A Milano nasce la prima casa di accoglienza per giovani LGBT discriminati

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Il progetto, uno degli ultimi del mandato di Giuliano Pisapia, è pronto per diventare realtà.

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Una casa rifugio per gay e trans respinti dalle famiglie o discriminati per via del loro orientamento sessuale: il progetto del Comune di Milano è pronto ad entrare nel vivo dopo l’apertura della Casa dei Diritti nel 2013 e l’introduzione a livello locale del registro delle unioni civili (in anticipo rispetto alla legge nazionale).

La casa rifugio rainbow di Milano sorgerà in un appartamento in via Sommacampagna, zona Maciachini, con la collaborazione dei centri anti-violenza e dell’associazionismo LGBT della città.

Il piano, avviato lo scorso anno dalla giunta Pisapia, mira a riconvertire nel complesso 163 unità immobiliari – tra appartamenti, negozi, cantine e box – confiscate alla mafia e gestite direttamente da Palazzo Marino.

Il progetto, che prevede anche l’apertura di una Casa per la “socialità dolce” (destinata ai malati di Alzheimer) e la messa a bando di un autosilo con 70 posti auto e 10 moto, è stato presentato nelle scorse ore proprio in occasione del Festival dei Beni confiscati alle mafie, giunto ormai alla sua quinta edizione e caratterizzato da un ricco palinsesto di eventi, presentazioni, concerti e proiezioni di film.

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