L’OMOSESSUALITÀ NORMALE

Intervista con Niccolò Fabi, che esce con un nuovo disco e un tour promozionale. "Credo che nella musica che ammicca ai gay, di apertura ci sia ben poco", dice, e parla delle sue amicizie con uomini.

L'OMOSESSUALITÀ NORMALE - niccolo fabi02 - Gay.it
5 min. di lettura

Dopo tre anni di silenzio, torna Niccolò Fabi con un nuovo, interessantissimo, lavoro. Il titolo, “La cura del tempo“, è estrapolato dalla prima strofa del singolo, “È non È“, e dà la chiave di lettura all’intero album. Grande cura, in tutto questo disco, è data ai suoni, spesso dal sapore acustico, con l’onnipresente pianoforte che sembra voler riportare Niccolò alla sua infanzia (suo padre e sua nonna sono pianisti classici). Grande attenzione e cura anche alle parole, alle emozioni ed alle immagini che suggeriscono bozzetti di vita, di storie vissute, di sensazioni.

L'OMOSESSUALITÀ NORMALE - niccolo fabi03 - Gay.it

Niccolò Fabi sembra voglia suggerirci di ascoltare il proprio tempo interiore, quello più intimo e “vero”, quello del “qui e ora”, fatto di attimi vissuti intensamente, uno dopo l’altro.
Un gran bel disco, ben suonato, che presto avremo anche l’occasione di poter ascoltare dal vivo. In questi giorni Niccolò sta facendo un tour promozionale per le radio e noi l’abbiamo incontrato.
Ciao Niccolò, come stai?
Bene, bene.
Conosci gay.it?
Ne ho sentito parlare ma non l’ho mai visitato.
Parliamo un po’ di questo tuo nuovo lavoro, “La cura del tempo”. Cosa vuol dire questo titolo, che cos’è questa cura?

L'OMOSESSUALITÀ NORMALE - niccolo fabi04 - Gay.it

È un’attenzione a ciascun attimo della propria giornata cercando di renderlo importante finché si può. Gran parte delle persone si lamentano del livello di qualità della vita, hanno sempre poco tempo per fare le cose che gradiscono di più, che gli danno più piacere. Questa a volte è una reale assenza di tempo, a volte è un’assenza di attenzione che si dà ad ogni cosa che si fa.
Sei stato un po’ lontano dalle scene, addirittura lontano dall’Italia…
Sono stato un po’ in Spagna, mio padre vive lì e quindi ci ho passato diverso tempo, per vedere cose nuove ed essere stimolato da diversi orizzonti.
In questo tuo nuovo lavoro c’è una canzone che interpreti in coppia con Fiorella Mannoia, com’è nata questa collaborazione?
Già diverso tempo fa Fiorella mi aveva chiesto se avevo una canzone per lei. In realtà non la avevo e, non riuscendo a scrivere a comando, la cosa si era un po’ esaurita. Poi qualche mese fa, a disco quasi concluso, mi ero reso conto che c’era una canzone, “Offeso” che se fosse stata cantata in duetto probabilmente avrebbe preso un significato ed un’importanza maggiori. Allora ho ripensato immediatamente a lei che con la sua voce avrebbe potuto dare molto a quella canzone. In più è una donna e quindi avrebbe portato un altro tipo di suggestioni a quelle parole, l’ho contattata, devo dire che è stata molto gentile e carina e l’abbiamo fatta in poco tempo.
Ho letto che tu hai avuto questo slancio di intraprendere la carriera di artista quando facevi l’assistente di palco durante il tour di Alberto Fortis ed hai pensato che se non avessi fatto questa cosa avresti provato un grande senso di frustrazione nella tua vita…
Sì esattamente. Soprattutto se non ci avessi provato, e poteva anche avvenire che per una paura, per un pudore, non ci provassi. Fare qualcosa ti aiuta di più a capire che non farla! Anche un errore, un’esperienza sgradevole, genera dei cambiamenti più stimolanti che ti aiutano a capire meglio quali sono i tuoi limiti. Quindi non farlo è sicuramente meno produttivo, non nel senso commerciale, ma più a livello personale.

