Da Roma a Gallipoli, passando per Torino, Jesolo, Riccione, Messina e altre ancora: il Festival della Canzone Italiana potrebbe presto cambiare casa, nome e volto. Una rivoluzione in piena regola, che parte dallo storico gelo tra Rai e Comune di Sanremo e si spinge fino alle nuove candidature che stanno facendo tremare la Riviera dei Fiori.
Il terremoto è già iniziato. La Rai ha depositato tre nuovi marchi alternativi che potrebbero sostituire lo storico titolo “Festival di Sanremo”: “Italian Song Contest”, “Festival Rai della Musica Italiana” e “Il Festival della Rai”. Un cambio che sarebbe epocale e destinato a riscrivere 75 anni di storia, tradizione e cultura musicale.
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Il Festival Rai della Musica Italiana: Roma in pole position
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la Capitale sarebbe la soluzione più economica e logisticamente vantaggiosa. Roma potrebbe offrire strutture, ospitalità, collegamenti e visibilità internazionale senza paragoni, candidandosi come erede naturale del Festival.
Ma Viale Mazzini guarda anche altrove. Le valutazioni sono aperte e il dossier è più bollente che mai.
Torino, Jesolo, Riccione: tutte le alternative al Festival di Sanremo
Dopo il successo dell’Eurovision Song Contest 2022, anche Torino entra in gioco. Forte di un’esperienza vincente e già collaudata, il capoluogo piemontese potrebbe ospitare una manifestazione di respiro europeo, riallacciando i fili tra musica e innovazione.
Non meno agguerrita è Jesolo, che negli anni ha già ospitato eventi di rilievo nazionale come Miss Italia su Rai 1. Il sindaco Christofer De Zotti rilancia:
“Riteniamo di avere le capacità organizzative, le strutture per ospitarlo e anche l’offerta ricettiva adatta. E poi siamo a due passi da Venezia”.
A sorpresa, si fa avanti anche Riccione, storicamente legata al turismo giovanile e musicale. Il sindaco Daniela Angelini ha commentato:
“Per qualunque destinazione turistica sarebbe un onore ospitare il Festival: è un brand importante”.
Il Sud non resta a guardare: Messina e Gallipoli vogliono il Festival
A farsi sentire sono anche le voci del Sud, decise a prendersi una rivincita culturale. A Messina, il sindaco Federico Basile ha ricordato i grandi eventi ospitati recentemente negli impianti cittadini, dicendo:
“Il Festival è un evento dalla portata internazionale: il suo fascino ci attrae”.
Ma è Gallipoli a presentare il piano più strutturato e ambizioso: tre teatri, una collaborazione già attiva con Regione Puglia, e una macchina organizzativa che ha già fatto miracoli con eventi come il Medimex a Taranto, capace di attrarre 80mila persone in pochi giorni.
Il sindaco Stefano Minerva ha dichiarato:
“Possiamo mettere a disposizione della Rai tre location: il Teatro Italia, il Teatro Schipa e il Teatro Garibaldi. Aspettiamo e vediamo”.
Festival senza Sanremo? Una sfida per milioni (e per la storia della musica italiana)
Dietro alla scelta di cambiare città non c’è solo il desiderio di rinnovamento, ma anche una questione economica: 38 milioni di euro di indotto turistico, tanto ha generato il Festival di Sanremo solo nell’ultimo anno. Una cifra che fa gola a molte amministrazioni locali, in un’Italia in cerca di rilancio post-pandemia e post-conflitti istituzionali.
Per Sanremo, rappresentata dal sindaco Alessandro Mager, si tratterebbe di una perdita devastante, sia politica che economica. E non è un caso che la tensione tra Comune e Rai sia arrivata ai massimi storici.
La Rai, dal canto suo, potrebbe decidere senza bandi né ricorsi, muovendosi in totale autonomia per dare vita a una nuova era del Festival. Un evento che forse non si chiamerà più “di Sanremo”, ma che potrebbe mantenere tutta la sua iconicità e potenza narrativa, soprattutto se ospitato in una città all’altezza del sogno musicale italiano.
Tutta l’Italia vuole il Festival della Rai.
Mentre proseguono le complicate trattative col Comune di Sanremo, sempre più città si candidano per ospitare la kermesse: oltre Torino, anche Jesolo, Riccione, Messina, Gallipoli, Taranto e tante altre.#Sanremo2026
(Il Messaggero) pic.twitter.com/x2YhFrMITZ— Cinguetterai (@Cinguetterai) August 4, 2025

