“HOMO” di Karakaz è fuori, l’abbiamo ascoltato dal vivo

Il nuovo album dell’artista tra rock contemporaneo, elettronica e fratture sonore, presentato in anteprima a Milano.

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HOMO” è il nuovo album di KARAKAZ, in uscita il 23 gennaio su tutte le piattaforme per Island Records/Universal Music Italia.

Un disco decisamente scomodo, restio alle etichette, che fomenta caos e che scava nelle disperazioni sentimentali, e nelle claustrofobie che ci azzannano ogni minuto in questi tempi balordi. Lontano da qualsiasi logica di prodotto (complimenti ad Island), a tratti rabbioso fino al disturbo. Ma c’è anche tanta poesia sulla vitalità dell’indignazione e della capacità di sorprendersi.

Quando scrivo queste parole non l’ho ancora ascoltato nella sua produzione studio (uscirà il 23), ma (ancora meglio, vista l’energia dell’artista) dal vivo, in un’anteprima live negli studi Universal di Milano: suoni metallici, sovrapposizioni mai impastate (anche dal vivo), batterie ossessive, ritmi ansiogeni (elettronica techno in certi arrangiamenti che scoprirò meglio nell’ascolto dell’inciso, dal vivo un po’ timida forse), testi fisici, crudi, forti, claustrofobici.

 

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KARAKAZ ci parla dei suoi privatissimi conflitti interiori, tra le sue percezioni e quelle del mondo là fuori e ci riversa addosso un racconto disperato in cui ci ritroviamo, poco consolati ma felici di questo bagno di realtà. Al concertino per la stampa ascoltato a Milano sento vibrazioni punkettare. Il disco è puro rock. Presente una tromba, sottilmente provocante nei momenti nevralgici. Molto bella.

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Karakaz ignora la forma-canzone e sceglie la frattura. Nessuna ballata ruffiana, e anche i brani più radiofonici non fanno sconti, né genuflessioni ai trend. L’artista è curioso di capire la reazione della stampa. Appassionato, ma anche visibilmente fiero. Giusto. Chapeau. L’album è anticipato dal singolo “Forte”.

Abruzzese di Vasto, classe 1999, qualcuno lo ricorderà a X-Factor, altri ricorderanno “Carne”, un EP del 2022 crudo e forse ancora acerbo, poi alcuni singoli feroci degli ultimi anni. È tornato con Island che gli ha costruito lo spazio per questo album sorprendente e per nulla scontato.

Ascolta “HOMO” di Karakaz

Il successivo ascolto dell’album prodotto (sotto lo trovate embeddato) ci consegna un vero e proprio disco rock contemporaneo, con tutte le misture di oggi, ma anche un alto dosaggio di personalità propria. Nessuna deriva urban, mai una sbavatura piaciona. Chitarre robuste, tappeti psichedelici e una rifinitura elegante di elettronica di contorno, a tratti anche molto sofisticata e dispettosa, che fa vibrare il senso di allerta. La voce dell’artista resta il perno trascinante, disperata ed energica: un cantastorie arrabbiato e tenero. Merita attenzione e va ringraziato per una coerenza artistica piuttosto rara di questi tempi.

 

TRACKLIST – “HOMO” di Karakaz

FIORE A TESTA IN GIÙ
GRAZIE A DIO
ATTRICI ATTORI FEROCI MOTORI
NELLA CITTÀ
SCIVOLI D’ACCIAIO
FORTE
L’ULTIMA VOLTA PER SEMPRE
TI FOTTEREI
METALLI PESANTI
2013
BAMBI
MOREERE
ECLISSI

© Riproduzione riservata.

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