Il Gladiatore 2, Denzel Washington confessa: “Ho baciato un uomo nel film, l’hanno tagliato. Sono dei polli”

"Penso che si siano impauriti, che non fossero ancora pronti per quello", la denuncia dell'attore premio Oscar.

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Il Gladiatore 2, Denzel Washington
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Un altro bacio gay tagliato dal montaggio finale di Il Gladiatore 2. Dopo la rivelazione di Paul Mescal, che ha rivelato di aver baciato Pedro Pascal in una scena di combattimento all’interno del Colosseo, anche Denzel Washington ha confessato di aver fatto altrettanto.

Washington, che molti ipotizzano nominato agli Oscar come miglior attore non protagonista, interpreta Macrino, un “uomo d’affari romano che ha accumulato un’enorme ricchezza grazie al suo acume e alla sua brutale ambizione“.

L’attore ha confessato di aver “baciato un uomo nel film, sulle labbra, ma l’hanno tolto, l’hanno tagliato”. “Sono stati dei polli. Immagino che non siano pronti per quello“. Washington ha poi aggiunto, ridendo, “L’ho ucciso circa 5 minuti dopo”. “È Il Gladiatore. È il bacio della morte“.

Ne Il Gladiatore 2 Caracalla è queer?

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Scelta curiosa, quella presa da Ridley Scott, nel tagliare i due baci tanto chiacchierati, perché Il Gladiatore 2 trasuda omoerotismo. E non solo. L’imperatore Caracalla, interpretato da Fred Hechinger, è visibilmente bisessuale. In un paio di scene si intravedono aitanti ragazzi che si danno da fare per farlo divertire, ma senza mai scoccare baci e/o andare incontro a scene esplicite, senza considerare i corpi strabordanti muscoli che si vedono per due ore e mezza.

La trasformazione fisica di Paul Mescal

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Grazie al proprio allenatore Tim Blakeley, Paul Mescal ha messo su 18 kg di muscoli, prima di dare il via alle riprese. Paul si è allenato per un’ora e mezza, sei giorni a settimana, per mesi, mentre recitava nel West End in Un tram chiamato desiderio. A questo ha dovuto aggiungerci una dieta specifica: “È stata la parte in cui ho faticato di più. Solo un sacco di proteine. Non ho un grande appetito, quindi cercare di mangiare due fottute scatole di carne macinata e patate dolci tra una matinée e uno spettacolo serale non è stato divertente”.

Il sequel sceneggiato da David Scarpa, da oggi nei cinema d’Italia, vede nel cast anche Joseph Quinn, Lior Raz, Derek Jacobi e Connie Nielsen, presente anche nell’iconico titolo del 2000, che catapultò nell’Olimpo Russell Crowe.

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Il Gladiatore 2, la trama

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Il Gladiatore II torna a raccontare la straordinaria saga di potere, intrighi e vendetta nell’antica Roma. Anni dopo aver assistito alla tragica morte del venerato eroe Massimo per mano del suo perfido zio, Lucio (Paul Mescal) si trova costretto a combattere nel Colosseo dopo che la sua patria viene conquistata da parte di due tirannici imperatori, che ora governano Roma. Con il cuore ardente di rabbia e il destino dell’Impero appeso a un filo, Lucio deve affrontare pericoli e nemici, riscoprendo nel suo passato la forza e l’onore necessari per riportare la gloria di Roma al suo popolo.

Il Gladiatore, il film del 2000

Uscito al cinema nel 2000, con sceneggiatura originale di David Franzoni, John Logan e William Nicholson, Il Gladiatore racconta la storia di Maximus, generale romano prediletto da Marco Aurelio e proprio per questo motivo odiato da Commodo, figlio dell’imperatore. Sopravvissuto al tentativo di essere eliminato da parte del giovane erede all’impero, Maximus si guadagna la fama di gladiatore imbattibile lontano da Roma, grazie agli insegnamenti di un ex combattente. Il ritorno in un’onirica “città eterna” avviene per combattere nello scenario del Colosseo dove “La gloria rende gli eroi immortali”.

Candidato a ben 12 Oscar ne vinse 5, ovvero miglior film, attore, costumi, sonoro ed effetti speciali. Ridley Scott alla regia venne sconfitto dallo Steven Soderbergh di Traffic, così come Joaquin Phoenix tra gli attori non protagonisti venne battuto da Benicio del Toro, sempre per Traffic. Venne nominato anche il nostro Pietro Scalia per il miglior montaggio, categoria vinta da Stephen Mirrione ancora una volta per Traffic, ma l’Oscar mancato più clamoroso fu quello per Hans Zimmer e la sua epocale colonna sonora. La statuetta andò infatti a Tan Dun, per le altrettanto bellissime musiche di La tigre e il dragone.

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