È una giovane lesbica franco algerina e musulmana in “La più piccola”: chi è Nadia Melliti, attrice consacrata a Cannes 2025

Dalla carriera nel calcio al successo a Cannes 2025: chi è Nadia Melliti, protagonista de La più piccola, il film queer su una giovane lesbica musulmana tra fede, famiglia e desiderio.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Nadia Melliti, attrice protagonista del film La più piccola
Nadia Melliti, attrice protagonista del film La più piccola
5 min. di lettura

Nadia Melliti è uno dei volti più sorprendenti del cinema europeo contemporaneo. A 23 anni, con un solo film all’attivo, ha già conquistato il premio come migliore attrice al Festival di Cannes 2025 grazie a La Petite Dernière (La più piccola), diretto da Hafsia Herzi.

Un esordio importante, che unisce identità, fede e desiderio in una storia profondamente queer, e che ha trasformato in pochi mesi una giovane atleta senza esperienza nel cinema in una delle nuove protagoniste della scena internazionale.

La più piccola

Chi è Nadia Melliti: tutto sull’attrice francese

Nadia Melliti nasce il 30 marzo 2002 a Les Lilas, in Francia, da madre algerina e padre francese con origini italiane. Cresce nella periferia parigina, a Romainville, nella Seine-Saint-Denis, in un contesto segnato da più appartenenze culturali che ritroveremo anche nel personaggio che la renderà famosa.

La sua traiettoria è tutt’altro che tradizionale: non studia recitazione e non immagina un futuro nel cinema. La svolta arriva per caso, quando viene notata da una casting director per strada a Parigi.

Appassionata di basket, boxe e rap, prima ancora di diventare attrice, Melliti è una sportiva. Il calcio è la sua prima vera passione e anche il centro del suo progetto di vita. Nadia aveva in programma di diventare insegnante di educazione fisica. Ha giocato in diversi ruoli, fino ad affacciarsi alla Seconde Ligue femminile. In un’intervista a La Repubblica ha raccontato: “A 11 anni ho detto ai miei genitori: o calcio o niente”.

Cresce in un ambiente dove giocare a calcio, per una ragazza, non è scontato. E proprio questa esperienza contribuisce a formare il suo carattere: determinato, competitivo, poco incline agli stereotipi: “Quando da bambina ho deciso di praticare quello che, fino a dieci anni fa, la gente considerava uno sport da ragazzi venivo considerata un caso umano, un maschiaccio”, racconta.

Come è stata scoperta: il casting per strada a Parigi

L’ingresso nel cinema avviene in modo completamente inatteso. Nadia Melliti viene fermata per strada dalla direttrice di casting del film, mentre passeggiava in zona Châtelet, senza alcuna esperienza pregressa, e accetta quasi per curiosità. Come racconta nelle sue prime interviste alla stampa francese, riprese dal Corriere della Sera dopo il premio come miglior attrice a Cannes 78: “Sono curiosa di natura e ho detto sì. Ma pensavo fosse uno scherzo. Non avevo alcuna esperienza di recitazione, neanche scolastica. È sempre stato lo sport il mio interesse”.

La più piccola: trama del film, quando esce in Italia e trailer

Il suo esordio arriva con La Petite Dernière, tratto dal romanzo autobiografico di Fatima Daas e diretto da Hafsia Herzi. Alla regista è bastata una foto di Nadia per convincersi di aver trovato la protagonista perfetta per il suo terzo film dietro la macchina da presa. Il loro successivo incontro, ha poi confermato la sua impressione iniziale.

Nel film Melliti interpreta Fatima, una ragazza di 17 anni cresciuta in una famiglia musulmana di origine algerina. È una studentessa che vive un conflitto profondo tra fede, desiderio e identità, mentre scopre la propria omosessualità e si innamora di una ragazza.

Si tratta di una storia di formazione e autodeterminazione, che affronta in modo diretto il rapporto tra religione e identità queer.

La pellicola, distribuita da Fandango, arriverà nelle sale italiane dal 23 aprile 2026, dopo l’anteprima italiana del 25 marzo, nella sezione Concorso Internazionale Meridiana, alla 17esima edizione del Bif&st di Bari.

