Convegno su "riparazione" gay: gli psicologi si dissociano
Venerdì 14 Maggio 2010
Condividi:
|
|
 |
|
|
Con una delibera l'Ordine degli Psicologi prende le distanze dal convegno di Brescia con Nicolosi: "Le terapie riparative non esistono, violano la deontologia e i diritti umani". Arcigay in piazza. |
|
"Condanniamo ogni tentativo di patologizzare l'omosessualità", che l'OMS ha già da tempo definito "una variante naturale del comportamento umano". Così il presidente dell'Ordine degli Psicologi Mauro Grimoldi si esprime commentando quello che è ormai diventato "il convegno delle polemiche", ovvero i due giorni di incontri organizzati a Brescia dal titolo "Identità di genere e Libertà", il cui ospite d'onore è l'arcinoto Dott. Joseph Nicolosi, fautore delle terapie riparative. Un'iniziativa che ha fatto discutere da subito a fare discutere, e dalla quale l'Ordine degli psicologi lombardi "si dissocia" ufficialmente con una "Delibera sulle terapie riparative" approvata dal Consiglio dell'Ordine il 12 maggio scorso.
Nella delibera gli psicologi lombardi richiamano all'attenzione di tutti i principi del Codice deontologico professionale, la posizione ufficiale della comunità scientifica internazionale e quella presa nel 2007 dall'Ordine degli psicologi del Lazio: "Le terapie riparative non esistono. E' come se un eterosessuale seguisse dei corsi terapeutici per diventare omosessuale". Quindi "l'Ordine degli psicologi della Lombardia - continua la delibera - difende la libertà dei terapeuti di esplorare senza posizioni pregiudiziali l'orientamento sessuale dei propri clienti, segnalando che qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l'eterosessualità o verso l'omosessualità è contraria alla deontologia professionale e al rispetto dei diritti dei propri pazienti. Segnala inoltre che le cosiddette 'terapie riparative', rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il Codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di 'cambiare' o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi".
Il presidente dell'Ordine lombardo sottolinea poi che "gli psicologi italiani sono tenuti al rispetto degli articoli 3, 4 e 5 del Codice deontologico, i quali ribadiscono, tra l'altro, come lo psicologo debba lavorare per promuovere il benessere psicologico, astenersi dall'imporre il suo sistema di valori e aggiornare continuamente le sue conoscenze scientifiche. Ricordo che anche le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, fra cui l'Apa (American Psychological Association), di cui lo stesso Nicolosi è membro, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l'orientamento sessuale di un individuo e affermano che le terapie di 'conversione' o 'riparazione' dell'omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili".
La posizione degli psicologi chiarisce poi che le teorie di Nicolosi, le 'terapie' che su di esse si basano, "e ogni teoria filosofica o religiosa che pretenda di definire l'omosessualità come intrinsecamente disordinata o patologica, non solo incentivano il pregiudizio antiomosessuale, ma screditano la professione dello psicologo e dello psicoterapeuta e delegittimano l'impegno per l'affermazione di una visione scientifica dell'omosessualità. Un terapeuta con pregiudizi antiomosessuali può rinforzare i sentimenti negativi di colpa, disistima e vergogna che molti omosessuali provano, e così alimentare l'omofobia interiorizzata e il minority stress (stress legato all'appartenere a una minoranza), spesso procurando seri danni alla salute mentale del soggetto - continuano gli psicologi -. E' il concetto stesso di riparazione ad essere sbagliato . Si ripara un'auto quando questa è guasta".
"Negli omosessuali non c'è niente di guasto - ci legge ancora nel testo -; chi la pensa diversamente vive evidentemente in un mondo impregnato di una ideologia che non permette di vedere la realtà, neppure quella dell'evoluzione delle scienze umane e quindi di lavorare nel rispetto delle diverse posizioni individuali. Muovendosi in direzione coerente con le linee guida nazionali e internazionali in materia, l'Ordine psicologi della Lombardia ha decretato che le terapie riparative dell'omosessualità così come proposte dalla teoria e tecnica di Joseph Nicolosi si pongono in deliberata contrapposizione con il Codice deontologico degli psicologi, e con la considerazione, scientificamente acquisita, che l'omosessualità possa essere un'evoluzione sana dello sviluppo della psiche".
