Films For Freedom, 5 corti LGBTQIA+ gratuitamente on line per dire basta all’omobitransfobia (VIDEO)

"In un momento in cui i diritti e la visibilità LGBTQIA+ sono messi a dura prova in molti luoghi, chiediamo alle persone di tutto il mondo di guardare, condividere e parlare di questi film. Nei luoghi in cui le vite queer vengono tenute lontane dal pubblico, ogni streaming è un piccolo atto di visibilità".

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Five Films For Freedom (FFFF) è il programma globale di cortometraggi LGBTQIA+ del British Council, che dal 18 al 25 marzo torna on line con cinque nuove storie di grande impatto, disponibili gratuitamente per il pubblico italiano sulle piattaforme digitali del British Council (CLICCA QUI). Un’iniziativa che utilizza il cinema come strumento di connessione culturale, celebrazione annuale online di storie LGBTQIA+ globali, presentata in collaborazione con BFI Flare: London LGBTQIA+ Film Festival. Lanciato nel 2014 dal British Council e dal British Film Institute, il Five Films For Freedom mira ad amplificare le voci LGBTQIA+ e a promuovere l’amore come diritto umano.

Dal 2015 ad oggi, i film di Five Films For Freedom hanno raccolto quasi 29 milioni di visualizzazioni, raggiungendo spettatori in oltre 200 paesi. Il British Council è l’organizzazione internazionale per la cultura e l’istruzione del Regno Unito. Sostiene la pace e la prosperità costruendo connessioni, comprensione e fiducia tra le persone nel Regno Unito e in tutto il mondo, attraverso un lavoro che coinvolge i settori dell’arte e della cultura, dell’istruzione e della lingua inglese.

Films For Freedom, 5 corti LGBTQIA+ gratuitamente on line per dire basta all'omobitransfobia (VIDEO) - Bambole di Pezza - Gay.it

BFI è invece un ente di beneficenza culturale fondato nel 1933, distributore della Lotteria Nazionale nonché l’organizzazione leader nel Regno Unito per il cinema e l’immagine in movimento. Da sempre sostiene la creatività, ricercando attivamente la prossima generazione di narratori del Regno Unito. Fa crescere e si prende cura del BFI National Archive, ovvero il più grande archivio cinematografico e televisivo al mondo. Offre la più ampia gamma di cultura cinematografica britannica e internazionale attraverso programmi e festival, offerti online e in sede. Utilizza le proprie conoscenze per educare e approfondire l’apprezzamento e la comprensione del cinema e delle immagini in movimento da parte del pubblico. E infine collabora con il governo e l’industria per garantire la continua crescita dell’industria cinematografica del Regno Unito.

Films For Freedom, 5 corti LGBTQIA+ gratuitamente on line per dire basta all'omobitransfobia (VIDEO) - Odio Helen - Gay.it

Giunto alla sua dodicesima edizione, Five Films For Freedom include cortometraggi di registi provenienti da Regno Unito, Messico, Brasile, Vietnam e Francia. Il programma è stato volutamente lanciato in un momento in cui i diritti LGBTQIA+ sono ancora oggi sconosciuti in decine di Paesi e in cui la visibilità stessa, sia sullo schermo che nella vita pubblica, è sempre più oggetto di contestazione.

Gli organizzatori hanno sottolineato come la rappresentazione sullo schermo sia più importante che mai, soprattutto in quelle comunità LGBTQIA+ costrette affrontare discriminazioni, censura e leggi che le criminalizzano.

Briony Hanson, Direttrice Cinema del British Council, ha dichiarato: “In un momento in cui i diritti e la visibilità LGBTQIA+ sono messi a dura prova in molti luoghi, chiediamo alle persone di tutto il mondo di guardare, condividere e parlare di questi film. Nei luoghi in cui le vite queer vengono tenute lontane dal pubblico, ogni streaming è un piccolo atto di visibilità“.

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I cinque film del 2026

Odio Helen (I Hate Helen) di Katie Lambert (Regno Unito – 7 minuti): Priya odia Helen. La odia in mensa. La odia a scienze. La odia soprattutto durante le lezioni di nuoto. Ma più di tutto, Priya odia il modo in cui Helen la fa sentire. Un cortometraggio che racconta l’ondata di desiderio omosessuale che alcune ragazze provano a scuola e il lasciarsi travolgere da quei sentimenti.

Bambole di pezza (Rag Dolls) di Amy Adler (Stati Uniti / Messico – 12 minuti): La coppia sposata Rosalinda (nata con spina bifida) e Diana (affetta da paralisi cerebrale) affronta la vita a Puebla, in Messico, dove la disabilità si intreccia con la discriminazione e la povertà. Abbandonate dalla famiglia, prive di assistenza da parte dei sistemi di sostegno governativi e segnate da una persistente omofobia, le donne hanno costruito una vita incentrata sulla cura e sulla protezione reciproca. Osservando una singola giornata qualunque, il film segue le loro routine, un appuntamento romantico e momenti di riflessione sul loro amore duraturo.

Stanza 206 (Room 206) di Laurie Bisceglia (Francia – 16 minuti): Dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico di affermazione di genere, Clair non si preoccupa più di ciò che pensa il mondo. Riappropriarsi del proprio corpo diventa per la prima volta nella sua vita un percorso verso l’auto-riconoscimento. Questo documentario lo accompagna non solo attraverso il cambiamento fisico, ma anche verso il rinnovamento emotivo e un nuovo inizio.

Sudore (Mô Hôi) di Edward Nguyen (Vietnam – 15 minuti): Alla vigilia della partenza dal Vietnam rurale, il bracciante agricolo Hung si prepara ad attraversare illegalmente il confine in cerca di rifugio all’estero. Definita dalla routine e dal lavoro, la sua ultima giornata con Hoang, un collega, rimodella la sua comprensione del desiderio, dell’intimità e della propria identità.

Theo di Monica Palazzo e Joana Galvão (Brasile – 15 minuti): Brasile, 1986. Durante la Coppa del Mondo, Theo, sette anni, affronta con calma la vita scolastica sfidando le rigide aspettative di genere. Tra silenzio e ribellione, i due iniziano a inventare il loro modo di esistere.

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