Tutti i sogni e tutti gli incubi sembrano fluire insieme nel cinema di Hirokazu Kore’eda (“Un affare di famiglia” del 2018 e “Father and son” del 2013, tra gli altri): i bulli, le famiglie disfunzionali, le nevrosi, il giudizio. E l’eros, scatenato in una guerra impossibile da vincere.  “L’innocenza” parte con un incendio e ci fa precipitare sotto un diluvio. Titolo originale Kaibutsu, che in giapponese significa Mostro.

Già al ventesimo minuto, il maestro Hori (Eita Nagayama) decide di farla finita: in bilico a piedi nudi sul tetto della scuola, osserva gli scolari ridacchiare spietati, appollaiati sui balconi dell’istituto. Il maestro contempla la tragica possibilità di porre fine ai sospetti che lo circondano: i colleghi, la preside, i soliti genitori schierati instancabilmente a difesa dei figli, i ragazzini suoi studenti. Ormai Hori è un uomo irriso e sotto accusa.

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Tutta colpa di Minato (magnetico Kurokawa Soya), ragazzino tumultuoso, ombroso e seducente, quanto respingente. E attaccabrighe. Sua madre Saori (Sakura Andō) è convinta che il maestro Hori l’abbia maltrattato. E ora tutta la scuola è contro questo insegnante dubbioso e maldestro.

Poi. “Sai che ora ho una fidanzatina?” dice uno dei due ragazzini all’altro. La battuta è una lama affilata, con la quale il regista Hirokazu Kore’eda chiarisce che il suo film porta in scena la pre-adolescenza burrascosa e sfidante di due bambini queer.

Minato ha 11 anni e un macigno di diversità sulle spalle. Sta provando a fronteggiare l’attrazione per Eri (Yota Hiiragi), coetaneo carismatico, strambo, bullizzato da tutti (hai le labbra morbide come una bambina), rapito anch’egli da quel moto magnetico che li avvicina, nelle percezioni e nei corpi. Minato vorrebbe difendere Eri dai bulli della scuola, ma nelle isterie collettive, taciute, sussurrate come pettegolezzi, o acclamate pubblicamente, è il maestro Hori, quello che frequenta locali per adulti, a finire sul patibolo.

A questo punto, la sceneggiatura compie una soffusa capovolta, non la prima, né l’ultima, che diluisce tempi e soggettive, e le discioglie in flashback che sussultano sotto pelle, ribaltano prospettive, e fanno esplodere i modelli conformati. Scatenano tempesta. Sta per scintillare un magnifico caos, custodito in un luogo fatato, un vagone abbandonato nel ventre boscoso della città, che Minato ed Eri addobbano a tempio della propria affermazione. In pochi minuti tutto cambia.

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L’innocenza (Kaibutsu) – 2023 Regia: Hirokazu Kore’eda sceneggiatura: Yuji Sakamoto fotografia: Ryuto Kondo montaggio: Hirokazu Kore’eda musiche: Ryuichi Sakamoto interpreti: Sakura Ando, Eita Nagayama, Soya Kurokawa, Yota Hiiragi, Akihiro Tsunoda, Yuko Tanaka; produzione: Toho, Gaga Films, Fuji Television, AOI Pro, Bun-Buku; origine: Giappone, 2023; durata: 127 minuti; distribuzione: Lucky Red, BIM Distribuzione

L’ansia da giudizio e l’ossessione per giustizia e vendetta si dileguano. Il punto di vista narrativo si disambigua. E ci trascina nel cuore di Minato, che prende il timone insieme a Eri, per ribaltare l’universo.

“Innocenza” (“Monster”) è stato insignito a Cannes 2023 della Queer Palm; e ha vinto la palma per la miglior sceneggiatura (Ryūto Kondō); la regia di Kore’eda è dolce e spietata; la fotografia di Ryuto Kondo si chiude e si apre su chiari impalpabili, come barlumi, custodi dei due due bambini. Alle musiche l’immenso Ryūichi Sakamoto, a cui il film è dedicato.

Hirokazu Kore’eda (“Un affare di famiglia” del 2018 e “Father and son” del 2013 tra gli altri) dispiega il racconto della subdola e asfissiante pressione che assedia l’infanzia dei bambini diversi. Come ci ha già abituati nel suo cinema prismatico – tra disallineamenti temporali, contro-repliche e sovrapposizioni di soggettive -, le istituzioni vacillano, insieme alle costrizioni e ai soprusi, e si sbriciolano sotto le ire di Eros, a sua volta incapace di chiudere il cerchio.

Difficile comprendere perché, nella distribuzione italiana, sia stato inventato il titolo “Innocenza”. E perché sia stata eliminata la provocazione politica del titolo originale, “Mostro, scelto dal regista. E perché un film osannato ovunque, venga distribuito in Italia con un anno di ritardo, e con la data di uscita del 22 Agosto. Non chiedetelo ai due mostri queer, ché a undici anni distruggono tutto.

 

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L’innocenza (Kaibutsu – Monster) – 2023

Regia: Hirokazu Kore’eda
sceneggiatura: Yuji Sakamoto
fotografia: Ryuto Kondo
montaggio: Hirokazu Kore’eda
musiche: Ryuichi Sakamoto
interpreti: Sakura Ando, Eita Nagayama, Soya Kurokawa, Yota Hiiragi, Akihiro Tsunoda, Yuko Tanaka;
produzione: Toho, Gaga Films, Fuji Television, AOI Pro, Bun-Buku;
origine: Giappone, 2023;
durata: 127 minuti;
distribuzione: Lucky Red, BIM Distribuzione

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