Milano, 25 marzo 2026. L’Unipol Forum di Assago per il concerto di Rosalia è sold out: 11.500 persone per l’unica data italiana del Lux Tour. Il concerto più atteso della stagione. Interrotto da attacchi di vomito e dissenteria.
L’artista catalana che ha registrato il suo ultimo disco con la London Symphony Orchestra, che canta in tredici lingue, che ha fatto piangere i milanesi con un’aria in italiano ispirata a Verdi e Puccini. Tutto questo splendore operistico affondato, letteralmente, da una cibaglia italianissima, qualcosa che, evidentemente, non andava, una leccornia gourmet, forse cruda o chissà, che ha mandato in frantumi nervi e impotenza di tanti fan accorsi ad Assago.
La domanda che circola già nelle ore successive allo show interrotto è brutalmente semplice: dove ha mangiato Rosalía la sera prima, o nel pomeriggio del 25 marzo?
Che qualcosa non tornasse lo si è capito da subito: l’artista è apparsa sul palco con circa un’ora di ritardo rispetto all’orario previsto. Chi l’ha vista arrivare in camerino racconta di una Rosalia visibilmente provata, non la solita macchina scenica che non sbaglia un passo. Lo show è andato avanti fino a quando, dal palco illuminato da un cono di luce, Rosalía ha detto:
«Ho un’intossicazione alimentare. Mi sento molto male, vomito.»
Vomito. Dietro le quinte. Del Forum di Assago. Durante il tour mondiale. E poi via ambulanze e pronto soccorso.
Ma di chi è la colpa? Possibile che noi italiani si debba fare queste belle figure proprio sul decantatissimo cibo preparato in uno dei tanti angoli della ristorazione milanese, trionfalmente finanziata da lauti fiumi di denaro?
Indiscrezioni raccolte in queste ore collocano la cantante, nella serata precedente il concerto, in uno dei bistrot più esclusivi e frequentati di Milano, uno di quei luoghi dove la crème della moda milanese va a vedere ed essere vista, dove i tavoli si prenotano con settimane di anticipo e dove il risotto viene servito in microscopiche porzioni su stoviglie comprate ai mercatini: che chiccheria. Chi scrive ricorda di aver visto negli anni cenare lì almeno una decina di star di Hollywood. Non si ricordano episodi analoghi, a dire il vero.
Ma cos’ha mangiato Rosalia?
Parrebbe (su questo dettaglio le nostre fonti traballano) che la superstar abbia espresso il desiderio di mangiare pesce crudo. E parrebbe che il bistrot in questione l’abbia immediatamente soddisfatta.
Quel bistrot è uno di quei posti che Milano esibisce come certificato di buon gusto. E che, a quanto pare, potrebbe aver tradito la fiducia della sua ospite più illustre.
Per Rosalía è la prima volta in carriera che uno show viene cancellato per motivi di salute. Un primato che nessuno avrebbe voluto. Ah Milano, che sfortuna.
Tra gli applausi e il sostegno del pubblico, l’artista ha abbandonato il palco profondamente dispiaciuta, lasciando a bocca asciutta anche l’illustrissima platea accalcata nell’area vip (tra cui, si dice, qualcuno di molto famoso, visibilmente ubriaco, abbia protestato per il mancato completamento dello shot, pardon dello show).
La serata milanese di Rosalía resterà negli archivi come un caso da manuale al contrario, un vademecum della sfiga (“Però mangiare pesce crudo prima di un concerto….?” sibila qualche malelingua): undici mila persone, quattro atti previsti, due completati, e un bistrot di lusso che, nell’ipotesi più accreditata, ha fatto quello che nessun critico musicale aveva osato fare. Fermarla.
Circa 16 ore dopo eccola apparire sui social per dire Grazie Milano. Che cara, che santa, quanto l’amiamo. Ma: grazie di cosa?
