Tra i commenti arrivati dopo il nostro approfondimento sui nomi che avrebbero rifiutato la conduzione di Chi l’ha visto, ce n’è uno che ha attirato particolarmente l’attenzione. Un lettore ha infatti proposto un nome che, almeno tra gli appassionati della trasmissione di Rai 3, gode già di una solida reputazione: Francesco Paolo Del Re.

Il messaggio è chiaro: secondo il lettore, proprio lui rappresenterebbe il profilo ideale per raccogliere l’eredità di Federica Sciarelli, grazie alla lunga esperienza maturata all’interno del programma e a un percorso professionale che unisce giornalismo investigativo, cultura e sensibilità verso i diritti civili.

E, osservando il suo curriculum, non è difficile capire perché questa ipotesi stia iniziando a circolare.

Chi l’ha visto, Francesco Paolo Del Re
Chi l’ha visto, Francesco Paolo Del Re

Chi è Francesco Paolo Del Re: perché sarebbe perfetto per condurre Chi l’ha visto

Nato a Bitonto nel 1980 e laureato in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma, Francesco Paolo Del Re lavora nella redazione di Chi l’ha visto dal 2011. Ha iniziato come redattore per poi diventare uno degli inviati di punta della trasmissione guidata da Federica Sciarelli.

Negli anni ha seguito alcuni dei casi di cronaca più delicati affrontati dal programma: dai misteri legati a Emanuela Orlandi e Mirella Gregori fino agli omicidi di Katty Skerl e del piccolo José Garramon, passando per numerose scomparse che hanno tenuto l’Italia con il fiato sospeso.

Più recentemente è stato protagonista di alcune delle inchieste più seguite della trasmissione, tra cui il ritrovamento in Grecia dell’uomo che aveva inscenato la propria morte e le ricerche di Antonella Di Massa a Ischia.

Un bagaglio professionale che lo rende uno dei giornalisti che conoscono meglio il linguaggio, il metodo di lavoro e la filosofia di Chi l’ha visto.

Non solo cronaca: arte, cultura e diritti

Il percorso di Del Re, però, va ben oltre il giornalismo investigativo.

Parallelamente all’attività televisiva è infatti critico d’arte, curatore di mostre e autore di saggi dedicati all’arte contemporanea. Ha collaborato con testate come Exibart, Segno, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano e altre pubblicazioni culturali.

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Dal 2017 dirige inoltre Casa Vuota, spazio espositivo indipendente di Roma fondato insieme al compagno Sabino de Nichilo, diventato negli anni un punto di riferimento per la ricerca artistica contemporanea e per progetti che affrontano anche i temi dell’identità, della memoria e delle soggettività LGBTQIA+.

L’impegno contro l’omolesbobitransfobia

Chi segue da tempo il suo lavoro conosce anche l’attenzione che Del Re dedica ai temi dei diritti civili.

Nel corso della sua carriera ha scritto numerosi articoli e approfondimenti dedicati alle discriminazioni, all’omolesbobitransfobia e alle questioni LGBTQIA+, affrontando questi argomenti sia come giornalista sia attraverso il lavoro curatoriale nel mondo dell’arte contemporanea.

Un’esperienza che, secondo alcuni telespettatori, potrebbe contribuire a rendere Chi l’ha visto ancora più vicino alle trasformazioni della società contemporanea, pur mantenendo intatta la propria vocazione giornalistica.

Francesco Paolo Del Re non ha mai nascosto il proprio orientamento sessuale.

Da anni condivide pubblicamente il proprio percorso personale e professionale insieme al compagno Sabino de Nichilo, con il quale porta avanti anche il progetto culturale di Casa Vuota, realtà ormai conosciuta nel panorama artistico romano. La loro collaborazione è raccontata apertamente nelle biografie professionali dedicate all’attività curatoriale dello spazio espositivo.

Sarebbe davvero il successore ideale?

Naturalmente non esiste alcuna indicazione ufficiale da parte della Rai e, al momento, si tratta soltanto di una riflessione nata tra il pubblico.

Tuttavia il profilo di Francesco Paolo Del Re presenta caratteristiche che difficilmente passano inosservate: conosce la macchina produttiva di Chi l’ha visto dall’interno, ha esperienza sul campo come inviato, possiede credibilità giornalistica e una sensibilità maturata anche attraverso il lavoro culturale e l’impegno sui temi dell’inclusione.

Qualità che spiegano perché, tra i tanti nomi emersi nelle ultime settimane, il suo sia uno di quelli che diversi telespettatori continuano a indicare come una possibile scelta per il futuro del programma.

 

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