"Consigliamo i colleghi psicologi di diffidare, nella pratica clinica e nella scelta delle teorie di riferimento, dalle teorie riparative dell'omosessualità, o da ogni teoria che voglia modificare a priori l'identità sessuale del soggetto - conclude il presidente -. Alle persone omosessuali gay, lesbiche, bisessuali e transgender possiamo dire, oggi più che mai, che si possono rivolgere con tranquillità a uno psicologo con la certezza di trovare l'ascolto, comprensione e rispetto che ogni paziente merita".
"Apprendiamo con soddisfazione che l’Ordine degli psicologi della Lombardia ha condannato tutto il ciarpame parascientifico che va sotto il nome di 'terapie riparative' - dichiarano Paolo Patanè, presidente di Arcigay, e Rebecca Zini, resposanbile Saluta dell'associazione -, quei modelli terapeutici che vorrebbero inutilmente convertire gli omosessuali in eterosessuali. Lo stop alle terapie riparative, che segue quello dell’Ordine degli psicologi del Lazio, viene a seguito di un esposto presentato da Arcigay all’Ordine lombardo". "E' un pronunciamento di particolare valore - spiega Patanè - perché giunge a pochi giorni dalla Giornata Mondiale contro l’omofobia, istituita proprio in occasione della cancellazione dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’omosessualità dalle malattie mentali nel 1973. Sappiamo che rari psicologi e psicoterapeuti italiani agiscono all’ombra delle parrocchie per convertire omosessuali in eterosessuali generando enormi sofferenze ai gay e assurde speranze nei familiari e perpetuano stereotipi e pregiudizi negativi sulla base di credenze morali e religiose che partono dal presupposto errato e falso che l’omosessualità sia una malattia".
"Confidiamo in una ferma reazione della società civile che possa definitivamente rompere il muro di pregiudizio che ancora protegge e giustifica il diffondersi di idee che pensavamo di aver consegnato all’oblio della storia - dichiara Luca Trentin, segretario nazionale di Arcigay -. Reagiremo con forza e con orgoglio a questo attacco alla nostra integrità, all’onorabilità dei nostri genitori e alla nostra dignità personale". "Chiediamo al Vescovo di Brescia di prendere posizione, di pronunciarsi chiaramente contro questo seminario che ha come unico obiettivo la diffusione di una percezione negativa delle persone omosessuali e la diffusione di teorie omofobiche e discriminatorie" aggiunge Gianluca Archetti, presidente di Orlando, il comitato bresciano di Arcigay.
Per rispondere con motivazioni scientifiche alla due giorni di Nicolosi, Arcigay Orlando ha promosso venerdì 21 maggio alle ore 20.30 presso la Sala Brixia dell’Hotel Ambasciatori in Via Crocifissa di Rosa 92 a Brescia una conferenza pubblica dal titolo "Orientamento sessuale e libertà - Psicologia e omosessualità: un approccio costruttivo" alla quale parteciperanno diversi psicologi e docenti universitari, oltre che il presidente nazionale di Arcigay e Rita de Santis, presidente nazionale AGEDO. Il giorno dopo, poi, alle dalle ore 15 presso il parco Castelli, dietro lo stadio, l'appuntamento è con "Un pomeriggio di ordinaria visibilità". "Porteremo a Brescia i nostri volti, le nostre famiglie, la nostra normale diversità - fa sapere Arcigay - per mostrare alla luce del sole la realtà e la dignità delle nostre vite. Un pomeriggio aperto a tutti coloro che vogliono condividere con noi un’idea diversa di società". |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
man 10
Data:
18-05-2010 08:36
non ho capito qual è l'argomento
il link mi riporta a un blog che non ho certamente intenzione di leggere
comunque letto il thread vorrei specificare che
viviamo in un'epoca classista
c'è chi si ritiene omosex senza i requisiti e perciò desidera cambiare
c'è chi si sente gay orgoglioso e le sta bene così
c'è chi trasforma il proprio corpo (transessuale) e si vede perfetta
e c'è chi considera l'omosessualità una perversione
ma
alla fine
mettere assieme tutte le idee e vivere in serenità non sarà mai possibile
perché
la filogenesi di ognuno di noi (il nostro microcosmo) sarà sempre in disaccordo sia con l'individuo che con la società
ora
non tutti sono d'accordo con la ghetizzazione
ma
sapreste indicarmi quale altra soluzione si potrebbe incontrare quando non salutiamo neanche il vicino di casa? (o lo complimentiamo solo se ne siamo interessati).
