24enne cestista statunitense vincitore dei mondiali di categoria con la nazionale Under-19 statunitense nel 2021, ex giocatore dei Detroit Pistons e dal 2026 ai Chicago Bulls, Jaden Ivey è stato licenziato in tronco dalla mitica squadra che fu di Michael Jordan per una serie di invettive omofobe nonché contrarie alla religione cattolica.

Gli sproloqui omofobi costano il posto a Jaden Ivey

E pensare che Ivey era arrivato a Chicago appena due mesi fa con una trade con Detroit, attaccando la campagna del basket statunitense a sostegno della comunità LGBTQIA+. “Il mondo può proclamare l’LGBTQ, giusto? Proclamano il Pride Month. E anche la NBA lo proclama. Lo mostrano al mondo. Dicono: “Venite a unirvi a noi per il Pride Month, per celebrare ciò che è ingiusto”. Lo proclamano sui cartelloni pubblicitari. Lo proclamano per le strade. L’ingiustizia. Quindi com’è possibile che non si possa parlare di rettitudine?”, ha attaccato il 30 marzo 2026 in diretta Instagram.

Non contento Ivey, che è sposato e ha una figlia nata nel 2023, ha preso posizione contro il cattolicesimo, parlando di “falsa religione“, sostenendo che “non è la vera dottrina di Cristo e non porta alla salvezza in Gesù Cristo”.

I Chicago Bulls licenziano il cestista Jaden Ivey per commenti omofobi e contro il cattolicesimo - I Chicago Bulls licenziano Jaden Ivey - Gay.it

Decisamente troppo per il club, che ha cacciato Jaden Ivey dopo aver “danneggiato la squadra” con la sua “condotta“. Poche parole ma buone per rescindere immediatamente il contratto con il promettente 24enne cestista, figlio dell’allenatrice Niele Ivey e di un ex giocatore Nfl. Dopo due anni alla Purdue University Ivey era stato chiamato con la quinta scelta assoluta del draft da Detroit nel 2022. In quattro stagioni di Nba tra Pistons e Bulls ha messo a segno 14,8 punti di media, 3,5 rimbalzi e 4 assist. Dopo aver giocato 4 partite con i Bulls Ivey si era dovuto fermare per un importante infortunio al ginocchio.

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Le parole dell’allenatore e la reazione di Jader Ivey

Prima della partita dei Chicago Bulls contro i San Antonio Spurs giocata lunedì 30 marzo, l’allenatore Billy Donovan ha spiegato la decisione di rinunciare a Ivey. “All’interno del club abbiamo persone provenienti da contesti molto diversi. E che si tratti di allenatori o dei vertici, abbiamo sempre lavorato bene insieme, accettandoci a vicenda. Ci impegniamo al massimo, siamo rispettosi e professionali. Ci sono certi standard che vogliamo avere come organizzazione e a cui dobbiamo attenerci ogni giorno”.

Dopo il licenziamento da parte dei Chicago Bulls, Ivey è tornato ad attaccare via diretta Instagram: ” “Sono dei bugiardi. Questa è una bugia. Mentono dicendo che il mio comportamento è dannoso per la squadra. È una bugia. Chiedete a uno qualsiasi: ‘Ero un buon compagno di squadra?'”. Tutto quello che predico è Gesù Cristo e mi hanno licenziato. Ma dicono che sono pazzo, giusto? Che sono uno psicopatico. Hanno detto che la mia condotta è dannosa per la squadra. Perché non hanno semplicemente detto: “Non siamo d’accordo con la sua posizione sull’LGBTQ”? Perché non l’hanno detto? In che modo è una condotta dannosa per la squadra? Che cosa ho fatto alla squadra? Che cosa ho fatto ai giocatori?”.

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