Oggi 66enne, Gregg Araki è uno dei registi queer più apprezzati degli ultimi 30 anni, finalmente tornato dietro la macchina da presa con I Want Your Sex, in cartellone al Sydney Film Festival dopo essere stato già presentato al Sundance a inizio 2026.
Trainato da un cast che coinvolge Olivia Wilde, Cooper Hoffman, Mason Gooding, Daveed Diggs e Charli XCX, il film vede il ventitreenne Elliot lavorare come assistente di una provocante artista di nome Erika Tracy. Tra i due prende forma una relazione ossessiva e manipolativa, con Elliot che diventa la sua musa sessuale, capendo da subito di essere finito in una situazione che va molto al di là delle sue capacità di controllo, tanto da ritrovarsi invischiato in una complicata relazione fatta di sesso, ossessione, potere, tradimento e omicidio.
Chi è Gregg Araki?
I Want Your Sex segna il ritorno al Cinema di Araki dopo 10 anni d’assenza. Fin dagli esordi con Three Bewildered People in the Night (1987), premiato a Locarno, e The Long Weekend O’Despair (1989), il regista losangelino si è fatto apprezzare in ambito indipendente, con film a basso costo e a tematica LGBTQIA. Nel 1992, con The Living End, gira in 16 millimetri tra colore e bianco e nero un road movie con protagonisti due giovani adolescenti gay, uno sieropositivo e in fuga da se stesso, l’altro ai margini, nichilista e totalmente privo di moralità. Ma è con il film successivo, Totally F***ed Up in cui segue 6 personaggi omosessuali nella loro vita quotidiana, che Araki inizia a farsi conoscere, fino al boom di Doom Generation, nel 1995. Due anni dopo arriva Ecstasy Generation, seguito da Splendor e da Mysterious Skin con un giovanissimo Joseph Gordon-Levitt, che lo porta a strappare una nomination alla regia ai Film Independent Spirit Awards. Nel 2010 Araki vince la prima Queer Palm al Festival di Cannes con Kaboom, a cui seguirà nel 2014 White Bird.
I Want Your Sex, genesi del film
Le riprese principali di I Want Your Sex sono iniziate il 2 ottobre 2024 a Los Angeles e sono terminate il 27 dello stesso mese, per poi andare incontro ad una lunga post-produzione finita il 23 gennaio 2026, quando la pellicola è stata presentata al Sundance Film Festival. Magnolia Pictures ha acquisito i diritti di distribuzione del film negli Stati Uniti con un accordo a sette cifre e un’uscita prevista per il 31 luglio 2026.
“Nessuno ha più relazioni serie. I ragazzi non hanno fidanzati, fidanzate; non si innamorano, non si fanno spezzare il cuore, non hanno quelle folli avventure di una notte. Questi sono gli anni migliori della vita: come si può rinunciare a queste esperienze?”, ha dichiarato Araki a THR. “Quando penso alla mia vita, alla sessualità, alle relazioni e agli incontri occasionali, tutto ciò mi ha davvero plasmato e mi ha reso la persona che sono oggi”.
Olivia Wilde, negli abiti di questa artista provocante e provocatoria, è arrivata quasi per caso, come una folgorazione: “Non ci avrei mai pensato. Per me è una star d’altri tempi: è come Ingrid Bergman o Greta Garbo, ha quel viso, quella struttura ossea e quella presenza“, ha detto il regista a THR. “Ho la sensazione che Hollywood non abbia mai saputo cosa farsene di lei. È sempre la fidanzata, la moglie, questa o quella. Credo che Hollywood l’abbia un po’ sprecata perché di solito non offre grandi ruoli per le donne“.
La stessa Wilde si è divertita da matti nell’interpretare Erika: “[Ho] riso così tanto, sghignazzando sul divano, mandando messaggi vocali a entrambi dicendo quanto mi fosse piaciuta la sceneggiatura. E ho precisato: “Sì, certo che devo interpretare questo personaggio folle, a patto che troviamo il miglior attore di tutti i tempi per interpretare Elliot””.
E qui ha preso forma l’idea Cooper Hoffman, meraviglioso in Licorize Pizza nonché figlio di Philip Seymour, morto nel 2014: “È così inquietante e strano. Sembra un bambino!”, rispose Araki dinanzi all’ipotesi Cooper. “Ma grazie ai suoi geni da “figlio d’arte”, ha molta autorevolezza. Riusciva a tenere testa a Olivia. È stato inaspettato che interpretasse un ruolo del genere. E come attore è semplicemente il sogno di ogni regista: è incredibilmente dotato. Lui e Olivia erano una coppia esplosiva“.
Quanto al perché Wilde volesse proprio Hoffman per la parte, ha precisato: “Mi ricordava i grandi giovani protagonisti degli anni ’80, ragazzi come John Cusack e Matthew Broderick. Cooper è in qualche modo senza pretese, pur essendo un cinefilo. Sa il fatto suo, ma non è fastidioso“.
Hoffman, invece, non sapeva chi fosse Araki e ha iniziato a studiarlo: “Sono partito da ‘Mysterious Skin’, e ne sono rimasto ossessionato, poi proiettavano ‘Totally F***ed Up’ al Metrograph [un cinema di New York] e mi sono innamorato di tutto”. Ma il 23enne, fortunatamente, sapeva chi fosse Wilde: “Io e mio padre guardavamo ‘Dr. House’ insieme, ed eravamo suoi grandissimi fan”.

