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Esibizionismo o cultura? Storia del Pride e dei suoi colori
di Valeriano Elfodiluce
Sabato 28 Giugno 2008

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Fai Notizia

Gay.it - Esibizionismo o cultura? Storia del Pride e dei suoi colori
Perché le parate per l'orgoglio GLBT sono così vistose e appariscenti? In molti pensano sia solo voglia di farsi notare. Ma, se si vanno a cercare le radici, si scopre che...

Gay.it - Esibizionismo o cultura? Storia del Pride e dei suoi coloriDa qualche anno anche in Italia l'inizio dell'estate segna anche l'inizio della stagione delle parate gay. Ormai anche i più distratti dovrebbero sapere che queste parate celebrano l'anniversario della rivolta dei clienti del locale Stonewall Inn di New York il 28 giugno 1969, che ribellandosi ai soprusi delle autorità segnarono l'inizio del moderno movimento GLBT. Quello che invece sanno ancora in pochi sono le ragioni per cui l'orgoglio gay si celebra con colorati cortei animati da carri piuttosto che con manifestazioni di altro tipo. In molti sono ancora tentati di pensare che si tratta di una scelta dettata dall'esibizionismo, che porta più danni d'immagine che benefici concreti, ignorando che questa forma di manifestazione ha delle radici culturali di tutto rispetto. 

Gay.it - Esibizionismo o cultura? Storia del Pride e dei suoi coloriTorniamo al 1969: dopo la rivolta di Stonewall si costituirono le prime due associazioni del nuovo movimento GLBT, il Gay Liberation Front e la Gay Activists Alliance, che si sentirono in dovere di celebrare l'anniversario della rivolta con dei cortei, che si tennero nel 1970 sia a New York (col nome di Gay Liberation Day) che a San Francisco (come Gay Freedom Day). La definizione Gay Pride March (marcia dell'orgoglio gay) arrivò solo negli anni 80, mentre la giornata del 28 giugno viene indicata come Christopher Street Day (dal nome della via dello Stonewall Inn). Questi cortei diventarono di anno in anno più numerosi e colorati, diventando al tempo stesso un momento di affermazione e una grande festa, che sfidava inutili convenzioni e ipocriti perbenismi in tutto il mondo. 

Gay.it - Esibizionismo o cultura? Storia del Pride e dei suoi coloriTuttavia la scelta della parata con costumi, carri e balli non era una novità. Torniamo negli USA, dove parate di questo tipo erano abbastanza consuete nelle maggiori città: da quella per l'Indipendence Day (4 luglio) a quella per il Labour Day (la prima domenica di settembre), senza contare le varie parate etniche (da quella del Saint Patrick's Day per gli irlandesi a quella del West Indian-American Day per i pellerossa). Tuttavia il modello principale su cui si inserirono le parate gay fu la coloratissima e scatenatissima parata del Puerto Rican Day di New York. Dal 1958, infatti, si celebra la parata della più grande comunità latina presente nella città, che ovviamente coinvolge anche tutte le altre etnie sudamericane. La comunità GLBT di New York, che era composta in buona parte da sudamericani, non poteva fare a meno di prendere questo modello come esempio principale. La parata del Puerto Rican Day, a sua volta, si richiamava ai carnevali sudamericani, per sottolineare un momento di forte rivendicazione etnica e culturale, con sfilate di carri addobbati e balli latini in strada. In questo senso il Gay Pride statunitense si inseriva in maniera abbastanza naturale in un contesto in cui ogni minoranza aveva diritto a manifestare la propria cultura e la propria identità in maniera chiassosa, e in cui le parate facevano parte della cultura popolare. 

?rf4Quando il Gay Pride iniziò a comparire in Europa (nel 1992 a Londra) e in particolare in Italia (nel 1994 a Roma), colse una cittadinanza totalmente impreparata a questo tipo di manifestazione. Nel nostro paese i cortei erano sempre stati di natura religiosa o di protesta politica. Le sfilate di carnevale, da noi, rappresentano un momento di puro svago, mentre in Italia non c'era la minima nozione di rivendicazione etnica, visto che nel nostro paese le comunità straniere sono diventate una realtà solo da pochi anni. Risultato: all'inizio la parata del Gay Pride è stata considerata un'inutile buffonata anche da buona parte della cittadinanza GLBT. Fortunatamente la situazione sta cambiando, e di anno in anno sono sempre di più le persone che, anche in Italia, partecipano con entusiasmo alla giornata dell'orgoglio GLBT. Segno evidente che anche da noi le persone GLBT non vivono più la loro condizione in maniera individualistica, ma iniziano a sentirsi parte di una vera e propria comunità.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Ospite
Data: 2-07-2008 19:41

