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Raramente Milano era stata ripresa al Cinema con un taglio tanto internazionale, porta d'Europa con il suo skyline verticale e la sua gloriosa storia. Così Il Diavolo Veste Prada 2, dal 29 aprile in sala, ha voluto celebrare l'Italia e la sua moda.

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Se nel 2006 era Parigi a brillare, 20 anni dopo Il Diavolo Veste Prada 2 incorona Milano come capitale della moda mondiale, con Miranda, Andy, Emily e Nigel in Italia per organizzare una sfilata Runway da mille e una notte. Nei cinema d’Italia dal 29 aprile, il sequel diretto da David Frankel, scritto da Aline Brosh McKenna e prodotto da Wendy Finerman, celebra il Bel Paese e i suoi stilisti con una rappresentazione degna di Hollywood.

Jess Gonchor, già scenografo del primo film, ha ricostruito set tra New York e Milano, attingendo a piene mani da location che tutto il mondi ci invidia.

Milano splende ne Il Diavolo Veste Prada 2

  • L’interno del Museo del Cenacolo Vinciano di Leonardo da Vinci è stato ricreato in un teatro di posa, poiché qualsiasi illuminazione utilizzata durante le riprese avrebbe danneggiato il dipinto originale. Un team di scenografi italiani di grande esperienza, guidato da una donna che si occupa delle scenografie dell’Opera di Roma, ha costruito e dipinto una sala le cui dimensioni erano pari a circa tre quarti dell’originale. Sul grande schermo l’effetto è impressionante.
  • La sfilata di moda di Runway si svolge invece presso l’Accademia di Brera, scuola di belle arti di Milano. Inizialmente la scena avrebbe dovuto svolgersi davanti al Duomo, ma alla fine è stata scelta Brera per la privacy che garantiva al cast e alla troupe, aiutando a mantenere segreto un cameo particolarmente rumoroso. Lady Gaga, che canta il suo inedito realizzato per il film, Runway, insieme a Doechii. La passerella per la sfilata è stata costruita in cinque giorni da una troupe locale che organizza vere sfilate di moda a Milano.
  • Villa Balbiano, spazio per eventi, ha ricoperto il ruolo della villa di Benji Barnes sul Lago di Como. Gonchor e il suo team hanno allestito la location con un prato verde e un giardino di statue per le riprese.
  • Mentre le scene nelle camere d’albergo sono state tutte girate nella Woolworth Mansion a Long Island, le scene nella hall e in esterni sono state girate a Palazzo Parigi.
  • Tra le altre location ci sono state anche Villa Arconati, situata nel cuore del Parco delle Groane, a pochi km dal centro di Milano; il cortile della chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificata fra il 1492 e il 1493 per volere del Duca di Milano Ludovico il Moro come mausoleo per la propria famiglia; Palazzo Clerici, che è stata la dimora della ricca ed influente famiglia patrizia milanese dei Clerici; ed infine la Galleria Vittorio Emanuele II, ripresa di notte, deserta, magnificamente illuminata e con Meryl Streep di una bellezza commovente negli abiti di Miranda.

 

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Raramente Milano era stata ripresa con un taglio così internazionale, porta d’Europa con il suo skyline verticale e la sua gloriosa storia. Ma Il Diavolo Veste Prada 2 ha voluto celebrare anche la moda italiana.

Il Diavolo Veste Prada 2 omaggia la moda italiana

Al timone del reparto di sartoria in qualità di capo costumista del sequel troviamo Molly Rogers, per 4 anni al timone dei costumi di Sex and the City la serie, per poi concentrarsi anche sul primo film con Carrie & Co. Il suo dichiarato obiettivo per il sequel era quello di portare avanti l’eredità del primo film creando look senza tempo.

Il Diavolo Veste Prada 2 incorona Milano capitale della moda - Il Diavolo Veste Prada 2 - Gay.it
Anne Hathaway as Andy Sachs in 20th Century Studios’ THE DEVIL WEARS PRADA 2. Photo by Macall Polay. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Per Andy Sachs si è ideato un abbigliamento da uomo in chiave femminile. “Immaginate un mix tra Annie Hall e Katharine Hepburn”, ha sottolineato Rogers, che ha vestito Anne Hathaway principalmente con gilet, blazer morbidi e camicette abbinate a pantaloni a vita alta. Essendo una giornalista, il guardaroba del personaggio doveva sembrare vissuto, con capi vintage uniti a pezzi più recenti. Hathaway ha più di 47 cambi d’abito nel film. Tra i tanti look spicca quello dell’Ultima Cena a Milano, con pantaloni in velluto nero di ispirazione maschile con bretelle a righe decorate con perline della collezione Autunno 2024 di Armani Privé, abbinati a pezzi del designer di gioielli greco Nikos Koulis, ma anche un blazer di Dolce & Gabbana, pantaloni a righe in lana di Loewe, top in seta ed elastam di Romeo Gigli, collana in oro con chiusura toggle di Jemma Wynne, collana di perle di Tamushka personalizzata da James Banks, e una borsa a tracolla di Coach per il ritiro di un premio giornalistico.

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(L-R) Meryl Streep as Miranda Priestly and Stanley Tucci as Nigel Kipling in 20th Century Studios’ THE DEVIL WEARS PRADA 2. Photo by Macall Polay. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Per Miranda Priestly, Rogers voleva che la sua silhouette caratteristica fungesse da uniforme. “Abbiamo preso spunto da personaggi come Karl Lagerfeld, che ha sempre mantenuto un’uniforme che funzionava alla perfezione. Nel primo film avevamo giacche corte e gonne a tubino, quindi quelle sono state le nostre linee guida per il sequel”. Streep cambia abito circa 28 volte nel film. Solo due capi sono stati realizzati su misura per la pellicola. Uno di questo è firmato Pierpaolo Piccioli, che si era appena unito a Balenciaga quando ha creato un vestito da ballo rosso unico nel suo genere per l’attrice premio Oscar. Streep ha inoltre voluto vestire Armani a Milano, come omaggio al leggendario stilista italiano venuto a mancare durante le riprese. Durante una scena al Museo del Cenacolo Vinciano, Meryl indossa un cappotto da sera tempestato di gioielli di Armani Privé con una camicetta di Oud, pantaloni di Carolina Herrera e tacchi di YSL.

Il Diavolo Veste Prada 2 incorona Milano capitale della moda - TDWP2 02722 R - Gay.it
Emily Blunt as Emily Charlton in 20th Century Studios’ THE DEVIL WEARS PRADA 2. Photo by Macall Polay. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Secondo Rogers, Emily Charlton è stato invece il personaggio per cui tutti gli shopper del suo team volevano comprare abiti, perché permetteva loro di spingersi oltre i limiti con look audaci. “Tutti gli abiti di Emily nel primo film provenivano da Century 21. Questa volta, invece, tutti si sono offerti di vestirla”. Nigel Pikling, infine, ha vestito soprattutto Dolce & Gabbana, Zegna e Armani.

Una selezione di stilisti italiani ha fornito i look che la produzione ha potuto presentare durante la sfilata di Runway andata in scena presso l’Accademia di Brera, tra cui Emilio Pucci, Etro, Fendi, Moschino, Missoni, Prada, Dolce & Gabbana, Lorenzo Seghezzi, Rosamosario, Roberto Cavalli e Antonio Marras.

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