Blanco sta per tornare. “Ma’”, il suo nuovo album, prenderà vita il prossimo 3 aprile 2026 e, nel frattempo, il cantante si lascia andare ad una intervista sfogo pubblicata su Vanity Fair.

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Blanco torna con “Ma’”, il nuovo album esce il 3 aprile
Blanco muove i primi passi nel 2020, pubblicando i suoi brani su SoundCloud. L’anno dopo cambia tutto. Con l’album d’esordio Blu Celeste conquista le classifiche e si impone come uno dei nomi più forti della nuova scena italiana.
Nel 2022 arriva la consacrazione. Vince il Festival di Sanremo insieme a Mahmood e parte con un tour che registra numeri importanti. Il 2023, invece, è l’anno più caotico e discusso. Torna sul palco dell’Ariston, duetta con Mina, ma finisce al centro delle polemiche dopo aver preso a calci i fiori durante l’esibizione, un gesto che divide pubblico e critica.
Poi accelera ancora. Pubblica un nuovo album, riempie gli stadi, ma subito dopo rallenta bruscamente. Si allontana dai riflettori, scrive per altri artisti, viaggia in Sudamerica e si prende una pausa.
Blanco racconta la gestione della rabbia: “Sono andato in terapia”
In Piangere a 90 lascia intravedere un malessere profondo, qualcosa che non torna e che va oltre la musica.
“Ricordo un pomeriggio d’inverno, a casa. Ero seduto sul divano da tanto tempo. Niente cellulare, sguardo fisso nel vuoto. Avevo l’albero di Natale accanto. A un certo punto mi alzo, prendo l’albero e lo butto giù dalle scale. Poi mi metto in un angolo e piango a dirotto”, ricorda Blanco intervistato da Vanity Fair.
E ancora:
“Col tempo e con l’analisi, ho imparato a rispettare la mia rabbia. La mia rabbia è genuina perché non viene mai sfogata verso gli altri. Nella vita le ho sempre più prese che date. Con la rabbia io faccio del male solo a me stesso. E a volte mi è capitato di farmi molto, molto male”.
L’argomento terapia si espande e Blanco di lascia andare ad un racconto intimo:
“Una notte, ero in spiaggia, con un mio amico. Lui è il classico tipo che incute timore: alto, grosso, tatuato. A un certo punto, dal nulla, scoppia a piangere. Io resto senza parole. Poi iniziamo a parlare e lui mi dice che va in analisi, che sta cambiando.
Che è forte e doloroso. Mi sono detto: ci devo andare anch’io. La prima volta che entro dal terapeuta, lui sta zitto e io inizio a raccontare.
Mi ricordo bene l’immagine: io che tremo come un bambino dopo appena tre minuti. Non riuscivo a parlare di certe cose senza che il mio corpo potesse restare fermo. Non mi ci è voluto molto a capire che c’era molto, molto lavoro da fare”.
La scelta della copertina del nuovo album
Poi, inevitabilmente, si parla del nuovo album e della scelta della copertina:
“Ho scelto come copertina del nuovo album un’immagine di me e mia madre scattata da mio padre quindici anni fa. Mi trasmette un senso d’innocenza. E la cosa mi piace.
Non voglio tornare a essere innocente. Sto provando a farmi accettare per come sono. Nell’album, scrivo: crescere non significa essere più liberi. Prima ero più sognatore.
Oggi sono più interessato alle possibilità che ai sogni. Perché, alla fine, crescere fa un po’ paura”.
Al suo fianco, fin dagli inizi, c’è un punto fermo. È il produttore Michelangelo, nome d’arte di Michele Zocca, amico e complice creativo che accompagna Blanco già dai primi video caricati su YouTube:
“Sono fortunato ad avere Michi. È con me fin dagli esordi. Oggi, però, il nostro rapporto è cambiato. All’inizio eravamo due cani randagi. Adesso siamo tipo due vecchietti che si ritrovano al bar per bere e fare canzoni”.
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Cosa pensa Balnco del referendum
Il prossimo weekend si voterà per il referendum sulla giustizia. Eppure la generazione di Blanco appare sempre più distante dalla partecipazione politica. Tra i più giovani, infatti, il tasso di astensionismo resta alto e racconta un disinteresse che continua a crescere:
“Il problema della nostra generazione con la politica non è l’astensionismo ma la mancanza di fiducia. Non si tratta di quello che i politici dicono, ma di quello che non ci dimostrano. In quella sfiducia sta tutto il problema”.
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