Marco Mengoni, artista da sempre attento all’autenticità e ai valori, si dimostra anche un imprenditore capace di reagire con lucidità alle turbolenze economiche internazionali gestendo i suoi affari in modo esemplare nonostante l’evidente momento di crisi.
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Marco Mengoni perde più di un milione di euro: la strategia per guadagnare di più
Il 2024 non è stato un anno semplice per la sua società No comment opificio musicale srl. I ricavi sono crollati del 23,7%, passando da 4,32 milioni di euro del 2023 a 3,294 milioni. Ma… colpo di scena, l’utile netto è esploso: 360.407 euro, ovvero 21 volte in più rispetto ai 16.675 euro dell’anno precedente.
Tuttavia, il denaro non è finito direttamente nelle tasche del cantante. Mengoni ha preferito accantonare l’utile a riserva, dimostrando un senso di responsabilità e visione strategica rara.
Nel bilancio firmato dalla storica amministratrice Claudia Carboni, si legge una preoccupazione chiara e condivisibile:
“La valutazione delle voci di bilancio è stata effettuata nella prospettiva della continuazione dell’attività, nonostante i rischi di revisione al ribasso delle prospettive economiche causate da turbolenze economiche e geopolitiche globali; infatti, nel 2024, l’economia mondiale ha attraversato una fase di transizione caratterizzata da una crescita moderata, influenzata da complessi fattori geopolitici e monetari», scrive Carboni, citando guerre come quelle in Ucraina e in Medio Oriente.
“Il quadro complessivo rivela una fase di assestamento globale, dove l’incertezza geopolitica, l’evoluzione delle catene di approvvigionamento e la trasformazione dei modelli energetici disegnano uno scenario economico in costante ridefinizione”, aggiunge l’amministratrice.
Marco Mengoni, tagli mirati e collaborazioni riviste: il segreto dell’utile record
Nel caso di Marco Mengoni, il risparmio è stato tutt’altro che penalizzante. La strategia principale adottata nel 2024 è stata chiara: ridurre le collaborazioni superflue. I costi per i servizi esterni sono stati infatti quasi dimezzati: da 4,1 milioni del 2023 si è passati a 2,66 milioni.
Una mossa controcorrente e vincente, che racconta anche la voglia di circondarsi di persone e progetti davvero in linea con la propria visione artistica e valoriale, una indipendenza lavorativa che si allontana nettamente dalle collaborazioni imposte o costruite.
Mengoni ha intrapreso un’altra strada: quella della selezione, della coerenza e del rispetto per il proprio progetto.
Marco Mengoni e l’investimento immobiliare che zoppica
Non tutte le scelte imprenditoriali, però, hanno brillato. L’altro fronte in cui è impegnato Marco Mengoni è il settore immobiliare, con la società Akisifio Real Estate.
Qui le cose vanno decisamente peggio: fatturato fermo a 20.314 euro, proveniente da un solo affitto riscosso, e una perdita di 12.019 euro.
Fortunatamente, la società possiede riserve superiori al mezzo milione di euro, quindi la perdita è ampiamente sostenibile. Ma il dato resta, e racconta di un settore – quello del mattone – che continua a rivelarsi poco fruttuoso, almeno in questo contesto.
E qui arriva un altro dettaglio significativo: l’amministratrice Carboni, per la gestione dell’attività immobiliare, visti i risultati non eclatanti, ha deciso di non percepire alcun compenso.
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