Sarà presentato in anteprima mondiale al SXSW di Londra il prossimo 5 giugno Test di Sam McConnell, film con protagonista un culturista amatoriale che lotta con la propria omosessualità repressa, mentre insegue il sogno di diventare un campione.

Nel cast l’ex bodybuilder Brock Yurich, che è anche autore dello script nonché produttore, Matthew Morrison di Glee, Tammy Blanchard, Mike Edward e Paloma Garcia-Lee.

Test, la trama

Eddie (Brock Yurich) sogna di diventare un campione di bodybuilding e di fuggire dalla rurale Ohio. Gli estenuanti allenamenti gli permettono di nascondere i suoi desideri inespressi a una madre e a una fidanzata affettuosa, ma la pressione di un campionato imminente e l’arrivo di un affascinante allenatore metteranno bruscamente fine alla sua finzione. In un mondo in cui le discussioni sulle aspettative sociali riguardo al corpo – sia in termini di prestazioni che di estetica – sono onnipresenti, Sam McConnell offre uno sguardo acuto sulla dicotomia tra un’apparenza impeccabile e un animo fragile, osservando con sensibilità le gioie e le difficoltà nell’accettare la propria omosessualità in un ambiente ostile alla diversità.

Questa la sinossi ufficiale di una pellicola che si è concessa il primo trailer, in cui vediamo Tammy Blanchard, che interpreta la madre e manager ultra-religiosa di Eddie, urlargli contro “Dio non vuole tutto questo per te“.

Test, parlano regista e sceneggiatore

Test, Brock Yurich è un culturista che reprime la propria omosessualità. Il trailer - Brock Yurich in Test - Gay.it

Convinto che la sua unica via d’uscita sia perfezionare il corpo che Dio gli ha donato, Eddie si dedica al bodybuilding con una devozione ossessiva che lo costringe ad affrontare interrogativi su identità, mascolinità e fede“, ha dichiarato a Variety il regista Sam McConnell. “Sono sempre stato affascinato dal bodybuilding e dalla cultura specifica che lo circonda. Abbiamo concepito “Test” come uno sguardo autentico dietro le quinte. Ho trovato il personaggio di Eddie estremamente avvincente: è impegnato a perfezionare il suo aspetto esteriore mentre il suo mondo interiore si sgretola“.

Raccontare la storia di Eddie attraverso la mia sceneggiatura ‘Test’ è stato il mio unico pensiero negli ultimi 10 anni. Realizzare un film indipendente è un processo lungo e doloroso, ma sapevo che il dolore di rinunciarvi sarebbe stato di gran lunga maggiore”, ha dichiarato lo sceneggiatore nonché protagonista Brock Yurich. “Sono davvero grato non solo di aver avuto il privilegio di realizzare un film così profondamente personale con una squadra così eccezionale, ma anche di poterlo condividere in festival cinematografici così prestigiosi”.

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Dopo la prima mondiale al SXSW di Londra, Test sarà in cartellone al Provincetown International Film Festival e al Frameline Film Festival di San Francisco. Tra i produttori figurano Julie Christeas, Daryl Freimark e Yurich, insieme ai produttori esecutivi Jim McCauley, McConnell e Derek Strum.

Chi è Brock Yurich?

Test, Brock Yurich è un culturista che reprime la propria omosessualità. Il trailer - Test il film Brock Yurich - Gay.it

37enne ex bodybuilder, sceneggiatore e attore,  Brock Yurich ha scritto, diretto e interpretato 49: A Tribute to Pulse Night Club, nel 2017, cortometraggio dedicato alla strage del Pulse. Yurich lavorava nel celebre club queer di Orlando, durante gli anni dell’università. Dopo la tragedia del 2016 è andato a trovare i suoi amici sopravvissuti alla sparatoria, dando successivamente forma ad un progetto di 10 minuti realizzato all’interno di un appartamento a pochi passi dal Pulse.  Gay dichiararto, e visto anche in serie come Succession e Unbreakable Kimmy Schmidt, Brock ha lavorato per anni allo script di Test, fortemente ispirato alle proprie esperienze personali nel mondo del culturismo e a film come Black Swan, The Wrestler e Moonlight.

“L’altro giorno parlavo con un attore che mi ha chiesto come facessi a essere apertamente gay pur essendo un attore. E gli ho risposto che è fantastico. Mi distingue dalla massa, e quando sei onesto con qualcuno su una cosa del genere, di solito si crea una connessione“, sottolineava Brock nel 2017 in un’intervista a InstictMagazine. “Ti apprezzano per la tua onestà. Ti avvicina alle persone. E secondo me, si recita al meglio quando si può essere totalmente liberi, aperti e onesti su chi si è veramente. Ci mettiamo tutto noi stessi, chi siamo veramente, nei nostri ruoli, e se c’è una parte importante di noi che nascondiamo o ignoriamo, ci perdiamo l’opportunità di portare il nostro vero io al personaggio che interpretiamo. Ha senso? Forse no,  ma per me sì, lo ha”.

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