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Gay Pride, quanti errori cara Arcigay
di Alessio De Giorgi
Lunedì 8 Settembre 2008

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Fai Notizia

Gay.it - Gay Pride, quanti errori cara Arcigay
Genova, ottima scelta. Ma il metodo non va: troviamo occasione per litigare, per dividerci, per continuare a commettere gli errori di sempre. Ancora un volta.

Gay.it - Gay Pride, quanti errori cara ArcigayGenova è una città splendida per tenervi un Gay Pride.

È una città molto inglese, molto perbenista e provinciale – lo sa bene chi, come me, vi ha vissuto la propria adolescenza da gay -, con una vita gay molto poco sviluppata ed una classe politica che sui nostri temi non ha mai brillato in coraggio. È anche la città che ai vertici della sua Curia ha avuto il cuore della sua corrente più tradizionalista, da quel Cardinale Siri che iniziò la sua carriera nel 1946 aiutando molti nazisti a fuggire dall’Europa e la terminò dichiarando che l’AIDS era una punizione divina per i peccatori, all’attuale Cardinale Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che solo l’anno scorso accostava serenamente omosessualità ad incesto e pedofilia.

Genova ha quindi tutte le carte in regola per essere sede di una bella, ampia manifestazione del Gay Pride.

Gay.it - Gay Pride, quanti errori cara ArcigayQuello che quindi non mi convince dell’annuncio dato ieri a sorpresa dal presidente della principale – ma non unica – associazione gay nazionale, Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, non è certo questo. È il metodo ed il merito che mi lasciano atterriti.

Primo. Che senso ha che il momento principale di visibilità del movimento lgbt italiano sia annunciato da una sola delle sue componenti, per quanto questa sia la principale? Come si può invocare una serenità di rapporti nel movimento gay, come spesso fa Arcigay con una punta di finta innocenza, quando una decisione così cruciale viene presa unilateralmente, per di più neppure dal principale organo politico dell’associazione, e cioè dal Consiglio Nazionale, ma da una riunione della sua Segreteria?

ci troviamo senza aver ottenuto niente dai governi precedenti, con un movimento lgbt sempre più isolato politicamente
Secondo. Con una decisione così unilaterale, è chiaro quali saranno le conseguenze: come già l’anno scorso avremo un Gay Pride romano più antagonista e radicale che sarà in concorrenza, togliendo inevitabilmente visibilità mediatica, al Gay Pride di Arcigay – più riformista e moderato -, con le tristi conseguenze già viste a Bologna.

Terzo. Che senso ha continuare a fare il Gay Pride Nazionale in una città diversa da quella dove si prendono le decisioni fondamentali dal punto di vista delle tematiche lgbt, e cioè Roma? La verità – spiace dirlo - è una sola: nella capitale Arcigay ha una (sana) concorrenza, mentre in altre città (come Bologna e Genova) la fa da padrone, senza timore di grattacapi locali. Ma non è esattamente questo l’interesse della comunità lgbt italiana, bussola che invece dovrebbe invece guidare l’attività politica quotidiana della principale associazione gay nazionale.

Quarto. Se annuncio proprio doveva essere fatto, perché non annunciare una cosa molto più accettabile e comunque capace di diventare notizia, che cioè accanto al Gay Pride romano ed a quello milanese, Arcigay si sarebbe impegnata per una forte riuscita di un Pride genovese, in linea con la tradizione di creare forti momenti di visibilità delle nostre tematiche in giro per l’Italia, nazione delle mille città e dei mille paesi.

Ho difficoltà quindi a comprendere il senso della decisione dei vertici di Arcigay Nazionale di lanciare questo Gay Pride nazionale a Genova.

Gay.it - Gay Pride, quanti errori cara ArcigayLa situazione è già davvero così difficile per tutti noi: ci troviamo senza aver ottenuto niente dai governi precedenti, con un movimento lgbt sempre più isolato politicamente, che avrebbe ogni giorno di più bisogno di vero rinnovamento nelle sue politiche e nelle sue modalità di metterle in atto e in cui il cambio radicale dello scenario politico italiano non ha portato un conseguente ricambio dei suoi vertici, come era invece necessario. Nonostante tutto questo, troviamo occasione per litigare, per dividerci, per continuare a commettere gli errori di sempre.