La società è formata da gruppi: il gruppo gay, il gruppo naziskin, il gruppo drag ecc. Vi sentireste a vostro agio se, facendo parte di un gruppo, incontrate un branco di esaltati? Non perché siano esagitati ma perché l'unione con altri loro simili li stimola ad esondare la decenza. Ieri, pieni di adrenalina, gli interisti, hanno preso d'assalto Milano, una città abitata da cittadini e perciò (si presume) civili. Dunque, dove sta la civiltà? in quei capi di abbigliamento firmati e mostrati a tutti i costi o in quei abiti variopinti che identificano sia la etnicità sia l'ideologia. Trovare un trait-d'union tra tutto ciò che ci circonda è oramai impossibile
Quindi se nascono delle correnti che ci vorrebbero curare o magari altre che vorrbbero riaprire le camere a gas, dovremmo stare zitti perchè il mondo è formato da tanti gruppi diversiche non si possono mettere d'acordo e a volte non salutiamo neanche il vicino di casa? Cosa vuoi che ti dica di coerente col tuo ragionamento? : oggi è una bella giornata mettiti il gattino sul cestino della bici e vai a farti un giro ascoltando Povia, così mantieni la linea.
|
| Inviato da:
albufeira
Data:
17-05-2010 18:53
non ho capito qual è l'argomento
il link mi riporta a un blog che non ho certamente intenzione di leggere
comunque letto il thread vorrei specificare che
viviamo in un'epoca classista
c'è chi si ritiene omosex senza i requisiti e perciò desidera cambiare
c'è chi si sente gay orgoglioso e le sta bene così
c'è chi trasforma il proprio corpo (transessuale) e si vede perfetta
e c'è chi considera l'omosessualità una perversione
ma
alla fine
mettere assieme tutte le idee e vivere in serenità non sarà mai possibile
perché
la filogenesi di ognuno di noi (il nostro microcosmo) sarà sempre in disaccordo sia con l'individuo che con la società
ora
non tutti sono d'accordo con la ghetizzazione
ma
sapreste indicarmi quale altra soluzione si potrebbe incontrare quando non salutiamo neanche il vicino di casa? (o lo complimentiamo solo se ne siamo interessati).
La società è formata da gruppi: il gruppo gay, il gruppo naziskin, il gruppo drag ecc. Vi sentireste a vostro agio se, facendo parte di un gruppo, incontrate un branco di esaltati? Non perché siano esagitati ma perché l'unione con altri loro simili li stimola ad esondare la decenza. Ieri, pieni di adrenalina, gli interisti, hanno preso d'assalto Milano, una città abitata da cittadini e perciò (si presume) civili. Dunque, dove sta la civiltà? in quei capi di abbigliamento firmati e mostrati a tutti i costi o in quei abiti variopinti che identificano sia la etnicità sia l'ideologia. Trovare un trait-d'union tra tutto ciò che ci circonda è oramai impossibile
- Nota moderatore - Se proprio non riesci a trovare l'articolo su gay.it, cerca almeno di leggere gli altri commenti, altrimenti rischi di essere completamente fuori tema. In ogni caso ti linko l'articolo a cui la discussione è collegata: http://www .gay.it/channel/attualita/297 ... ciano.html
|
| Inviato da:
Ospite
Data:
17-05-2010 16:00
@ Man 10
Il fatto che non possiamo avere figli è ormai un argomento che comincia a perdere di forza e gli omofobi ne sono sempre più consapevoli... Si calcola che in Italia ci siano almeno 100.000 bambini con un genitore omosessuale. Figuriamoci i dati che non si conoscono...
