Video hot Sara e Gabriele Temptation Island: continua a circolare e parte una agghiacciante vendita privata, parla l’avvocata

Il video di Sara e Gabriele continua a circolare online: c'è chi lo vende. L'avvocata spiega i rischi penali del revenge porn.

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Video hot di Sara e Gabriele: parla l'avvocata
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La tempesta mediatica che ha letteralmente travolto Sara e Gabriele, coppia dell’ultima edizione di Temptation Island 2026, pare non volersi placare in alcun modo. Dopo la diffusione del video hot, i due ragazzi continuano ad essere nell’occhio del ciclone.

Sara e Gabriele di Temptation Island travolti dai video intimi: lei in lacrime, Corona dubita della coppia
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Sara e Gabriele, il video hot non è sparito: adesso lo vendono in privato

La faccenda, qualora sia possibile, sta avendo risvolti davvero inquietanti. Dopo la pubblicazione del video da parte della redazione di Temptation Island, con Sara e Gabriele, visibilmente scossi per l’accaduto, la clip hard è sparita dai siti che l’avevano ospitata.

Tuttavia, pare che il video a luci rosse continui a girare, parola di FanPage.

Il celebre magazine online, infatti, fa sapere che il video sta continuando a circolare privatamente e gli utenti ci starebbero anche monetizzando:

“Ci sono canali dove sono partite delle compravendite per avere il video di Gabriele e Sara. Offerte da 20 euro, rialzi fino a 50 euro o proposte di scambi. In un gruppo si chiede agli utenti di portare nuovi iscritti: una volta arrivati a 7.000 iscritti pubblicheranno tutte le immagini. Hanno già superato quota 6.000. Oggi il video di Gabriele e Sara è un business, domani sarà solo un trofeo. Quelle immagini sono già salvate nella memoria di decine di smartphone e compariranno a singhiozzo nei prossimi anni”.

Parla un legale: cosa rischia chi diffonde il video di Sara e Gabriele

Nel frattempo, proprio in merito alla questione della diffusione del video, Today ha parlato con l’avvocata Claudia Trombetti, responsabile legale di Citynews, che ha fatto un quadro piuttosto preciso sull’attuale situazione di Sara e Gabriele:

“La vera questione non è l’esistenza di quel video, ma la decisione di qualcuno di divulgarlo senza il consenso delle persone ritratte”, spiega.

Poi aggiunge:

“Dal 2019 il nostro ordinamento prevede uno specifico reato, l’art. 612-ter del Codice penale, conosciuto come ‘revenge porn’, che punisce non solo chi diffonde immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona interessata, ma anche chi, dopo averli ricevuti, li inoltra o li diffonde ulteriormente contribuendo alla loro circolazione. È un aspetto che troppo spesso viene dimenticato”.

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Trombetti, inoltre, ricorda:

“Anche se la diretta fosse rimasta all’interno della loro pagina del sito, ciò non autorizza nessuno a copiare il video e divulgarlo”.

L’introduzione della norma sul revenge porn “ha rappresentato una svolta importante, ma nasce da una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: una giovane donna, devastata dalla diffusione incontrollata di alcuni suoi video intimi, arrivò a togliersi la vita”, specifica l’avvocata.

E ancora:

“Quella tragedia ci ha insegnato che il danno provocato dalla diffusione non consensuale di contenuti intimi è enorme e può compromettere irreparabilmente la dignità, la reputazione, l’immagine e la stessa serenità di una persona. Fino ad arrivare, in alcuni casi, a rinunciare alla vita.

Un errore di valutazione, una bravata non potranno mai trasformarsi nella giustificazione per chi decide di appropriarsi di quel materiale, manipolarlo, divulgarlo o utilizzarlo per umiliare chi vi è ritratto. Anche perché il consenso alla realizzazione o alla condivisione di un contenuto, nei limiti e con le modalità volute dalla persona interessata, non equivale mai al consenso alla sua diffusione pubblica e incontrollata”.

Internet, purtroppo, non dimentica con facilità. Per questo motivo è importante essere “estremamente prudenti rispetto a ciò che decidiamo di affidare al mondo digitale. Una volta che un contenuto entra in rete, recuperarne il controllo è spesso impossibile e i rischi aumentano esponenzialmente”.

E conclude:

“In queste ore, continua a condividere quel video, alimentandone la diffusione e contribuendo al danno che ne deriva. Perché ogni inoltro, ogni condivisione e ogni pubblicazione amplificano quella lesione”.

© Riproduzione riservata.

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