La mamma di Zeudi Di Palma attacca Monica Setta, ma la vera gaffe è non conoscere il significato dell’acronimo LGBTQIA+ – VIDEO

Dopo le critiche rivolte a Monica Setta per il suo commento su Belve, la madre di Zeudi Di Palma interviene sui social. Intanto fa discutere anche la gaffe dell’ex gieffina sull’acronimo LGBTQIA+.

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La madre di Zeudi Di Palma contro Monica Setta
La madre di Zeudi Di Palma contro Monica Setta
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In queste ore si è acceso un nuovo scontro social attorno al nome di Zeudi Di Palma, ex concorrente del Grande Fratello e recente ospite di Belve, ma stavolta il dibattito si è spostato ben oltre la semplice televisione.

Al centro della polemica c’è Monica Setta, finita nel mirino dopo aver commentato con estrema semplicità la partecipazione della giovane al programma di Francesca Fagnani. 

Una frase breve, diretta, senza insulti né attacchi personali: 

“Da rivedere la puntata di Belve, ma per me l’intervista a Zeudi è un no”.

Un giudizio televisivo come se ne leggono decine ogni giorno, eppure sufficiente per scatenare l’ennesima bufera.

Zeudi Di Palma a Belve
Zeudi Di Palma a Belve

La madre di Zeudi Di Palma contro Monica Setta

A intervenire pubblicamente è stata la madre di Zeudi, che ha scelto di rispondere direttamente alla giornalista con toni piuttosto accesi:

“Non è mia consuetudine rispondere, ma desidero farlo con lei: in passato mia figlia è stata sua ospite. Questo commento arriva dopo aver ricevuto diversi rifiuti? Una donna adulta che nutre disprezzo e odio verso una giovane donna certamente non si onora. Cordiali saluti!”

Parole forti, soprattutto perché trasformano una semplice opinione professionale in una presunta manifestazione di “odio” personale.

La replica di Monica Setta

La conduttrice non è rimasta in silenzio e ha chiarito subito la propria posizione, smontando anche l’insinuazione relativa a presunti inviti rifiutati:

“Sintetizzo per chi sa ancora leggere. Ho visto ieri Belve puntata stupenda, 2 interviste top. Quella con Zeudi mi è piaciuta meno. Ma ho scritto che l’avrei rivista. Non ho mai invitato a Storie al Bivio (dunque mai mi ha detto no)”.

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E ancora:

“Aggiungo che sabato alle 15.30 vi aspetto su Rai 2 a Storie al Bivio ci sarà un ex Gf che parlerà di tante cose, anche di Zeudi. Magari ne parlerà tanto o magari poco. Non lo so, lo scopriremo sabato”.

Criticare non significa odiare

Al netto delle simpatie personali, qui il punto sembra essere sempre lo stesso: ogni volta che si parla di Zeudi Di Palma, parte del suo fandom – e talvolta persino chi le sta vicino – reagisce come se qualsiasi osservazione non completamente positiva fosse automaticamente un’aggressione.

Ma non è così.

Dire che un’intervista “non convince”, che una performance “non funziona” o che una presenza televisiva “non entusiasma” rientra nel normale dibattito pubblico, soprattutto quando si parla di personaggi che scelgono di esporsi mediaticamente.

Trasformare ogni critica in “odio” rischia soltanto di impoverire il confronto e rendere impossibile qualsiasi discussione onesta.

Il problema dei fandom iperprotettivi

Negli ultimi anni il fenomeno dei fandom estremi è diventato sempre più evidente, soprattutto sui social, dove molti sostenitori sembrano incapaci di accettare che il proprio beniamino possa ricevere anche solo una minima osservazione negativa.

Nel caso di Zeudi, però, la situazione sembra degenerare puntualmente: basta un commento moderato, una perplessità o una recensione tiepida per vedere nascere accuse di cattiveria, invidia, accanimento o addirittura odio.

Eppure Monica Setta ha fatto solo quello che fanno tutti gli opinionisti e i giornalisti ogni giorno: esprimere un pensiero.

Condividerlo o meno è legittimo. Demonizzarlo, molto meno.

Piuttosto, sarebbe il caso di interrogarsi su come un personaggio osannato dal proprio fandom come “icona gay” non sappia nemmeno cosa significhi l’acronimo LGBTQIA+: forse è questo il vero punto su cui riflettere.

Tra l’altro, proprio Francesca Fagnani, questa domanda la pone randomicamente, quindi “prepararsi” un minimo non avrebbe fatto male a nessuno.

© Riproduzione riservata.

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