Jake Shears, cantante degli Scissor Sisters recentementre visto in qualità di attore in Pillion, porterà al Cinema un pezzo di storia LGBTQIA+ ai più sconosciuta. Tinderbox, prodotto dalla popstar, racconterà la storia dell’incendio dell’Up Stairs Lounge del 1973, che divenne il peggior massacro di persone LGBTQ in America fino alla strage del Pulse del 2016.

L’autore Robert Fieseler portò alla luce la tragedia nell’acclamato libro del 2018 Tinderbox: The Untold Story of the Up Stairs Lounge Fire and the Rise of Gay Liberation.

Quel libro ha suscitato l’interesse di Hollywood per anni e ora diverrà forma grazie ai registi Colby Holt e Sam Probst, che ne cureranno la sceneggiatura e la regia. Ne dà notizia l’Hollywood Reporter. Il duo aveva già diretto il film horror indipendente Ganymede, che racconta la storia di un wrestler che si innamora del suo compagno di classe apertamente gay.

Holt e Probst stavano ascoltando gli album di Shears, Jake Shears e B-Sides, mentre leggevano Tinderbox. “Più li ascoltavamo, più ci sembrava che le canzoni e i testi di Jake si ricollegassero a diversi personaggi e scene del libro di Robert“, hanno dichiarato i due in un comunicato. “Jake e Robert sono entrambi di New Orleans, e dato che queste due opere sono state create nella stessa città, nello stesso periodo, pensiamo che si siano influenzate a vicenda e che in qualche modo abbiamo colto la melodia”.

Cory Thompson, noto per il thriller del 2024 Barron’s Cove, produrrà il film tramite la sua casa di produzione Rewind Artists.

“Tinderbox è esattamente il tipo di progetto che ci appassiona sviluppare alla Rewind Artists: storie artisticamente ambiziose e culturalmente significative”, ha affermato Thompson. “Il libro di Robert è straordinario e, dal momento in cui Colby e Sam hanno condiviso la loro visione per l’adattamento, ho capito che questo era un film che volevamo contribuire a realizzare. Il coinvolgimento di Jake non fa che rafforzare un team creativo già incredibile e siamo entusiasti di continuare a sviluppare il progetto insieme”.

La strage dimenticata dell’UpStairs Lounge

Tinderbox, Jake Shears porta al Cinema il dimenticato incendio in cui morirono 32 persone LGBTQIA+ - Gay.it

Il terribile incendio doloso dell’UpStairs Lounge si verificò il 24 giugno 1973, in un bar gay chiamato UpStairs (o Up Stairs) Lounge, situato al secondo piano di un edificio di tre piani al 604 di Iberville Street, a New Orleans, in Louisiana. L’Up Stairs Lounge era un bar gay ai margini del Quartiere Francese che aprì nel 1970, quando fu rilevato da un ex marinaio gay di nome Phil Esteve. Nonostante fosse un po’ più distante dagli altri bar gay del quartiere, si creò una clientela affezionata. In una sala c’era un palco e in poco tempo iniziarono a svolgersi dei melodrammi stravaganti en travesti che chiamavano “Nelly Dramas”. L’intrattenimento dal vivo lo rese più un “luogo di ritrovo tra amici”.  Quella domenica l’Up Stairs Lounge era affollato per il suo settimanale “Beer Blast”. I presenti ricordano che qualcuno continuava a suonare il campanello. Un cliente abituale, Luther Boggs, andò ad aprire la porta del bar, che si trovava in cima alla tromba delle scale che portavano in strada. Non appena la aprì le fiamme si riversarono letteralmente nella stanza. La tromba delle scale era decorata con sfarzosi drappeggi ed era rivestita da una vecchia moquette estremamente infiammabile. Quando la moquette e le vecchie pannellature in legno presero fuoco, la tromba delle scale funse da camino, convogliando le fiamme verso l’alto. Anche il bar era arredato in modo simile, con mobili antichi e altri materiali infiammabili. Il fuoco si propagò nella stanza in pochi secondi. Poiché l’incendio ebbe origine sulla scala principale, la maggior parte dei clienti non aveva idea di come uscire. Un cliente abituale, Buddy Rasmussen, che in precedenza aveva lavorato con i Vigili del Fuoco dell’Aeronautica, aveva ricevuto una formazione sulle emergenze e riuscì a condurre circa 25 persone in salvo, attraverso un’uscita di sicurezza nella sala del teatro. Tuttavia, sebbene conoscesse l’ubicazione della seconda uscita, la maggior parte dei clienti non riuscì a trovarla. Un cliente abituale, Duane “Mitch” Mitchell, fu tra coloro che Rasmussen portò in salvo. Ma quando si rese conto che il suo compagno era ancora dentro il bar tornò indietro per cercarlo. L’FBI ritrovò in seguito gli scheletri carbonizzati dei due uomini uno sopra l’altro.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Trentadue persone morirono e quindici rimasero ferite a causa del fuoco o dell’inalazione di fumo. La causa ufficiale è ancora oggi considerata “di origine indeterminata”. Il principale sospettato, un uomo con una storia di disturbi psichiatrici di nome Roger Dale Nunez, che era stato allontanato dal locale quello stesso giorno, non fu mai incriminato e si suicidò nel novembre del 1974. La polizia trovò una lattina vuota di liquido infiammabile vicino alla base delle scale. Era stata acquistata a un isolato di distanza, in una farmacia Walgreens.

