Marcella Bella: “Io, Rettore, il GF Vip, Beyoncé, Sanremo e le adozioni gay”

Il passato in politica, il nuovo singolo, l'eterna rivalità con Rettore, i reality e il suo rapporto con il mondo gay.

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4 min. di lettura

C’è chi la chiama icona, chi leggenda e chi più semplicemente Marcella. Ha cantato in Giappone, ha partecipato a sette Festival di Sanremo e rischia un’ottava partecipazione nella prossima, sessantottesima edizione. Ma nella sua vita, Marcella Bella, ha fatto di tutto: tre figli, ventiquattro dischi, quattordici Festivalbar e si è persino candidata in politica con Alleanza Nazionale.

Nell’immaginario è una conservatrice moderata, ma nel cuore una rivoluzionaria convinta. Oggi, dopo quasi cinque anni di silenzio dalla hit Femmina Bella, Marcella torna con un nuovo singolo dalle sonarità anni ’70, scritto da Mario Biondi e dal provocatorio titolo: Non mi basti più.

Prima di partire dal suo ultimo lavoro vorrei concentrarmi su questa scelta così drastica. Come mai da mora, a bionda?

Perché ho incontrato, dopo tanto tempo, Cesare Zucca. Un hair stylist pazzesco con il quale collaborai ai tempi di Nell’Aria. Poi lui se ne andò in America per lavorare con tutte le star hollywoodiane e quando è tornato gli ho chiesto di stravolgermi: e lui mi ha illuminata come Beyoncé. 

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Da dove nasce questa collaborazione con Mario Biondi?

Io e Mario, a dire il vero, ci conosciamo da anni. Lui era il corista di mio fratello (Gianni Bella, ndr) e per molto tempo hanno lavorato assieme. Gianni gli scrisse anche qualche pezzo e poi, ad un incontro, decidemmo di iniziare a far qualcosa assieme. Voleva farmi sentire dei pezzi e io ne sono rimasta subito affascinata. Lui con il suo soul ed io con il mio pop, abbiamo creato un nuovo genere: il soul-pop.

A Settembre, invece, uscirà il suo nuovo album. Cosa dovrà aspettarsi il suo pubblico?

Un disco di gran classe. Raffinato. Vero. Sincero. Ci siamo ispirati alle grandi star degli anni ’70, da Glorya Gaynor in poi. A seguire dovrebbe partire un tour teatrale. Incrociamo le dita.

È nota a tutti la crisi discografica. Non ha mai pensato, visti i disastri generali, ma chi diavolo me lo fa fare?

Beh, ma io non faccio dischi tutti i giorni! L’ultimo lavoro, se ci pensa, è uscito cinque anni fa. Cerco sempre di farli con il cuore, e non con l’intenzione di vendere e basta. Se uno pensa solo a quello che potrebbe funzionare, come minimo, non arriva da nessuna parte.

A Sanremo ci pensa più?

Lo spero! Non dipende da me, ma sempre e solo dai direttori artistici. Quest’anno era uno spot pro talent e dovrebbero ricordarsi, tutti gli organizzatori, che esiste un pubblico che apprezza anche altri tipi di cantanti. Speriamo che cambi qualcosa il prossimo anno.

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Piuttosto, tra il suo pubblico ci sono molti gay. Si sente un po’ un’icona?

Mi ci fanno sentire. Sono la loro regina. Io li amo. Sono sensibili. Molto più sensibili degli eterosessuali. Tra noi c’è un feeling da sempre. 

E come mai?

Sarà che sono molto sensibile anch’io. Con loro mi sento capita.

Non si è mai schierata da nessuna parte. Lei condivide le battaglie del mondo omosessuale?

Condivido quasi tutto. Se ci pensa non sarebbe normale andar d’accordo sempre su tutto, no? 

Le adozioni, ad esempio?