L'OMOSESSUALITÀ NORMALE - aguilera02 - Gay.it

Ultimamente molti video musicali hanno chiare allusioni omosessuali, per esempio il clip di Christina Aguilera (foto). Oppure il famoso bacio delle T.A.T.U che tanto ha fatto parlare di sé. Tu cosa pensi di questo fenomeno? Apertura o solo business?
Credo che di apertura ci sia ben poco. Non mi sembra che la preoccupazione alla base di queste scelte sia quella di voler dare una normalità all’omosessualità. In più viene privilegiato l’aspetto più pruriginoso, malizioso, sessuale, come se fosse quello l’unico aspetto che appartiene all’omosessualità. È la sessualità in genere che viene molto utilizzata in questo senso, e l’omosessualità ha un valore aggiunto di impatto, questo credo sia il principale motivo, non credo, ripeto che ci sia la volontà di una serena rappresentazione di una sfaccettatura dell’amore. La legge della concorrenza è anche quella che spinge a voler stupire a tutti i costi con qualcosa di forte, la legge dell’audience per la quale più faccio una cosa strana e inusuale e più le persone resteranno attaccate al video, è un effetto però abbastanza effimero.
Alcuni sostengono che molto spesso è proprio il pubblico gay a fare la fortuna di alcuni artisti. Tu cosa ne pensi?

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Ma, non so misurarlo direttamente, anche perché non è che le persone vengono ai concerti con una targhetta scritta “io sono gay” per poterne misurare la presenza e la costanza. Però credo che sicuramente, anche se è banale, il pubblico omosessuale sia molto affezionato, abbia molto bisogno cioè di icone, di rappresentanti, di modelli. Forse proprio perché li utilizza psicologicamente per sentirsi rappresentato perché ha più bisogno di guide e di punti di riferimento in quanto, tra virgolette, minoranza. Ma questa però, ti ripeto, è una sensazione, nella pratica è difficile stabilirlo.
Sei mai stato corteggiato o hai subito avancés da uomini?
Non in maniera evidente. Sicuramente ho delle amicizie molto importanti con uomini. Secondo me è sbagliato dividere le cose in compartimenti stagni, ci sono componenti percentuali diverse in tutti i rapporti, non c’è semplicemente l’amicizia o l’omosessualità tra uomini o tra donne, da sempre viviamo tutti talvolta una sorta di attrazione per le persone del nostro stesso sesso perché c’è un’identificazione maggiore, ci si riconosce di più in alcune cose, c’è una comprensione maggiore. Da un punto di vista di pura attrazione sessuale, c’è un fatto istintivo che o c’è o non c’è, io non ce l’ho (ride) e quindi la cosa finisce lì.
Che cosa ti piace di più di te?
Oddio, non lo so. Credo la non ricattabilità.
Che cosa non ti piace invece?
L’eccessiva educazione?
Che cosa desideri in particolare per questo 2003?
Spero, siccome sarà un anno dedicato al lavoro ed alla presentazione di queste nuove canzoni, di vedere negli occhi, negli sguardi, nelle parole delle persone che andrò a incontrare, la stima, l’ammirazione per quello che sono riuscito a fare. Se ci dovesse essere sarà sicuramente un desiderio realizzato.
Partirai con un tour, vuoi parlarci di questo spettacolo?
Lo spettacolo non l’abbiamo ancora provato perché la prima data è il 29 marzo. Però essendo la cornice in cui andremo a suonare quella di piccoli teatri, sicuramente sarà uno spettacolo in cui ci sarà la possibilità di osservare e assaporare i dettagli e quindi meno di partecipazione caotica e più di attenzione. Non penso che sia una cosa necessariamente migliore, ma siccome non l’ho mai fatta penso che sia un’esperienza da fare. Saremo io e altri sei musicisti.
Per finire, c’è qualcosa in particolare che vorresti dire agli utenti di gay.it?
No, nulla di particolare perché credo che non dobbiamo mai sottolineare questa particolarità, cioè credo che considerarli dei puri e semplici lettori o ascoltatori sia il tributo più forte che si possa fare alle loro inclinazioni amorose.

Date Tour
– 29 Marzo: Legnago (VR) – Teatro Salieri
– 30 Marzo: Carpi (MO) – Teatro Comunale
– 3 Aprile: Milano – Teatro delle Erbe
– 5 Aprile: Foligno (PG) – Auditorium
– 7 Aprile: Roma – Teatro Ambra Jovinelli
– 8 Aprile: Bari – Teatro Niccolò Piccinni
– 9 Aprile: Napoli – Teatro Cilea
– 12 Aprile: Pescara – Auditorium Flaiano
– 14 Aprile: Firenze – Saschall
– 15 Aprile: Genova – Teatro Modena
– 16 Aprile: Fidenza (PR) – Teatro Magnani
– 18 Aprile: Padova – Teatro Verdi

di Francesco Belais

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