Gay.it - Gay Pride, quanti errori cara ArcigayPerché ad esempio non costruire tutti insieme, nessuno escluso – associazioni grandi e piccole, radicali e riformiste, imprese lgbt e singoli finanziatori sparsi per l’Italia – una fondazione che, all’americana, abbia il solo compito di organizzare il Gay Pride Nazionale a Roma, con una piattaforma politica sotto la quale riusciamo a riconoscerci tutti e dalla quale poi ciascuno parte per dire la sua? No. Gli esercizi di pensiero laterale non ci sono mai riusciti: perché ciascuno di noi dovrebbe cedere un pezzo del suo orticello?

Non è ancora tempo, purtroppo. Evidentemente abbiamo bisogno ancora di altri fallimenti:  spiace dirlo, ma è così.

Alessio De Giorgi
Direttore di Gay.it

 


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: zapatera2008
Data: 21-09-2008 15:37

[quote:6du8drxj]Perché Genova? Perché si è candidata e non mi risultano altre candidature a parte la questione del "pride sempre a Roma" di cui dico dopo. Dove si è candidata? Con chi? [quote:6du8drxj]Perchè si legge questo atto come autoritario e non si sono lette come autoritarie le bagarre dei pride 2007-2008? Perché là furono altre associazioni a "imporre" le loro decisioni. BUGIA ENORME. Fu un accordo preso anche in vista dell'avvicendamento Lo Giudice/Mancuso. Strano che non lo ricordi. Lo Giudici era illuso di andare in una commissione parlamentare della Pollastrini e tu avevi firmato un documento ridicolo perchè ti era stato promesso spazio nella stessa commissione, ho ancora la tua mail che pubblicherò qui quanto prima, poi grazie a dio te ne sei rimasta a casa e Lo Giudice con te. Arcigay cedette su Roma perchè si andava incontro a 2 pride nazionali. Visto che nessuno è titolato per decidere sul nazionale non si capisce perchè lo debba fare arcigay. [quote:6du8drxj]Cambiando in corsa Bologna con Roma per quell'anno e per fare insieme Bologna l'anno successivo per poi vedere Roma anticipare l'anno successivo il proprio Pride rispetto al nazionale, per togliergli visibilità? Sei proprio in malafede completamente. Ti sei dimenticata che insieme a Roma anche Milano ha fatto il Pride lo stesso giorno anticipando quello di Bologna. E' quello di milano era sempre di Arcigay, sei penosa con le tue bugie. [quote:6du8drxj]Perché non costruire "tutti insieme, nessuno escluso" il Pride? Si è fatto l'anno scorso, ma quando le cose si fanno tutti insieme poi bisogna rispettare gli accordi e non stare dentro il Pride con "una faccia" e con l'altra "stare dentro la contestazione "militare" dell'occupazione del palco. Finalmente la verità, questo di Genova è un pride fascista deciso da pochi, fattevelo, noi lo faremo a Roma nazionale come quello di Genova. [quote:6du8drxj]Contiamoci. La maggioranza vuol anche dire qualcosa o niente più? Roma avrà l'Europride 2011 e ne siamo felici. Contiamoci pure, manco Arcigay è d'accordo con il Pride a Genova. Si è visto dal comunicato quanto siete felici per l'Europride, VERGOGNA: [quote:6du8drxj]E poi, perché non aspettare il documento del Comitato GenovaPride prima di iniziare con le analisi politiche? Magari noi "provinciali" sorprenderemo voi "metropolitani" con programma e metodo democratico di costruzione del Pride. Un documento di un Pride nazionale deve essere condiviso nella costruzione non proposto. VERGOGNA. Ma che ne vuoi sapere tu, Arcigay ha gia incontrato il prefetto e manco ti hanno portato dietro, ti stanno solo usando. ][/quote]


