Unioni civili: la Chiesa non voleva i funerali per Franco, l’arcivescovo: “Non erano famiglia”

di

Il triste retroscena svelato da Gianni, l'uomo rimasto vedovo.

CONDIVIDI
466 Condivisioni Facebook 466 Twitter Google WhatsApp
15149 2

L’arcivescovo Cesare Nosiglia è intervenuto per commentare le affermazioni del suo delegato che sabato, al funerale di Franco Perrello, protagonista della prima unione civile a Torino, ha detto al vedovo Gianni Reinetti: “Qualcuno più importante di me dovrebbe chiedervi scusa per la disattenzione, la freddezza e le dimenticanze. Io, invece, vi dico grazie perché con la vostra ostinazione ci avete dato la possibilità di pensare a una Chiesa che non lascia indietro nessuno“.

Nosiglia ha voluto ribadire che le unioni civili non sono “assimilabili” alla famiglia e che i funerali non sono momenti in cui “fare comizi”. Don Gian Luca Carrega, dal punto di vista dell’arcivescovo, “non ha detto che la Chiesa deve chiedere scusa” ai gay come “riportato polemicamente dai quotidiani“. Il prete, assicura Nosiglia per tranquillizzare i fedeli, “non ha detto quanto i giornali polemicamente hanno riportato, frasi di condanna della Chiesa, di necessità che chieda scusa o contro questo o quel rappresentante della gerarchia“. L’arcivescovo bolla la questione come “una polemica in salsa rosa piccante“.

L’arcivescovo ha criticato il suo delegato ricordando che i funerali servono “non per fare comizi né, tanto meno, per dare occasione che i comizi li faccia qualcun altro“. Durante il funerale, infatti, il prete aveva dato la parola alla senatrice del Pd, Magda Zanoni, la stessa che ha sbloccato l’iter della Legge Cirinnà in Senato, e all’assessore comunale alle Famiglie, Marco Giusta, ex presidente dell’Arcigay di Torino.

Le regole non sono cambiate (…) Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia“, ricorda l’arcivescovo. “A coloro che hanno manifestato la loro giusta riprovazione e rincrescimento circa quanto i giornali hanno riferito del funerale di sabato scorso dico: la Chiesa di Torino continuerà a sostenere in ogni modo l’istituto del matrimonio e ad annunciare il vangelo della famiglia“.

Gianni Reietti, ha così commentato le parole del religioso: “L’arcivescovo dovrebbe soltanto vergognarsi. Mi spiace dover dire questo, perché sono un cristiano, un credente, ma la mia fede, così come quella di Franco, è sempre stata lontana da ipocrisie“. E ha svelato anche un fatto per lui molto doloroso: “Il parroco di Santa Rita voleva negare i funerali a Franco“.

Quando sono andato a parlare con il parroco, don Lello Birolo, per il funerale, mi sono sentito dire: non posso celebrare il rito per una persona che si trovava in una condizione di contrarietà con gli insegnamenti della Chiesa“. Gianni ha protestato con il prete e sono arrivati a una mediazione: “Avrebbe celebrato il rito a patto che non ci fossero state contestazioni”.

Alcuni amici della coppia, a quel punto, hanno chiamato a presiedere il rito don Carrega che, vista la situazione, si sente quasi in dovere di scusarsi: “Qualcuno più importante di me dovrebbe chiedervi scusa“. “Quelle sue parole” ha detto Gianni “mi avevano fatto tornare felice dopo li rifiuto ricevuto dal mio parroco a Santa Rita“.

Leggi   RuPaul's Drag Race, la confessione di Dusty: "Costretta a un esorcismo dai miei genitori perché gay"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...