Annalisa presenta “Canzone estiva”, ma l’intervista con Chiara Valerio diventa una lezione di fisica e rischia lo stereotipo al contrario

Annalisa presenta “Canzone estiva”, ma nell’intervista al Venerdì di Repubblica si parla soprattutto di fisica, filosofia e massimi sistemi: dove è finita la musica?

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Annalisa e Chiara Valerio
Annalisa e Chiara Valerio
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Il nuovo singolo di Annalisa, “Canzone estiva”, è uscito oggi 13 marzo. L’artista lo ha accompagnato con una lunga intervista sul Venerdì di Repubblica, firmata da Chiara Valerio.

Una conversazione ricca di spunti, per carità, ma più che concentrarsi sulla nuova musica, il dialogo scivola spesso verso riflessioni su fisica, matematica, filosofia, letteratura e grandi sistemi teorici.

Il risultato è piuttosto curioso. Annalisa è una delle popstar italiane più forti degli ultimi anni, eppure la sensazione è che la promozione del nuovo singolo passi quasi in secondo piano rispetto al racconto della sua formazione scientifica.

“Canzone estiva” è il nuovo singolo di Annalisa
“Canzone estiva” è il nuovo singolo di Annalisa

Annalisa pubblica “Canzone estiva”, ma la vera protagonista è la sua laurea in fisica

Chi segue la carriera di Annalisa lo sa bene. La cantante è laureata in fisica e non lo ha mai nascosto (perché dovrebbe?). Anzi, negli anni è diventato quasi un elemento narrativo della sua identità pubblica.

Nell’intervista lei stessa lo riconosce con ironia:

“È una tassa. Una che fa il mio mestiere e ha studiato fisica, un connubio curioso”.

Eppure il tema torna più volte nella conversazione. Si parla di percezione del tempo, di infinito, di elettromagnetismo, di esperimenti scientifici. A un certo punto la cantante riflette anche sul modo in cui la sua laurea abbia influenzato lo sguardo del pubblico:

“Fuori dall’università ho avuto la netta impressione che la laurea in fisica mi proteggesse dal sospetto che pesa sulle donne”.

Un ragionamento interessante, che apre un discorso sul pregiudizio verso le artiste pop. Tuttavia la domanda nasce spontanea. In un’intervista pensata per accompagnare l’uscita di un nuovo singolo, era davvero necessario tornare ancora una volta su questo tema?

Il rischio dello stereotipo al contrario

Negli ultimi anni molti fan hanno difeso Annalisa proprio contro un pregiudizio abbastanza diffuso nel mondo pop. Quello secondo cui una cantante non potrebbe essere anche una persona colta, preparata o scientificamente formata.

Il paradosso è che ripetere continuamente che Annalisa è laureata rischia di produrre uno stereotipo inverso.

Come se una popstar dovesse dimostrare continuamente di essere intelligente per essere presa sul serio.

E invece il punto è un altro. Annalisa non ha bisogno della sua laurea per dimostrare il proprio valore artistico.

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Il pop come “cavallo di Troia”

Quando finalmente si entra nel merito della musica, la cantante spiega il suo modo di scrivere canzoni con una metafora piuttosto ambiziosa:

“Mi piace che le canzoni siano come dei cavalli di Troia. Apparentemente canzonette che divertono, ma se hai voglia di ascoltare qualcosa di più lo trovi. Trovi Ulisse nascosto dentro il cavallo”.

Una visione interessante, ci mancherebbe. Secondo Annalisa, le canzoni possono funzionare su due livelli: da una parte la leggerezza immediata, dall’altra un sottotesto più profondo.

È un’idea che molti autori condividono, ma anche qui il dialogo sembra scivolare verso territori molto teorici: più Omero che playlist estiva.

Astrologia, fisica e qualche contraddizione

Uno dei passaggi più sorprendenti riguarda l’astrologia. Tema che, almeno in teoria, dovrebbe essere distante da una formazione scientifica.

Annalisa però non chiude completamente la porta:

“Mi diverte. E penso che un qualche fondamento possa esserci”.

Subito dopo precisa di non affidarsi all’oroscopo, ma il passaggio resta curioso proprio perché arriva da una laureata in fisica.

Tra i riferimenti culturali citati durante l’intervista compaiono Fabrizio De André, Sinead O’Connor, Prince, ma anche testi complessi come Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante di Douglas Hofstadter.

Alla domanda su quale libro porterebbe su un’isola deserta, la cantante risponde senza esitazioni:

“Douglas Hofstadter, Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante”.

Una risposta che conferma il tono molto intellettuale della conversazione.

E la musica?

Tutto questo racconta sicuramente una parte reale della personalità di Annalisa: curiosa, colta, capace di ragionare anche fuori dai confini del pop.

Ma resta una domanda legittima: in un’intervista che accompagna l’uscita di un nuovo singolo, non sarebbe stato più naturale parlare soprattutto della musica?

Di come nasce “Canzone estiva”, del suono, della scrittura, del percorso artistico che ha portato Annalisa da “Bellissima” fino ai successi più recenti.

Che Annalisa sia intelligente lo sappiamo da anni, che sia laureata pure.

Forse, questa volta, sarebbe stato interessante parlare di più della sua musica (e un po’ meno dei massimi sistemi).

 

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