Oggi 62enne, Wanda Sykes ritorna alle origini con uno speciale comico Netflix, Wanda Sykes: Legacy, girato in diretta presso la sua alma mater, Hampton University, e diretto dall’acclamata regista Julie Dash.
“Legacy” arriverà in streaming il 19 maggio. Questa la sinossi ufficiale:
“Con la sua tipica arguzia e la sua audace intuizione, che le sono valse numerose vittorie e candidature agli Emmy®, Sykes offre un’ora di battute audaci, intelligenti ed esilaranti, consolidando la sua fama di icona della comicità”.
Chi è Wanda Sykes?

Sykes è una leggenda della stund-up comedian a stelle e strisce. I suoi ultimi due speciali, “I’m an Entertainer” del 2023 e “Not Normal” del 2019, erano ugualmente sbarcati su Netflix.
Wanda Sykes è stata sposata con il produttore discografico Dave Hall dal 1991 al 1998. A fine 2008, a Las Vegas, ha fatto pubblicamente coming out come donna lesbica durante una manifestazione a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Un mese prima aveva sposato la storica compagna Alex Niedbalski, incontrata nel 1997 e per cui lasciò il marito. Nell’aprile del 2009 Alex ha dato alla luce una coppia di gemelli, Olivia e Lucas. Il coming out con i propri genitori conservatori, per Sykes, è arrivato in tarda età, a 40 anni, e la reazione non fu delle migliori. I due non parteciparono al matrimonio di Wanda e Alex, per poi riconciliarsi con la figlia solo negli ultimi anni.
Nel 2009 Wanda è diventata la prima donna afroamericana nonché la prima persona apertamente omosessuale ad ottenere il ruolo di intrattenitrice ufficiale della Casa Bianca. Nel 2022, come dimenticarlo, ha co-condotto assieme ad Amy Schumer e a Regina Hall la cerimonia dei Premi Oscar. Ai Golden Globe del 2026 ha indossato sul red carpet una spilla con la scritta “Be Good”, in onore di Renée Good, mamma e poetessa queer uccisa dall’ICE trumpiano.
Da sempre fiera attivista per i diritti LGBTQIA+, Wanda Sykes è stata nominata agli Emmy per 14 volte, vincendone uno nel 1999 come sceneggiatrice di The Chris Rock Show. Nel 2001 ha poi conquistato l’American Comedy Award, nel 2003 il Comedy Central e nel 2010 il GLAAD Media Awards.