Il legame con il personaggio di Fatima

Il rapporto tra Nadia Melliti e il personaggio che interpreta è molto stretto. A La Repubblica, nel maggio 2025 l’attrice racconta: “Quando ho letto il libro, mi sono subito identificata con la storia, perché mi ha toccato profondamente, nella sua ricerca di emancipazione, ma anche per il suo gruppo familiare, il background sociale”

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

E aggiunge: “Mia madre è un’immigrata e io sono di origine algerina. Ho anche delle sorelle. E anche attraverso i suoi studi, ho sperimentato questa emancipazione intellettuale”

Un legame che passa per il contesto familiare, sociale e culturale, ma anche per il percorso di emancipazione personale.

Ripensando al lavoro sul personaggio, ha aggiunto a D La Repubblica: “Ho dovuto attingere a qualcosa che conosco, attivare la mentalità dell’atleta, per comprendere il personaggio”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da AD VITAM (@advitamdistribution)

La vittoria a Cannes: le prime dichiarazioni

Il successo arriva rapidamente e in modo travolgente. A Cannes 2025, Melliti vince il premio come migliore attrice al suo primo ruolo. Dal palco del Grand Théâtre Lumière ha voluto ringraziare anche i docenti della Sorbona, in particolare quelli della facoltà di Scienze e tecniche delle attività fisiche e sportive (STAPS), insieme alla sua regista.

“È un grande onore essere qui stasera. Provo un’emozione difficile da descrivere, ma incredibile. Grazie, Hafsia, per il tuo coraggio e la tua fiducia”, sono state le sue prime parole, seguite da un pensiero alla madre: “Mamma, spero che tu sia fiera di me”.

Dopo il premio, la sua vita cambia rapidamente: arrivano nuove proposte, cresce la visibilità, si modifica la quotidianità. Ma Melliti rivendica una continuità con il proprio passato. “La mia routine è completamente diversa, ma – e ci tengo a precisarlo – sono rimasta la stessa. Sono ancora la bambina che dava i calci al pallone da sola”, ha confidato a D La Repubblica.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da … por Armando Sá (@acabeideveroficial)

Il rapporto con la famiglia e il ruolo queer

Interpretare una ragazza lesbica in un contesto familiare musulmano potrebbe sembrare un passaggio delicato, ma Melliti racconta una reazione diversa da quella che ci si potrebbe aspettare. All’Ansa ha raccontato così la reazione della sua famiglia: “È stata molto, molto sorpresa perché fino a quel momento mi vedevano solo giocare a calcio negli stadi, quindi non si aspettavano proprio di vedermi su uno schermo. Comunque non ci sono stati problemi: faccio parte, per fortuna, di una famiglia di liberi pensatori”.

Uno dei temi centrali del film è la libertà, e anche nella vita reale Nadia Melliti ne offre una definizione molto chiara. A D La Repubblica rivela la sua idea più profonda di libertà: “Nessuno è veramente libero da se stesso. Siamo parte di un sistema che ci limita. Penso alla canzone di Georges Moustaki, Ma Liberté, che fa parte della colonna sonora del film. Per me, la libertà è fare qualcosa che mi renda felice, tutto qui. Fare le cose da soli, senza regole, senza ordini. Anche senza mancanza di mezzi”.

Tutti i premi: da Cannes ai César, passando per la Queer Palm

Il successo di Nadia Melliti non si è fermato alla Croisette. Dopo il premio come migliore attrice al Festival di Cannes, l’attrice ha ricevuto anche il César 2026 come migliore promessa femminile e il Premio Lumière, mentre La più piccola è stato insignito della Queer Palm.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Académie des César (@academiedescesar)

Un percorso di riconoscimenti che attraversa festival e critica, e che conferma la forza e l’impatto del suo esordio nel panorama cinematografico internazionale.

Nadia Melliti è oggi una delle rivelazioni più interessanti del cinema europeo. Il suo percorso rompe gli schemi: arriva dal calcio e porta sullo schermo un’identità complessa, intersezionale, profondamente contemporanea.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi