Il Festival di Sanremo 2025 è sempre più vicino e, come da tradizione, proseguono per noi giornalisti i momenti di incontro con gli artisti in gara alla 75 esima edizione della kermesse musicale più amata dagli italiani – che ricordiamo prenderà il via martedì 11 febbraio 2025, alle 20:30 su Rai 1.
L’obiettivo resta quello di approfondire il progetto musicale che presenteranno sul prestigioso palco del Teatro Ariston e quello di farci raccontare le loro le emozioni in vista del gran debutto.
Così, dopo aver incontrato Sarah Toscano e Clara, due tra le artiste più giovani in gara, oggi [giovedì 30 gennaio 2025, ndr.] siamo statə negli uffici di Milano di Goigest dove, di fronte ad una buona merenda e ad uno spritz, abbiamo avuto modo di incontrare Francesca Michielin e di approfondire insieme a lei ciò che si nasconde dietro al suo brano “Fango in paradiso“.
L’incontro tra macaron e tramezzini è stato anche l’occasione per celebrare l’uscita de “L’amore esiste 2025 reloaded”, una nuova versione del celebre brano del 2015 che vede la produzione di okgiorgio, ma anche un modo per toccare con mano l’evoluzione di Francesca non solo come artista, ma anche come donna.
Insomma, un’intensa chiacchierata in cui abbiamo avuto l’occasione di capire come si è evoluta la sua percezione dell’amore, e di fatto la scrittura delle sue canzoni, e di come Francesca si stia approcciando all’arrivo dei suoi 30 anni – il 25 febbraio 2025, infatti, la vincitrice della quinta edizione di X Factor Italia spegnerà 30 candeline.
Infine, spazio anche per il tema dei diritti che, come sappiamo, da sempre sta parecchio a cuore a Francesca Michielin.
Leggi l’intervista subito dopo la foto!

Francesca Michielin torna a Sanremo dopo 10 anni da “Nessun grado di separazione“: «Sembra una vita fa, sembra l’altro ieri».
Dopo aver già partecipato nel 2016 con “Nessun grado di separazione“, nel 2021 con “Chiamami per nome“, in coppia con Fedez, e nel 2022 in qualità di direttrice d’orchestra per il brano “Ogni volta è così” di Emma Marrone, Francesca Michielin torna quest’anno a Sanremo 2025 con più grinta che mai:
«Torno a Sanremo dopo quasi dieci anni da “Nessun grado di separazione“. Sembra una vita fa, sembra l’altro ieri.
Sul palco dell’Ariston torno con una gran voglia di godermi questo momento perché sono stati degli anni di vero disease, per citare la nostra Lady Gaga, da tanti punti di vista. E quindi tornare a fare quello che amo fare di più, che è la musica, su un palco importante come quello dell’Ariston ovviamente è un momento che voglio vivermi con grande gioia e con grande godimento».
A proposito di “Fango in paradiso”, le abbiamo chiesto di descrivercela:
«“Fango in paradiso” è una canzone a cui tengo in maniera particolare, al punto tale che quando mi sono presentata a Sanremo non ho presentato altre canzoni. Non ho detto voglio andare a Sanremo, quindi scrivo una canzone. Ma è successo l’opposto. È successo che questa canzone è uscita fuori un po’ da sola e mi sono resa conto che questa era la canzone giusta con cui andare all’Ariston».
Se “L’amore esiste” e “Nessun grado di separazione” sono brani d’amore trasversale in cui si parla dell’amore per un figlio, per un cane o per i propri nonni, “Fango in paradiso” può essere definita a tutti gli effetti la revenge song – sì, alla stregua di “Better Than Revenge” di Taylor Swift – di Francesca Michielin:
«L’amore che canto in “Fango in paradiso” è forse l’amore più autobiografico di tutti. Non ho mai scritto canzoni d’amore con tutta questa vemenza e con questa rabbia nei confronti di una persona.
Spesso nelle relazioni noi speriamo che sia tutto perfetto, ma poi non va sempre tutto in maniera idilliaca e quindi anche nell’ideale paradiso, c’è un po’ di fango. C’è un po’ di sporcizia. Ci sono delle cose che non vanno.
In questo brano io accetto questo; accetto che il mio cuore si spezzi per sempre. Però, ho anche voglia di gridarlo. Quindi in realtà è una canzone di grande energia in cui confesso serenamente anche di essere una sottona, perché non mi vergogno. E credo che in questo brano si rivedranno tante persone della mia età, e non solo».
Una canzone per lei molto importante, per diversi motivi:
«“Fango in paradiso” è una una canzone in cui ho potuto sfogare molto di questa storia andata male. È forse la canzone più fisica che io abbia mai cantato. La canzone più viscerale, più corporea. A me serve tutto il corpo per cantare questa canzone. Se la cantassi tecnicamente bene, ma senza metterci tutto il corpo, questa canzone non direbbe niente. E credo che non sia un caso perché ho vissuto un anno e mezzo di grande difficoltà».
Francesca, infatti, nel 2023 è stata sottoposta ad una delicata operazione in cui le è stato asportato un rene:
«Qualche tempo fa ho fatto un intervento inaspettato, che mi ha salvato la vita, ma che come tutti gli interventi si porta dietro un periodo in cui devi renderti conto che il tuo corpo non è più quello di prima. E per me che faccio un lavoro in cui il corpo serve, è stato un momento di grandissima crisi perché il mio corpo non mi permetteva più di cantare bene.
Avevo il diaframma bloccato, non stavo bene e quindi mi chiedevo: “Riuscirò di nuovo a cantare come voglio? Riuscirò di nuovo a sentire il mio corpo come prima?”.
La cosa incredibile è che in questo viaggio infinito, che è stato lunghissimo e doloroso, è nata “Fango in paradiso”».

Francesca Michielin su Sanremo 2025: «Sono emozionata e commossa di tornare su quel palco»
Il palco dell’Ariston per lei rappresenta una vera e propria ripartenza.
A Sanremo, infatti, vedremo la Francesca di sempre, ma un po’ più forte – proprio grazie a tutte le esperienze vissute in questo ultimo periodo:
«Io credo di essere sempre la stessa. Forse ripulita da un po’ di cose, con meno sovrastrutture attorno e con una gran voglia di dare. Sono emozionata e commossa di tornare su quel palco, perché il mio corpo adesso non è meno di prima, ma è meglio di prima e lo sento tutto».
Sul palco dell’Ariston, nella serata delle cover, Francesca Michielin e Rkomi canteranno “La nuova stella di Broadway” e renderanno omaggio a Cesare Cremonini:
«Credo che Cremonini sia uno dei cantautori viventi più importanti che questo Paese ha avuto e ha. Per questo volevo celebrarlo. Quando gli ho raccontato che avrei cantato la sua canzone, Cesare era molto emozionato e mi ha detto: “Hai un cuore gigante. Sono veramente emozionato che canterai questa canzone”. Spero di onorarlo e di non offenderlo perché è un pezzo impegnativo».
Una scelta, quella di questo brano, dettata dalla voglia di Francesca e Rkomi di collaborare e omaggiare una canzone che ha fatto da colonna sonora alle storie d’amore di moltə di noi:
«La scelta di cantarla con Mirko nasce dal fatto che sapevo lui fosse un fan di questo brano. Così, ho approfittato del fatto che quest’anno si può duettare con gli altri cantanti in gara e ho detto: “Mirko, amore mio. Adesso tu hai fatto 30 anni, io li sto per fare. Prima che ne facciamo 40 cantiamo insieme”. È da una vita che voglio lavorarci insieme».

Francesca Michielin e quella pazza voglia di avere 30 anni: «Voglio essere un po’ più imperfetta»
Francesca Michielin è molto legata al tema dei diritti civili e così, in vista del suo debutto a Sanremo 2025 – qui trovate tutto quello che sappiamo sul Festival della canzone italiana, ndr. – e considerati i numerosi fatti di cronaca che stanno attanagliando il nostro bel Paese, le abbiamo chiesto quale ruolo può giocare oggi la musica nella nostra società:
«Stiamo vivendo dei momenti davvero cupissimi, talmente cupi che mi chiedo se ci sia limite al peggio, al fondo che pensavo avessimo già toccato, ma, a quanto pare, no. Come artista mi interrogo molto su quello che posso fare, oltre ovviamente a usare il mio profilo proprio come un canale per amplificare quello che succede, per dare voce a chi magari ne ha meno, o per mettere in luce situazioni che non hanno abbastanza spazio.
Penso che la musica in questo caso, come nel caso di Sanremo, possa essere un momento per unirci, per sentirci tutti un po’ uniti dalla leggerezza della musica, che non è una leggerezza superficiale, è un qualcosa che ti aiuta a vivere con intensità le emozioni. Magari quelle che non ti concedi tanto di provare perché sei preso da altre cose o preso purtroppo dalla bruttezza del mondo che ci circonda. Quindi la bellezza per me è una forma di resistenza. Lo è e lo sarà sempre. Quindi serve della bellezza, serve della musica anche in momenti bui come questi».
La nostra intensa chiacchierata si è conclusa con un augurio che Francesca si fa per i suoi trent’anni.
Un augurio che, forse, sarebbe auspicabile ci facessimo anche tuttə noi imparando ad abbracciare le imperfezioni che, non ci rendono deboli, bensì unici:
«Il 25 febbraio compio trent’anni. Non vedo l’ora di farli perché voglio lasciarmi i venti alle spalle.
A livello professionale non so cosa aspettarmi perché prima programmavo tutto, adesso vivo un po’ più il momento.
A livello personale, invece, spero finalmente di poter viaggiare un po’ di più, di godermi un po’ di più la vita senza essere sempre così maniaca del controllo e un po’ più imperfetta. Anzi voglio spargere la mia imperfezione in giro».