Fino alla sparatoria al nightclub Pulse del 2016, a Orlando, in cui persero la vita 49 persone, l’incendio doloso dell’UpStairs Lounge è stato l’attacco più letale contro le persone LGBTQ nella storia degli Stati Uniti.

Molte chiese si rifiutarono di celebrare i funerali per i defunti, in quanto omosessuali. Il reverendo William P. Richardson della chiesa episcopale di St. George acconsentì a celebrare una piccola funzione religiosa per le vittime, il 25 giugno. Circa 80 persone parteciparono all’evento. Il giorno successivo, Iveson B. Noland, vescovo episcopale della diocesi della Louisiana, rimproverò Richardson per aver ospitato la funzione. Noland ricevette più di 100 lamentele dai parrocchiani riguardo alla funzione e la casella di posta di Richardson si riempì di lettere di odio. Diverse famiglie non reclamarono i corpi dei defunti. Alcuni individui anonimi si fecero avanti e pagarono per la sepoltura dei due uomini sconosciuti, che furono sepolti con un’altra vittima identificata come Ferris LeBlanc in una fossa comune al cimitero di Holt. Un alto funzionario di polizia dichiarò alla stampa che il bar era frequentato da “ladri, scassinatori e omosessuali”.

La copertura mediatica dell’incendio da parte dei media minimizzò il fatto che la maggior parte delle vittime fosse composta da avventori LGBT, mentre editoriali e conduttori radiofonici banalizzarono l’evento. Nessun funzionario governativo o figura religiosa di spicco fece menzione dell’incendio per diversi giorni, se non settimane. Persino il sindaco di New Orleans se ne disinteressò. Solo 40 anni dopo, nel 2013, è stato eretto un monumento commemorativo permanente sul marciapiede antistante l’edificio. Una targa.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Maria Plowman (@mariaplowman)

Nel 2013 Royd Anderson ha scritto, diretto e prodotto il primo documentario sulla tragedia, intitolato The UpStairs Lounge Fire.

Nel 2015 Upstairs Inferno, un documentario scritto, diretto e prodotto da Robert L. Camina, ha avuto la sua prima mondiale a New Orleans presso lo storico Prytania Theatre.

Nel 2018, l’unità investigativa nazionale di ABC News ha pubblicato un documentario intitolato Prejudice & Pride: Fire at the UpStairs Lounge. Il documentario ha vinto l’Al Neuharth Award for Innovation in Investigative Journalism della National Lesbian and Gay Journalists Association (NLGJA) ed è stato finalista per il Mosaic Award del Deadline Club.

Nel 2018 Liveright Publishing ha pubblicato il libro d’esordio dello storico Robert W. Fieseler, Tinderbox: The Untold Story of the Up Stairs Lounge Fire and the Rise of Gay Liberation, che ha ricevuto numerosi premi, tra cui l’Edgar Award dalla Mystery Writers of America e il Louisiana Literary Award dalla Louisiana Library Association. Per la sua ricerca Fieseler è stato nominato “Giornalista dell’anno” dalla National Lesbian and Gay Journalists Association (NLGJA). Il suo libro sarà ora film.

I nomi delle vittime

Joseph Henry Adams
Reginald E. Adams
Guy D. Andersen
Joe William Bailey
Luther Boggs
Louis Horace Broussard
Herbert Dean Cooley
Donald Walter Dunbar
Adam Roland Fontenot
Larry Norman Frost
David Stuart Gary
Horace “Skip” Getchell
John Thomas Golding, Sr.
Gerald Hoyt Gordon
Glenn Richard “Dick” Green
James Wall Hambrick
Kenneth Paul Harrington
Rev. William R. Larson
Ferris LeBlanc
Robert “Bob” Lumpkin
Leon Richard Maples
George Steven “Bud” Matyi
Clarence Joseph McCloskey, Jr.
Duane George “Mitch” Mitchell
Larry Stratton
Eddie Hosea Warren
James Curtis Warren
Willie Inez Warren
Dr. Perry Lane Waters, Jr.
Douglas Maxwell Williams
Non identificato uomo bianco
Non identificato uomo bianco

© Riproduzione riservata.