Annalisa e gli stereotipi di genere, “Maschio” scardina il patriarcato: “I ruoli sono ancora radicati, ma io non amo i dogmi”

Quando Annalisa mette in discussione gli stereotipi di genere e il patriarcato, non è solo musica: è rivoluzione.

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Annalisa e gli stereotipi di genere
Annalisa e gli stereotipi di genere, intervista a Grazia: foto di Maha Haider & Riccardo Apostolico aka Definitely Extra
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Annalisa non è mai stata una che si accontenta. Ex talento di Amici, popstar sofisticata, cantautrice tra le più lucide della sua generazione. Ma oggi, tra le pagine dell’ultimo numero di Grazia in edicola, svela una nuova fase: quella in cui la musica diventa uno strumento per scardinare stereotipi e gender gap. E lo fa con il suo nuovo singolo: Maschio.

Annalisa e gli stereotipi di genere, intervista a Grazia: foto di Maha Haider & Riccardo Apostolico aka Definitely Extra
Annalisa e gli stereotipi di genere, intervista a Grazia: foto di Maha Haider & Riccardo Apostolico aka Definitely Extra

 

Annalisa e gli stereotipi di genere: con Maschio scardina il patriarcato

“Che cosa farei se fossi maschio? Non lo so, ma in questa canzone mi chiedo se la stessa cosa detta, vissuta, fatta da “Annalisa-maschio” sarebbe percepita diversamente dalla stessa cosa fatta da “Annalisa-donna”. Probabilmente sì, gli stereotipi e i ruoli di genere sono ancora molto radicati, ma ho voluto metterli in discussione. Le cose sono cambiate, non ci sono più regole rigide da rispettare. È un processo lento, ma inarrestabile”.

Nel brano Maschio, Annalisa propone di “invertire Adamo ed Eva”, ma non si tratta solo di un gioco di parole.

““Sto svuotando il portafoglio, mi indebito per te”, dico nella canzone. Sembra una sciocchezza, ma dietro c’è una verità: per esempio quando vado a mangiare con mio marito al ristorante o a comprare del vino in cantina, quando si tratta di pagare guardano sempre lui e non me (sorride, ndr). Queste cose per me non sono mai esistite: non amo i dogmi, mi piace scrivere le mie regole personali”.

Annalisa, Mon Amour è 6 volte platino.

Paure, limiti e consapevolezze: il lato più umano di Annalisa

Nel corso dell’intervista, la voce di Sinceramente si racconta senza filtri. E non ha paura di ammettere che le sue insicurezze non sono sparite, anzi:

I miei limiti: più che spaventarmi, mi fanno sentire sul filo del rasoio. Essere cosciente dei propri limiti dovrebbe essere una forza, ma non riesco a considerarla sempre tale. Per esempio, sono più brava a scrivere una strofa, che a dire in quattro parole quello che penso di qualcuno. Invece di considerarlo positivamente, continuo a rifletterci, facendomi un sacco di problemi”.

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Annalisa Capitolo I foto

Il tour “Capitolo I”: un nuovo inizio per Annalisa

Dopo il successo travolgente degli ultimi anni, il tour nei palasport italiani (quasi sold out!) si chiama Capitolo I, e ha tutto il sapore di un reboot personale ed emotivo.

“Il vortice è stato totalizzante, lo è ancora, è quello che vivo ogni giorno, un ciclo che termina e subito ricomincia, dove l’inizio coincide con la fine. E questo Capitolo I è un altro nuovo inizio. Ho un piano in testa per gli altri, ma vedremo”.

Annalisa

L’eredità femminile e il gender gap nella musica

Quando le chiedono quale donna l’abbia ispirata di più, Annalisa non ha dubbi: “Tante, molte nel mondo della musica, ma nella vita quotidiana mia nonna Rosa mi ha insegnato il valore delle cose semplici”.

Ma è sulla questione del gender gap musicale che arriva la stoccata più importante:

Dal punto di vista dei numeri non credo che ci siano oggi meno donne, ma il problema è che c’è una tendenza istintiva e un po’ superficiale a dare più credibilità agli uomini, che di conseguenza occupano più spazio. E il fatto che se uso la mia immagine sul palcoscenico, se indosso pantaloncini e top, mette ancora in discussione la mia credibilità come cantautrice. Se ho la minigonna, hai il dito puntato contro, mentre i miei colleghi, peraltro bravissimi, ricevono subito totale fiducia come cantautori. Noi dobbiamo ancora conquistarla con fatica”.

 

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