A prima vista questo può sembrare uno strano libro e comunque un’opera originale anzi, unica forse nel suo genere, perchè a oltre 10 anni dalla scomparsa di PierVittorio Tondelli, continuano a giungermi, quasi quotidianamente, le testimonianze dei suoi lettori facendo rivivere quella sua figura dolce e straordinaria capace di creare con le sue pagine quella carica emotiva, quel rapporto quasi inscindibile tra il testo e chi lo legge, tanto da essere considerato fra gli Autori migliori di questi ultimi anni. Soprattutto, e quì sta la differenza con altri importanti personaggi degli ultimi 50 anni della nostra letteratura tipo Calvino o addirittura Pasolini e credo gli vada attribuito come grande merito è che Pier non si è limitato a un ambito solo intellettuale o a una cerchia ristretta da salotti letterari, ma ha saputo essere l’amico di tutti, farsi carico dei problemi generazionali, viverli pur nelle sue mille contraddizioni , e renderli nello scritto intenso, coinvolgente, nudo e vitale. Infatti il costante pellegrinaggio a Canolo (dove è sepolto) e questa stessa strana e incredibile vicenda che mi ha impegnato in questi 10 anni sta a dimostrare un fenomeno insolito a qualsiasi altro scrittore anche più famoso. Senza parlare del movimento culturale che è nato intorno alla sua scrittura, come punto di riferimento, come iniziatore di un moderno modello di narrativa che ha il suo esordio in "Altri Libertini" il libro che sicuramente ha rappresentato uno spartiacque nella letteratura italiana, una rottura con il passato e una apparizione di un linguaggio sperimentale, di una vitalità allegra, trasgressiva, irriverente e di tematiche scabrose, dalla droga alla omosessualità, che scandalizzarono non poco l’ambiente di quel tempo, tanto da essere censurato e sequestrato, e che, al contrario continua anche oggi a suscitare congenialità, risonanze, interesse. Sì perchè anche ai giorni nostri nonostante le dichiarazioni teoriche, c’è sempre il disagio di una Italia bigotta, dove, nonostante l’apparente liberalità, l’omosessualità resta ancora un tabu, il desiderio di esprimere i propri sentimenti, represso, la più piccola tragressione, punita. Ecco perchè una moltitudine di persone considera, apprezza, aderisce a Pier neanche per la sola eccezionale capacità narrativa ma molto di più come fratello maggiore , come compagno di viaggio nelle vicende liete e inquietanti della esistenza, come consolatore, come guru musicale, come poeta, come curioso e appassionato ricercatore, come uomo straordinario morto a soli 36 anni. Ecco allora la serie interminabile delle lettere (oggi e.mail) : incontri fortuiti, coincidenze inaspettate, avvenimenti occorsi in concorrenza alla lettura dei vari suoi libri, conversazioni fugaci su argomenti ritenuti "vergognosi" o "imbarazzanti" insomma tutto un continente inesplorato che si crea quando in instaura quella sintonia, quel "feeling," come avrebbe detto Viky, tra i lettori e un Autore preferito. Una parola voglio anche dire sulla generosità di Tondelli nella sua attività di tenace sostenitore della letteratura giovanile attraverso i vari progetti "under 25" che ha permesso a tanti esordienti di esprimersi e, oggi anche di pubblicare. E’ il riconoscimento di un’altra caratteristica singolare e rarissima dello scrittore correggese che attualmente, nel panorama desolante italiano della scrittura, nessuno ha più ripetuto o si è preso la briga di spendere un po’ del suo tempo e delle proprie energie per dargli continuità. Sono contento che rimanga questo piccolo ma significatico spazio di Caropier come luogo ideale dove il dialogo con lui possa continuare ed estendersi.
Chi desidera contattarmi per eventuali presentazioni di Tondelli e del libro Caropier mi scriva enos@caropier.it cellulare 360222889
CARO PIER…
Selene Edizioni, pp. 160 euro 12, 50
di Enos Rota
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