Si vede che la maggioranza dei gay non segue il calcio... Ma lo avete mai visto il "folclore" delle tifoserie in uno stadio, specie in ambito internazionale? A me è capitato, purtroppo, di andarci una volta, e mi sono ritrovato in una specie di bolgia di ragazzi in mutande tutti eccitati e col corpo pitturato e ragazze con le tette al vento tutte colorate che urlavano come pazze. Ora, se i media inquadrassero solo questi tifosi, facendoli passare per rappresentativi di tutti quanti, si griderebbe allo scandalo, all'immoralità; Falso : la maggioranza etero (a parte pochi bacchettoni) non considera immorale che altri etero o presunti tali ballino in mutande e con le tette al vento. Se lo fanno i gay invece è immorale : purtroppo per noi valgono sempre regole diverse da quelle che valgono per gli altri ... Caro, vacci è solo un fatto di cultura. Non so quanti anni hai tu, ma io ne ho abbastanza per dirti che quando ero piccolo, parlo degli anni '70, un ragazzo e una ragazza che si baciavano in un autobus o su una panchina venivano ripresi e tacciati di essere due schifosi immorali. In alcune zone del profondo sud, è ancora così, te lo può confermare chiunque sia di quelle parti. Il "comune senso del pudore" è molto cambiato, e ciò che tu oggi dai per scontato per una coppia etero, non lo era fino a 30-40 anni fa. Oggi è così per i gay, ma tra 30-40 anni, penso che non "si scandalizzerà" più nessuno.


Inviato da: Sly06x
Data: 2-07-2008 19:39

e' indubbiamente un fatto culturale con i suoi estremi ma se con gusto puo portare ad una piu ampia consapevolezza che il mondo gay non e' solo quello che si vede ma anche quello che si sente visto che siamo anche noi esseri umani


Inviato da: sly06x2
Data: 2-07-2008 19:32

per me e un fatto anche di cultura


Inviato da: Ospite
Data: 2-07-2008 11:23

E' il solito discorso che due gay sacnadlizzano anche solo a tenersi per mano, mentre gli etero si applaudono se si baciano in pubblico.


Inviato da: fabio-sv
Data: 2-07-2008 09:28

Si vede che la maggioranza dei gay non segue il calcio... Ma lo avete mai visto il "folclore" delle tifoserie in uno stadio, specie in ambito internazionale? A me è capitato, purtroppo, di andarci una volta, e mi sono ritrovato in una specie di bolgia di ragazzi in mutande tutti eccitati e col corpo pitturato e ragazze con le tette al vento tutte colorate che urlavano come pazze. Ora, se i media inquadrassero solo questi tifosi, facendoli passare per rappresentativi di tutti quanti, si griderebbe allo scandalo, all'immoralità; Falso : la maggioranza etero (a parte pochi bacchettoni) non considera immorale che altri etero o presunti tali ballino in mutande e con le tette al vento. Se lo fanno i gay invece è immorale : purtroppo per noi valgono sempre regole diverse da quelle che valgono per gli altri ...


Inviato da: Ospite
Data: 2-07-2008 00:29

Da questo punto di vista, si dovrebbe seguire l'esempio di questo sito, ossia diffondere le immagini reali dei vari pride... internet è fuori controllo per qualsiasi ente censuratorio.


Inviato da: Ospite
Data: 1-07-2008 18:34

Si vede che la maggioranza dei gay non segue il calcio... Ma lo avete mai visto il "folclore" delle tifoserie in uno stadio, specie in ambito internazionale? A me è capitato, purtroppo, di andarci una volta, e mi sono ritrovato in una specie di bolgia di ragazzi in mutande tutti eccitati e col corpo pitturato e ragazze con le tette al vento tutte colorate che urlavano come pazze. Ora, se i media inquadrassero solo questi tifosi, facendoli passare per rappresentativi di tutti quanti, si griderebbe allo scandalo, all'immoralità; farebbero credere che quelle siano occasioni di perdizione e sesso sfrenato (be', di palpeggiamenti ne ho visti parecchi). La realtà mediata dai giornali e dalle tv può essere facilmente distorta. E' inutile, quindi, dare contro al Pride per 4 trans o 4 boys in perizoma: bisogna dare contro ai fotografi e ai giornalisti, che manipolano la realtà mostrando solo quello che vogliono loro.



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