|
| Inviato da:
man 10
Data:
17-05-2010 15:07
Nonostante naturalmente l'omosessualità non sia una malattia, ad essere malata purtroppo è la società. Ciò può portare gli omosessuali all'infelicità: 5% contro un 95% nel quale anche se in gran parte è diventato più tollerante (ma la tolleranza vuol forse dire piena accettazione?) si può ancora nascondere una minoranza di persone che ci odiano. E poi le tante vicissitudini esistenziali di tanti la cui vita va alla deriva o comunque è impossibilitata ad avere pieno compimento per mille ragioni personali o sociologiche.
Perché l'essere omosessuale è problematico rispetto all'essere eterosessuale nonostante i gay pride e le comete dei personaggi famosi: solo uno specchietto per le allodole?
E' giusto essere orgogliosi, ma a volte e per molti le basi di tale orgoglio sono molto fragili e possono contribuire a far smottare l'intera personalità di fronte alla spietatezza di alcuni ambienti.
I sogni possono davvero cambiare il mondo? Sono un gran sognatore ma a volte la solitudine è davvero dura da sopportare..
Tutti siamo un po' soli, lo sono anche quel 95 per cento di persone, magari con tanto di figli e nipoti (sopratutto quando invecchiano o non sono più indipendenti).
Il problema è, che a differenza di loro, c'è gente che a noi ci rompe i coglioni, e secondo me è solo per il gusto di romperceli per non pensare alla loro misera esistenza o problemi sessuali, questo è il punto. E' da un po' che comincio ad avere sospetti sulla "bontà" delle loro intenzioni. Se fossero buoni sarebbero buoni e basta e tolleranti.
Ora che qualche gay comincia anche ad avere un ruolo importante nella società cercando di avere figli o adottarli, questi sono ancora più infuriati. Infatti prima, il fatto che non ci riproducevamo era il loro cavallo di battaglia, adesso che in qualche modo lo stanno risolvendo,e allora annaspano con tutta la loro rabbia, ma è sempre una minoranza, quella minoranza, e non si capisce il perchè. La maggior parte degli etero hanno i loro problemi , se ne sbattono di noi, a meno che non ci siano quegli altri che vanno ad aizzarceli contro.
mi correggo. adesso che in qualche modo lo stiamo risolvendo, allora loro annaspano..
|
| Inviato da:
man 10
Data:
17-05-2010 15:03
Nonostante naturalmente l'omosessualità non sia una malattia, ad essere malata purtroppo è la società. Ciò può portare gli omosessuali all'infelicità: 5% contro un 95% nel quale anche se in gran parte è diventato più tollerante (ma la tolleranza vuol forse dire piena accettazione?) si può ancora nascondere una minoranza di persone che ci odiano. E poi le tante vicissitudini esistenziali di tanti la cui vita va alla deriva o comunque è impossibilitata ad avere pieno compimento per mille ragioni personali o sociologiche.
Perché l'essere omosessuale è problematico rispetto all'essere eterosessuale nonostante i gay pride e le comete dei personaggi famosi: solo uno specchietto per le allodole?
E' giusto essere orgogliosi, ma a volte e per molti le basi di tale orgoglio sono molto fragili e possono contribuire a far smottare l'intera personalità di fronte alla spietatezza di alcuni ambienti.
I sogni possono davvero cambiare il mondo? Sono un gran sognatore ma a volte la solitudine è davvero dura da sopportare..