Inviato da: lucky2002z
Data: 15-09-2008 13:19

Essere gay non vuole per forza fare rima con prostituzione, droga ed eccessi alcolici. Un gay è un cittadino come tutti e richiede sicurezza e divertimento sano con il proprio compagno.Non capisco perchè le forze dell'ordine di Torre del Lago debbano ostinarsi a fare diventare quella via terra di nessuno. Perche non riescono a distinguere fra reato e peccato. Un gay è un cittadino come tutti ma non riescono a trattarlo come tale: per loro omosessualità e droga è piu o meno la stessa cosa. Un ragazzo che bacia un altro ragazzo o un ragazzo che si fà èun comportamento che ha piu o meno la stessa gravità: solo che nel primo caso non è reato (ma , secondo alcuni di loro, dovrebbe esserlo) e non essendo reato non possono fare nulla contro di noi senza correre il rischio di venire apertamente accusati di omofobia; rischio che, in questo momento, nessuno vuole ancora correre. Non potendoci cacciar via per il "peccato" , momentaneamente ( e in apparenza) ci lasciano fare. Ma in realtà ci tengono d'occhio. Mentre ovunque altrove vige il proibizionismo ( a Viareggio, in nome del decoro e del " bon ton" è proibito passeggiare a torso nudo sulla passeggiata a mare, è proibito per i bambini costruire castelli di sabbia lungo la battigia, è proibito per i giovani alzare il gomito e quant'altro....e si fanno proclami pro "turismo dentro le righe e non sopra le righe" , " un turismo all'insegna dei valori, della tranquillità e della famiglia"....ecc....hanno lasciato questa "zona franca" di Torre del lago abbandonandola al degrado "tra eterosessuali ubriachi e drogati, barcollanti verso le discoteche alle 3 di notte, magrebini spacciatori e altre amenità", come giustamente dici tu. Ben presto ci sara anche la prostituzione( se non c'è gia) e potrebbe riaccadere qualcosa come era successo in via Zara a Viareggio. Quando il degrado e l'illegalità sarà al culmine, faranno una grande retata accompagnata da relativa strumentalizzazione mediatica e cosi "libereranno" la zona sia del reato che del peccato. L'unica mia speranza è che ormai troppi commercianti e piccoli impreditori di Torre - la circoscrizione (che è di destra) tutta intera- non sappiano piu rinunciare a vedere, come grazie al turismo gay, le loro casse sono piene come non lo sono mai state, e questo in periodo di crisi quando tutti gli altri (viareggio, lido etc...piangono miseria...). Che si siano ormai abituati e assuefatti al benessere che gli arriva grazie a noi. Ma l'omosessualità, si sà, in Italia (purtroppo) non è ancora accettata. O meglio: gli italiani sarebbero di per sé piuttosto tolleranti...non avrebbero a priori niente contro di noi....ma non sanno disubbidire alla Chiesa. per cui spesso non sanno distinguere fra reato e peccato e fra peccato e reato ! Lucky


Inviato da: lucky2002z
Data: 13-09-2008 20:02

da toscano e conoscendo De Giorgi mi sento in dovere di spezzare più lance a suo favore. De Giorgi prima che imprenditore gay è stato volontario in arcigay, a Genova prima e in toscana poi, dove è stato presidente regionale di arcigay ed ora ricopre un ruolo pubblico in regione. questo solo per dire che è un profondo conoscitore della realtà di arcigay. Condivido al 100%! Gia piu di 15 anni fa , quando la consapevolezza e visibilità glbt erano ancora allo stato embrionale, lui era gia impeganto in prima linea come volontario arcigay, e con tanta passione, proprio nel momento in cui altri, come me per esempio, avevano "mollato" perche vedevano che dopo anni e anni di lotte non si riusciva a fare un solo passo in avanti... La stessa passione che lo anima tutt'ora come imprenditore militante glbt di successo! E non deve certo rendere conto a nessuno. In fin dei conti non è madre Teresa di Calcutta...(neanche lei poi era cosi disinteressata come certa propaganda clericale cerca di farci credere: pare che "salvava" solo quelli che si convertivano alla religione cattolica mentre gli altri li lasciava morire sulla strada...) Lucky


