È ormai tutto pronto per l’uscita di Second Nature, documentario sugli animali queer presentato in anteprima al South by Southwest lo scorso marzo e in uscita nei cinema d’America il 26 giugno, weekend in cui si celebra Stonewall. Scritto e diretto da Drew Denny, il documentario è narrato da Elliot Page, che ha raccontato alla rivista People di aver provato profonda vergogna e isolamento nel crescere come bambino queer.
“Credo che la sensazione di crescere come bambino queer, di sentirmi solo – perché ti senti solo, anche se, ovviamente, col senno di poi, non lo sei – ti faccia sentire escluso, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in te. Ci portiamo dietro questi macigni di vergogna, e ci sono implicazioni e conseguenze enormi in termini di censura e cancellazione… e l’idea che la natura sia organizzata attorno a un sistema cis eteronormativo è semplicemente completamente falsa“.
Elliot Page voce narrante di Second Nature
Ed è qui che arriva Second Nature, documentario che esamina alcune delle oltre 1.500 specie animali che “si impegnano in comportamenti omosessuali, cambiano sesso, formano società matriarcali e altro ancora“. Il film “sfata i dannosi miti sul sesso e sul genere, seguendo la pioniera transgender Dr. Joan Roughgarden e scienziate, donne, BIPOC e immigrate che hanno affrontato una forte opposizione per aver corretto la verità“.
“Per secoli ci è stato detto che, in fatto di genere e sessualità, tutte queste milioni di specie seguono un certo insieme di regole“, precisa Page nel teaser trailer del film. “Ma cosa succederebbe se questa narrazione non riuscisse a cogliere l’intero spettro della diversità della vita?“.
Dalle pagine di People Page ha definito il documentario «splendidamente realizzato», «divertente», «spassoso» e avvincente. “È [pieno di] fatti interessanti che non riuscirete a credere di non aver mai conosciuto prima. Sono informazioni incredibilmente preziose. Non importa chi siate, non importa come vi identifichiate”. “Avere un’indagine così approfondita e reale sulla veridicità di queste informazioni, sulla realtà di ciò che è stato omesso e di ciò che non ci è stato insegnato“.
Elliot, che in estate sarà in sala grazie al kolossal L’Odissea di Christopher Nolan, si è augurato che il documentario possa scatenare un “effetto a catena di discussione” sulla diffusione di comportamenti omosessuali e fluidi in natura, nonché sull'”impatto della censura sull’arte, sulla scienza e su tutti gli aspetti della nostra società“, dato che molti zoologi ed etologi sono stati stigmatizzati, privati dei finanziamenti o censurati per aver cercato di studiare tali comportamenti.
Drew Denny, 41 anni, si è resa conto del fenomeno leggendo il libro di Roughgarden del 2004, “Evolution’s Rainbow“. “Scoprire la queerness in natura, conoscere i bonobo matriarcali lesbiche, i pesci che cambiano sesso e gli scimpanzé non binari, è stato ciò che mi ha fatto cambiare idea. È stato ciò che mi ha finalmente fatto capire che non c’è niente di sbagliato in me“, ha precisato la regista, donna queer cresciuta in una famiglia conservatrice in Texas. “Non sapevo quanto ne avessi bisogno finché non ho letto quel libro e finalmente ho pensato: ‘Oh, posso essere qui. Come se appartenessi alla Terra. Nessuno può cacciarmi via per questo‘”, ha aggiunto a People. Ad oggi Second Nature non ha ancora una distribuzione italiana. E chissà se mai l’avrà.