Tutti siamo un po' soli, lo sono anche quel 95 per cento di persone, magari con tanto di figli e nipoti (sopratutto quando invecchiano o non sono più indipendenti).
Il problema è, che a differenza di loro, c'è gente che a noi ci rompe i coglioni, e secondo me è solo per il gusto di romperceli per non pensare alla loro misera esistenza o problemi sessuali, questo è il punto. E' da un po' che comincio ad avere sospetti sulla "bontà" delle loro intenzioni. Se fossero buoni sarebbero buoni e basta e tolleranti.
Ora che qualche gay comincia anche ad avere un ruolo importante nella società cercando di avere figli o adottarli, questi sono ancora più infuriati. Infatti prima, il fatto che non ci riproducevamo era il loro cavallo di battaglia, adesso che in qualche modo lo stanno risolvendo,e allora annaspano con tutta la loro rabbia, ma è sempre una minoranza, quella minoranza, e non si capisce il perchè. La maggior parte degli etero hanno i loro problemi , se ne sbattono di noi, a meno che non ci siano quegli altri che vanno ad aizzarceli contro.
|
| Inviato da:
Probl
Data:
17-05-2010 13:37
Nonostante naturalmente l'omosessualità non sia una malattia, ad essere malata purtroppo è la società. Ciò può portare gli omosessuali all'infelicità: 5% contro un 95% nel quale anche se in gran parte è diventato più tollerante (ma la tolleranza vuol forse dire piena accettazione?) si può ancora nascondere una minoranza di persone che ci odiano. E poi le tante vicissitudini esistenziali di tanti la cui vita va alla deriva o comunque è impossibilitata ad avere pieno compimento per mille ragioni personali o sociologiche.
Perché l'essere omosessuale è problematico rispetto all'essere eterosessuale nonostante i gay pride e le comete dei personaggi famosi: solo uno specchietto per le allodole?
E' giusto essere orgogliosi, ma a volte e per molti le basi di tale orgoglio sono molto fragili e possono contribuire a far smottare l'intera personalità di fronte alla spietatezza di alcuni ambienti.
I sogni possono davvero cambiare il mondo? Sono un gran sognatore ma a volte la solitudine è davvero dura da sopportare..
|
| Inviato da:
man 10
Data:
17-05-2010 10:38
Siamo circa il cinque per cento della popolazione, in nessuno modo possiamo influire sui gusti sessuali e sulla condotta del restante 95 per cento, e inoltre il più delle volte se i gay si fanno problemi è solo a causa dell'omofobia di altre categorie. Non riesco a capire perchè ci siano delle persone che a quanto pare dedicano la loro vita per cambiarci, senza che venga loro richiesto. La cosa mi puzza. Se hanno voglia di aiutare il prossimo, che vadano a fare assitenza ai malati in lungodegenza o negli ospizi, vi assicuro che lì non ne vedete molti.
Ora, senza che mi metta fare grandi considerazioni filosofiche, anche perchè non ne sono in grado, mi chiedo terra terra: ma perchè si preoccupano tanto di noi? Lo trovo strano. Quale è la situazione psicologica e sessuale di questi qui? Vorrei avere le perizie di questo Nicolosi, di quell'altro criminologo, della Binetti, di qualche prete, di Povia, mi incuriosisce molto e forse sarebbe un diritto sapere la vera situazione psicologica e sessuale di chi vuole curare me perchè dice che sono malato.
Sono rimasto perplesso da un commento sopra nel quale uno mi faceva presente che Povia è stato due anni gay, non lo sapevo proprio. Se si mette a fare il paladino degli ex gay, credo sia giusto pretendere le prove: vere e proprie perizie, da commissioni anche di psicologi gay e non sorvolarci sopra solo perchè magari ha una morosa. In conclusione abbiamo il diritto di saper chi sono veramente dentro quelli che vogliono influire sulla nostra vita e non limitarsi a qualche libro e ai loro curriculum.
|
|
|
|
| |
|
|
| Interagisci con l'articolo |
|
|
|
|
| |
|
|
|