Inviato da: lucky2002z
Data: 13-09-2008 16:47

[quote="lucky2002z":1vv9erp6][quote="lucky200
2z":1vv9erp6]Mi dispiace ammetterlo ma condivido l'artcolo del caro de Giorgi. Perchè mi dispiace? perchè il gentile Alessio è un imprenditore sveglio e senza (credo) troppi scrupoli. Ecco che le varie guide di locali e siti "friendly" sono pieni di prodotti FUORI MERCATO, i quali sono in quelle guide non per coerenza politica o ideale, ma sem'plicemente perchè in quanto PRODOTTI sono talmente di pessima qualità che vengono RIPOSIZIONATI a una clientela di nicchia (gay) per riproporli a un mercato. Arcigay ha tante magagne, ha compiuti tanti errori caro Alessio de Giorgi, ma è fatta da VOLONTARI che non sapranno di marketing, di strategia, MA SANNO DI PASSIONE. Le dico questo in tutta onestà e sincerità, da persona che l'ammira per il suo "piccolo impero" ma che vede in esso (a una analisi più dettagliata) tanti compromessi non sempre vantaggiosi. Alessio De Giorgi, come politico, imprenditore e attivista gay ha fatto proprio un gran bel lavoro! Là dove con anni e anni d lotta non si è riusciti ad ottenere nulla, lui è riuscito in una missione che anni fa quando inizio ad intraprenderla, sembrava quasi impossibile. A Torre del lago è riuscito grazie al suo talento a creare la prima realtà glbt visibile d'Italia. Un luogo d'aggregazione. di socializzazione e di divertimento unico in Italia. Il suo locale ( e di suo socio ed ex compagno Christian), il Mamamia , insieme a quelli o loro consorziati, sono stati i primi in Italia ad ammainare la bandiera Rainbow che sventola orgogliosa dai loro locali.In Toscana, è riuscito ad ottenere nello Statuto della Regione, un'apertura verso una specie di riconoscimento delle coppie di fatto ed una legge, prima sui generis e ancora unica in Italia, contro le discriminazioni per orientamento sessuale. Scusate, se quello che vi scrivo ,vi puo sembrare poco ma vi assicuro che in un Italia clerico-fscista o, com'era prima, catto-bigotta, non è cosi: i passi in avanti fatti dal movimento glbt in Toscana sono in gran parte frutto del suo impegano personale e di lotte dove si è esposto con coraggio ed in prima persona. Basti pensare a quando si è pacsato con Christian al Consolato di Francia a Roma per dare visibilità alle nostre rivendicazioni! E' stato il primo in Italia ad averlo fatto in maniera cosi clamorosa e ad aver dato cosi , per la prima volta quella visibilità ai temi del riconoscimento dei nostri diritti. Ma Alessio non è sempre stato un imprenditore: prima di diventarlo è anche stato per tanti anni un attivista arcigay sempre impeganto con PASSIONE come VOLONTARIOin prima linea . Per tutto questo, posso solo dire: Chapeau! Per quello che riguarda la disputa sul prossimo gay Pride, penso che ci sia un po di ragione in tutti e due i punti di vista: da un lato sarebbe meglio farlo svolgere sempre a Roma, in quanto Roma è la capitale politica del paese, ed in quanto tale, facendolo a Roma, otterremmo piu visibilità mediatica ed è anche la citta dove si trova il nostro Stato "nemico": il Vaticano eda un altro lato, è anche vero che l'Italia è il paese delle cento provincie ed è fatta di mille piccole realtà locali dove vive il paese vero e dove vive la maggior parte dei gay e delle lesbiche, che proprio per questo fatto tanti gay e tante lesbiche ancora non iescono ad "uscir fuori" e a vivere la loro realtà alla luce del sole. I Pride non possono che far bene a quelle realtà. Anche il sud ha un enorme bisogno di essere aiutato . Penso che la soluzione vada cercata nell' equilibratissimo e saggio ragionamento dell'amico Bert D'Arragon, attuale Presidente dell'Arcigay Toscana: in ambedue i punti di vista, sia in quello di Aurelio che in quello di Alessio c'è del giusto. L'importante è (che non litighiamo fra di noi) e che rimaniamo uniti! Lucky fuggodall_italia@li