Sono favorevole, soprattutto se penso ai nuovi metodi di concepimento. Mi piace l’idea di dare un’opportunità ad un bambino meno fortunato e son convinta che anche due persone dello stesso sesso possano essere dei buoni genitori. In fondo, i piccoli, hanno bisogno solo di amore.

La legge Cirinnà le piace?

Mi piace e mi sembra così assurdo fare tutte queste distinzioni. Tutti devono avere gli stessi diritti.

Eppure, in passato, si candidò con Alleanza Nazionale. Col senno di poi si è mica pentita di quella scelta?

Pentita, no! Forse peccai di leggerezza, quello sì. Ci credevo davvero, mi creda. Volevo cambiare le sorti della mia Sicilia. Avevo tante idee e tanti progetti. In compenso più di 20.000 persone mi diedero il loro voto e non sa che felicità.

Felicità?

Sapere che esistono così tante persone che si fidano di te, non è da tutti.

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Oggi il suo cuore, politicamente parlando, dove batte?

Io sono una moderata convinta. L’unica cosa che non mi piace, in generale, è l’eccesso e gli estremisti.

Lei nell’immaginario è da sempre una conservatrice, ma posso dirle che per me è sempre stata una rivoluzionaria sotto mentite spoglie?

Trova? Effettivamente, sono una moderata finché non mi si pestano i piedi. Non sono una di quelle che porge sempre l’altra guancia a tutti i costi. 

In giro vede sue possibili eredi?

La verità? Non saprei. Ogni tanto vedo qualcuna, ma poi sparisce nel dimenticatoio. Il problema delle nuove leve è che non hanno personalità. Ed essere bravi e basta, talvolta, non basta.

La rivalità storica con Rettore, con il passare degli anni, è finita?

Sfatiamo un mito: è lei che mi punzecchia! È lei che parla di me e non io. Ai suoi attacchi non ho mai reagito e l’ho sempre lasciata fare. Poi, per una volta che ho reagito, sono passata per la cattiva della situazione! Le dirò: mi è persino simpatica. 

Pare che la sua eterna rivale sarà una delle prossime concorrenti del Grande Fratello Vip. Lei lo farebbe mai?

No! Cadrebbe il mito. Si perderebbe di credibilità. Accettare un reality, per una cantante, è come abbandonare quell’immagine da diva. Poi, il lato più brutto del nostro carattere, lasciamolo nelle mura domestiche e non in Tv.

Hanno mai provato ad ingaggiarla?

Scherza? Tutti gli anni. Ma dico e dirò sempre di no! 

A guardarla bene, mi sembra una delle poche che non ha ceduto al fascino del bisturi, o sbaglio?

Non sbaglia! Mi piacciono le rughe: danno un senso di vita. E poi le posso dire una cosa? Quelle che si rifanno sembrano molto più vecchie di quelle che in realtà sarebbero senza botox e fili vari. Io ho preso da mia madre. Un viso meraviglioso. 

Senta, non dovrei, ma non riesco a trattenermi. Ma quando cantava: “La mia gatta è ancora qui, non parla ma dice sì” a cosa si riferiva?

(ride, ndr) A Lola: la mia gatta! 

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cantalupo75 28.6.17 - 18:36

Patty Pravo, Loredana Bertè, Gianna Nannini e lei sono le ultime cantanti donne italiane che mi vengono in mente ad aver parlato nei loro testi del piacere femminile nelle sue sfumature. Giorgia, Pausini e tutte le altre delle nuove generazioni se ne sono sempre tenute ben alla larga ("jo la tengo como todas" non vale!).

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Rocco Smith 28.6.17 - 17:13

Centocinquantanni e far finta di niente... pessima canzone... fortuna che ne fa una ogni 5 anni.

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Marisa Valeria Rossi 28.6.17 - 16:36

Di Marcella mi affascina sempre, oltre alle doti artistiche e molte canzoni, quel modo di fare spontaneo e semplice, ma contemporaneamente da diva e signora, provocante e sexi, ma mamma e donna di casa, un mix che trovo molto affascinante ;)

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