarazione ufficiale l’Arcidiocesi ha affermato che “la Chiesa, come madre e maestra, presta particolare cura nella celebrazione dei sacramenti” e che “il matrimonio, in quanto sacramento, richiede il soddisfacimento di alcune condizioni essenziali per la sua validità e liceità, come stabilito dal Diritto Canonico e dalla tradizione viva della Chiesa”. “L’omissione di queste condizioni non solo distorce il significato profondo del sacramento, ma può anche creare confusione all’interno della comunità dei fedeli“. L’Arcivescovo di Corrientes ha agito in conformità con le disposizioni del Diritto Canonico, prosegue la nota, “emanando le opportune ammonizioni e adottando le misure disciplinari canoniche formali eventualmente applicabili”. “Ciò si è reso necessario perché in nessun momento questa Sede Arcidiocesana ha ricevuto la documentazione ecclesiastica richiesta per le formalità previste“.

L’Arcidiocesi ha ribadito il suo “impegno per una Chiesa che accoglie, accompagna e cammina al fianco delle persone, sempre nella fedeltà al Vangelo, alla dottrina della Chiesa e all’ordinamento giuridico che garantisce la corretta e fruttuosa celebrazione dei sacramenti“.

In una dichiarazione separata, la parrocchia di Nostra Signora di Pompeya ha affermato che “il matrimonio cristiano, in quanto sacramento, richiede condizioni canoniche essenziali per la validità e la liceità”, tra cui “che le parti siano libere e capaci di sposarsi, che non esista alcun impedimento canonico e, in modo decisivo, che diano un vero consenso”. “Per rispetto della privacy delle persone coinvolte, non verranno forniti dettagli, né saranno incoraggiate speculazioni“.

Padre Fernando Luis Gómez ha ribadito il suo “impegno per un’autentica cura pastorale, sempre unita alla verità del sacramento” e ha affermato che “le procedure di colloquio, preparazione e verifica saranno rafforzate al fine di salvaguardare la santità dei sacramenti e prevenire confusione all’interno della comunità“.

L’arcivescovo Larregaín ha precisato che in tali circostanze un matrimonio è considerato nullo ipso facto, perché non soddisfa i requisiti di “materia e forma” per un sacramento valido. “Ciò avviene automaticamente, ma viene emesso un decreto formale“. L’arcivescovo ha aggiunto che accogliere tutti nella Chiesa, comprese le persone transgender, non significa consentire l’amministrazione dei sacramenti quando non sono soddisfatte le condizioni necessarie.

 

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