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SCUSATE, DEVO AVER FATTO QUALCOSA DI SBAGLIATO NELL'INSERIRMI NEL TESTO, IL MIO INTERVENTO INIZIA DA QUI: Alessio De Giorgi, come politico, imprenditore e attivista gay ha fatto proprio un gran bel lavoro! Là dove con anni e anni d lotta non si è riusciti ad ottenere nulla, lui è riuscito in una missione che anni fa quando inizio ad intraprenderla, sembrava quasi impossibile. A Torre del lago è riuscito grazie al suo talento a creare la prima realtà glbt visibile d'Italia. Un luogo d'aggregazione. di socializzazione e di divertimento unico in Italia. Il suo locale ( e di suo socio ed ex compagno Christian), il Mamamia , insieme a quelli o loro consorziati, sono stati i primi in Italia ad ammainare la bandiera Rainbow che sventola orgogliosa dai loro locali.In Toscana, è riuscito ad ottenere nello Statuto della Regione, un'apertura verso una specie di riconoscimento delle coppie di fatto ed una legge, prima sui generis e ancora unica in Italia, contro le discriminazioni per orientamento sessuale. Scusate, se quello che vi scrivo ,vi puo sembrare poco ma vi assicuro che in un Italia clerico-fscista o, com'era prima, catto-bigotta, non è cosi: i passi in avanti fatti dal movimento glbt in Toscana sono in gran parte frutto del suo impegano personale e di lotte dove si è esposto con coraggio ed in prima persona. Basti pensare a quando si è pacsato con Christian al Consolato di Francia a Roma per dare visibilità alle nostre rivendicazioni! E' stato il primo in Italia ad averlo fatto in maniera cosi clamorosa e ad aver dato cosi , per la prima volta quella visibilità ai temi del riconoscimento dei nostri diritti. Ma Alessio non è sempre stato un imprenditore: prima di diventarlo è anche stato per tanti anni un attivista arcigay sempre impeganto con PASSIONE come VOLONTARIOin prima linea . Per tutto questo, posso solo dire: Chapeau! Per quello che riguarda la disputa sul prossimo gay Pride, penso che ci sia un po di ragione in tutti e due i punti di vista: da un lato sarebbe meglio farlo svolgere sempre a Roma, in quanto Roma è la capitale politica del paese, ed in quanto tale, facendolo a Roma, otterremmo piu visibilità mediatica ed è anche la citta dove si trova il nostro Stato "nemico": il Vaticano eda un altro lato, è anche vero che l'Italia è il paese delle cento provincie ed è fatta di mille piccole realtà locali dove vive il paese vero e dove vive la maggior parte dei gay e delle lesbiche, che proprio per questo fatto tanti gay e tante lesbiche ancora non iescono ad "uscir fuori" e a vivere la loro realtà alla luce del sole. I Pride non possono che far bene a quelle realtà. Anche il sud ha un enorme bisogno di essere aiutato . Penso che la soluzione vada cercata nell' equilibratissimo e saggio ragionamento dell'amico Bert D'Arragon, attuale Presidente dell'Arcigay Toscana: in ambedue i punti di vista, sia in quello di Aurelio che in quello di Alessio c'è del giusto. L'importante è (che non litighiamo fra di noi) e che rimaniamo uniti! Lucky


