“Amarene racconta di tutte quelle persone che si sentono escluse, incomprese, sbagliate. È il mio grido di amore, la mia voglia disperata di appiccicare nella testa di tutti quel concetto meraviglioso che oggi chiamiamo inclusione”. Per lanciare il nuovo singolo Amarene Virginio scrive una lettera pubblicata sul sito di Vanity Fair in cui racconta la propria esperienza di vita.
Il cantante non nasconde di aver faticato ad accettarsi e di aver incontrato anche l’ostilità dei coetanei quando, da ragazzino, ha sentito di provare qualcosa per un compagno di classe. Un sentimento che ha dato il via a una percezione di sé per niente positiva:
Escluso. Così mi sono sentito per anni. Perché mi è sempre stato chiaro, fin da quando ero bambino, che la mia vita non sarebbe stata esattamente canonica, come quella degli altri miei coetanei.
La paura di confidarsi con qualcuno, anche con la famiglia stessa, corroborata da eventi che inevitabilmente non fanno altro che alimentare il terrore di non essere accettato:
Soprattutto se il risultato è ritrovarti con la faccia piantata nel water del liceo che frequenti perché per gli altri tuoi coetanei sei considerato qualcosa di disonorevole. E si sa, quando una cosa ti viene ripetuta più volte va a finire che ci credi. Soprattutto tu.

Virginio parla anche del momento in cui il cuore va in pezzi. Succede quando si innamora per la prima volta:
Lì capisci che la tua vita sarà un inferno. O almeno così credi. Vi nascondete, vi rubate gli sguardi, vi sfiorate le dita, ma senza mai farvi accorgere dagli altri perché sennò “scoppia un casino”.
Così un amore adolescenziale si trasforma in “una tortura, una condanna, qualcosa di proibito e da vivere clandestinamente“. Questo malgrado l’amore dei genitori che sono sempre stati dalla sua parte, ma il giudice più severo con cui fare i conti è il proprio io: “Io, il mio più grande giudice, incapace di accarezzarmi come per fortuna ha sempre fatto mia madre, o di capirmi come ha fatto mio padre” scrive Virginio, che nella musica trova la salvezza per non vivere più come un prigioniero.
“Amarene racconta di questo” conclude il cantautore, “di tutti quegli amori vissuti sottovoce, soffocati, clandestini. Le ciliegie aspre, un ossimoro di sensi, una metafora di quello che vivono quelle persone che vogliono amarsi, ma non possono, schiacciate da aspettative sociali, da regole non scritte, da giudizi non richiesti“.
