LIBRI: PREMIO A ROMANZO GAY

Per la prima volta in 36 anni di storia del concorso, il trionfatore al Booker Prize è un romanzo a sfondo omosessuale. E' 'The Line of Beauty' di Alan Hollinghurst.

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LONDRA – Per la prima volta in 36 anni di storia del concorso, il trionfatore al Booker Prize è un romanzo a sfondo omosessuale. Con ‘The Line of Beauty’ , l’autore Alan Hollinghurst si è aggiudicato infatti il prestigioso premio letterario britannico, sbaragliando il contendente favorito David Mitchell e portandosi a casa un assegno da 75.000 euro.
“So a mala pena dove mi trovo”, ha dichiarato il cinquantenne Hollinghurst, per il quale la vittoria è giunta del tutto inaspettata. “Sarò grato alla giuria per il resto della mia vita”, ha aggiunto ricevendo il riconoscimento durante la cerimonia alla Royal Horticultural Halls di Londra.
Il suo libro, ambientato nella Londra degli anni Ottanta quando Margaret Thatcher era alla guida del paese, è stato selezionato in una rosa di sei finalisti che includeva ‘Bitter Fruit’ di Achmar Dangor, ‘The Electric Michelangelò di Sarah Hall, ‘The Master’ di Colm Toibin, ‘I’ll Go to Bed at Noon’ di Gerard Woodward e ‘Cloud Atlas’ di David Mitchell.
‘The Line of Beauty’ racconta la storia di Nick Guest, un esteta e giovane gay laureato di Oxford, che si trasferisce a Londra nella casa di un collega di studi, Toby Fedden. Il padre di Toby è un rampante deputato conservatore e, tramite la famiglia dell’amico, Nick accede al privilegiato mondo dei politici e potenti del regno.
Nel libro, che parla ampiamente anche della progressiva diffusione dell’Aids in quegli anni, il protagonista perde la verginità con un funzionario pubblico nero, prima di innamorarsi di un playboy libanese multimilionario. Nella storia inoltre non manca un cammeo della stessa Margaret Thatcher: Nick incontra la Lady di Ferro ad un party quando è sotto effetto di una pesante dose di cocaina.
Hollinghurst, un ex insegnante cresciuto a Stroud nel Gloucestershire attualmente residente a Londra, ha spiegato di avere ambientato il libro negli anni Ottanta perchè sono stati un decennio di grande cambiamento, durante il quale aveva avvertito un senso di profondo disagio.
“Provo una sensazione di infelicità ed indignazione riguardo a quel periodo e ci ho messo molto tempo a trovare le modalità giuste per scriverci sopra. Avevo bisogno di un certo distacco storico per affrontare quanto accadde politicamente in quell’epoca e per parlare della crisi dell’Aids, che rappresenta una parte molto importante del libro”, ha sottolineato lo scrittore.
“Questa volta la decisione è stata incredibilmente difficile e combattuta”, ha dichiarato il presidente della giuria, l’ex ministro alla cultura Chris Smith, il primo membro di un governo britannico dichiaratamente gay, nel commentare il verdetto. Il contendente cha gli ha conteso fino all’ultimo il premio è stato un altro britannico, David Mitchell, autore di “Cloud Atlas”, un complesso marchingegno narrativo con interazioni fra diversi episodi lontani nello spazio e nel tempo. La giuria ha emesso il difficile verdetto oltre due ore di accesa discussione in ‘camera di consiglio’.
“The Line of Beauty” è “il romanzo che ha vinto perchè è emozionante, egregiamente scritto ed entra in profondità negli anni Ottanta thatcheriani”, ha detto Smith, aggiungendo che “la ricerca di amore, sesso e bellezza è raramente resa in maniera così squisita”. “Il fatto che si tratti di un romanzo gay – ha aggiunto – non ha avuto nessun ruolo nella discussione della giuria”.
Giunto alla 36/esima edizione, il Booker Prize, dotato di 50.000 sterline (72.000 euro circa) viene assegnato al migliore romanzo pubblicato negli ultimi 12 mesi da autori britannici, irlandesi o di Paesi membri del Commonwealth. Fra i passati vincitori del Booker, anche il sudafricano J.M. Coetzee e l’anglo-pachistano Salman Rushdie, entrambi Premi Nobel per la Letteratura.

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