Inviato da: lucky2002z
Data: 13-09-2008 16:44

[quote="lucky2002z":1lgo0i20]Mi dispiace ammetterlo ma condivido l'artcolo del caro de Giorgi. Perchè mi dispiace? perchè il gentile Alessio è un imprenditore sveglio e senza (credo) troppi scrupoli. Ecco che le varie guide di locali e siti "friendly" sono pieni di prodotti FUORI MERCATO, i quali sono in quelle guide non per coerenza politica o ideale, ma sem'plicemente perchè in quanto PRODOTTI sono talmente di pessima qualità che vengono RIPOSIZIONATI a una clientela di nicchia (gay) per riproporli a un mercato. Arcigay ha tante magagne, ha compiuti tanti errori caro Alessio de Giorgi, ma è fatta da VOLONTARI che non sapranno di marketing, di strategia, MA SANNO DI PASSIONE. Le dico questo in tutta onestà e sincerità, da persona che l'ammira per il suo "piccolo impero" ma che vede in esso (a una analisi più dettagliata) tanti compromessi non sempre vantaggiosi. Alessio De Giorgi, come politico, imprenditore e attivista gay ha fatto proprio un gran bel lavoro! Là dove con anni e anni d lotta non si è riusciti ad ottenere nulla, lui è riuscito in una missione che anni fa quando inizio ad intraprenderla, sembrava quasi impossibile. A Torre del lago è riuscito grazie al suo talento a creare la prima realtà glbt visibile d'Italia. Un luogo d'aggregazione. di socializzazione e di divertimento unico in Italia. Il suo locale ( e di suo socio ed ex compagno Christian), il Mamamia , insieme a quelli o loro consorziati, sono stati i primi in Italia ad ammainare la bandiera Rainbow che sventola orgogliosa dai loro locali.In Toscana, è riuscito ad ottenere nello Statuto della Regione, un'apertura verso una specie di riconoscimento delle coppie di fatto ed una legge, prima sui generis e ancora unica in Italia, contro le discriminazioni per orientamento sessuale. Scusate, se quello che vi scrivo ,vi puo sembrare poco ma vi assicuro che in un Italia clerico-fscista o, com'era prima, catto-bigotta, non è cosi: i passi in avanti fatti dal movimento glbt in Toscana sono in gran parte frutto del suo impegano personale e di lotte dove si è esposto con coraggio ed in prima persona. Basti pensare a quando si è pacsato con Christian al Consolato di Francia a Roma per dare visibilità alle nostre rivendicazioni! E' stato il primo in Italia ad averlo fatto in maniera cosi clamorosa e ad aver dato cosi , per la prima volta quella visibilità ai temi del riconoscimento dei nostri diritti. Ma Alessio non è sempre stato un imprenditore: prima di diventarlo è anche stato per tanti anni un attivista arcigay sempre impeganto con PASSIONE come VOLONTARIOin prima linea . Per tutto questo, posso solo dire: Chapeau! Per quello che riguarda la disputa sul prossimo gay Pride, penso che ci sia un po di ragione in tutti e due i punti di vista: da un lato sarebbe meglio farlo svolgere sempre a Roma, in quanto Roma è la capitale politica del paese, ed in quanto tale, facendolo a Roma, otterremmo piu visibilità mediatica ed è anche la citta dove si trova il nostro Stato "nemico": il Vaticano eda un altro lato, è anche vero che l'Italia è il paese delle cento provincie ed è fatta di mille piccole realtà locali dove vive il paese vero e dove vive la maggior parte dei gay e delle lesbiche, che proprio per questo fatto tanti gay e tante lesbiche ancora non iescono ad "uscir fuori" e a vivere la loro realtà alla luce del sole. I Pride non possono che far bene a quelle realtà. Anche il sud ha un enorme bisogno di essere aiutato . Penso che la soluzione vada cercata nell' equilibratissimo e saggio ragionamento dell'amico Bert D'Arragon, attuale Presidente dell'Arcigay Toscana: in ambedue i punti di vista, sia in quello di Aurelio che in quello di Alessio c'è del giusto. L'importante è (che non litighiamo fra di noi) e che rimaniamo uniti! Lucky fuggodall_italia@li
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Inviato da: lucky2002z
Data: 13-09-2008 16:08

Mi dispiace ammetterlo ma condivido l'artcolo del caro de Giorgi. Perchè mi dispiace? perchè il gentile Alessio è un imprenditore sveglio e senza (credo) troppi scrupoli. Ecco che le varie guide di locali e siti "friendly" sono pieni di prodotti FUORI MERCATO, i quali sono in quelle guide non per coerenza politica o ideale, ma sem'plicemente perchè in quanto PRODOTTI sono talmente di pessima qualità che vengono RIPOSIZIONATI a una clientela di nicchia (gay) per riproporli a un mercato. Arcigay ha tante magagne, ha compiuti tanti errori caro Alessio de Giorgi, ma è fatta da VOLONTARI che non sapranno di marketing, di strategia, MA SANNO DI PASSIONE. Le dico questo in tutta onestà e sincerità, da persona che l'ammira per il suo "piccolo impero" ma che vede in esso (a una analisi più dettagliata) tanti compromessi non sempre vantaggiosi. fuggodall_italia@li
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Inviato da: MrOssyMoro
Data: 13-09-2008 15:37

Evidentemente tu vedi le condizioni per fare ora qui e subito,ciò che invece è ancora agli inizi e richiede un lavoro paziente.Se tu pensi che portare a Roma una rappresentanza di un movimento asfittico,che con una vocina inveisce contro i "Palazzi" sia utile invece che francamente PATETICO..Bisogna RAFFORZARE il movimento,dargli un corpo solido e solo dopo partire all'attacco.Quindi il lavoro va concentrato nella crescita e nella costruzione,solo che manca il soggetto,l'associazione,il movimento o perchè no,anche il partito che possa farlo.



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