Si erano presentate in 48, mai così tante nella storia dei mondiali di calcio, e sono rimaste in 7. Sette sorelle che sostengono i diritti LGBTQIA+, tanto dall’aver legalizzato da tempo il matrimonio egualitario.

Con l’uscita ai quarti di finale del Marocco, che si trova al 166° posto su 197 nazioni nell’indice di uguaglianza LGBTQ di Equaldex e tra i Paesi co-organizzatori della Coppa del Mondo maschile del 2030 insieme a Spagna e Portogallo, a giocarsi la Coppa del Mondo 2026 saranno Argentina, Belgio, Inghilterra, Francia, Norvegia, Spagna e Svizzera. Sei europee e una sudamericana.

La Francia, super favorita della vigilia, è già in semifinale, dove affronterà una tra Spagna e Belgio, in campo stasera alle ore 21, con diretta su Rai1. Domani, invece, ultimi due quarti, tra Norvegia e Inghilterra e Svizzera e Argentina.

Il Mondiale dei diritti LGBTQIA+

Dei 48 Paesi che si erano presentati ai Mondiali di USA, Messico e Canada, 27 avevano leggi a favore dei diritti LGBTQIA.

C’erano poi 7 Paesi che nutrono sentimenti ambivalenti riguardo ai diritti LGBTQ, dove l’omosessualità è legale ma il matrimonio tra persone dello stesso sesso è vietato, e con notevoli pregiudizi sociali nei confronti dell’omosessualità, ovvero Giappone (57° posto), Bosnia ed Erzegovina (66°), Corea del Sud (81°), Panama (96°), Paraguay (106°), Haiti (124° posto) e Turchia (113°), caso estremo perché sotto Erdoğan la comunità LGBTQIA+ è da anni sotto attacco. 14, infine, i Paesi scesi in campo dove l’omosessualità è di fatto considerata illegale, ovvero Costa d’Avorio (128°), Repubblica Democratica del Congo (144°), Uzbekistan (146°), Ghana (157°), Tunisia (160°), Arabia Saudita (165°), Algeria (166°), Marocco (167°), Iraq (168°), Giordania (173°), Egitto (176°), Qatar (184°), Iran (191°) e Senegal (192° su 197 paesi nell’indice di uguaglianza Equaldex).

Questi ultimi 21 Paesi sono stati tutti eliminati. Solo il Marocco si era issato fino ai quarti di finale, per poi venire spazzato via dai francesi.

Negli USA di Donald Trump, dove l’omobitransfobia è diventata azione di governo sin dal primo giorno del ritorno del tycoon alla Casa Bianca, sono stati i diritti LGBTQIA+ a vincere, con 7 squadre in corsa per un sogno e con un’indice di uguaglianza Equaldex eccellente.

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La Norvegia di Erling Haaland, che ha legalizzato le nozze same-sex e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso nel 2009, si trova 2° al posto; la Spagna di Lamine Yamal, che ha ufficializzato il matrimonio egualitario e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso nel 2005, al 4°; il Belgio di Romelu Lukaku, che ha legalizzato il matrimonio egualitario nel 2003 e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso nel 2006, al 13esimo; la Francia di Kylian Mbappé, che ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso nel 2013, al 20esimo; l’Argentina di Lionel Messi, che ha ufficializzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso nel 2010, al 21°; la Svizzera di Granit Xhaka, che ha sposato il matrimonio omosessuale e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso nel 2022, al 26esimo; e infine l’Inghilterra di Jude Bellingham, che ha legalizzato le nozze same-sex e le adozioni per le coppie dello stesso sesso nel 2014, al 31esimo.

Dal primo mondiale di Calcio del 1930, l’unico Paese vincitore a non aver ancora legalizzato il matrimonio egualitario è l’Italia, 4 volte campione. Il Brasile (5 coppe del mondo vinte) l’ha legalizzato nel  2013, la Germania (4 coppe del mondo vinte) nel 2014, l’Argentina (2 coppe del mondo vinte) nel 2010, l’Uruguay (2 coppe del mondo vinte) nel 2013,  la Francia (2 coppe del mondo vinte) nel 2013, l’Inghilterra (una coppa del mondo vinta) nel 2014 e la Spagna (una coppa del mondo vinta) nel 2005.

Comunque vada, il prossimo 19 luglio ad alzare la Coppa del Mondo di Calcio sarà un Paese dove i diritti LGBTQIA+ sono reali, tutelati e rispettati. Uno schiaffo alla FIFA di Gianni Infantino, vergognosamente trumpcentrica negli ultimi mesi, che dopo i mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022 porterà la coppa del Mondo 2030 anche in Marocco e nel 2034 in Arabia Saudita, dove l’omosessualità è punita con fustigazioni, ergastolo, morte e deportazione.

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