Diabolik e l'orribile accostamento tra gay e pedofilia
di Valeriano Elfodiluce
Sabato 4 Settembre 2010
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Nel numero di Diabolik di agosto, l'eroe si trova a fronteggiare un losco traffico di materiale pedopornografico diretto da una donna che si rivela essere un travstito. |
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L'ultima volta che questo sito si è occupato dei fumetti di Diabolik è stata nel 2007, quando le sue storie avevano toccato il tema dell'omosessualità per la prima volta. Infatti nella storia intitolata "Il Segreto della Rocca", Diabolik si era dato molto da fare per aiutare un suo amico omosessuale a scoprire le vere ragioni della morte del suo compagno. Nonostante una lettura un po' superficiale e anacronistica della questione gay, e nonostante alcuni momenti di dubbio gusto (come quando Eva Kent, l'insostituibile ragazza di Diabolik, si travestiva da ragazzo gay perché in quanto femmina era più "adatta" a quel ruolo), quella storia aveva rappresentato un segnale positivo, tanto più che sia Diabolik che Eva si erano apertamente schierati contro l'omofobia. Anche per questo risulta abbastanza sgradevole il passo indietro rappresentato dalla storia di Diabolik pubblicata ad agosto, intitolata "Il Covo degli Orchi".
Tutto parte da un'esplosione in una villetta di periferia: apparentemente si tratta di una fuga di gas, me in realtà si tratta di un complesso piano elaborato da Diabolik per penetrare nella cassaforte della banca adiacente. Per questo, prima di fare esplodere la casa, rapisce la proprietaria per metterla al sicuro: si tratta di una signora di mezza età di nome Rosa Ravell, e viene liberata non appena Diabolik ha portato a termine il suo colpo. Mentre vengono rimosse le macerie della casa, però, si scopre una stanza segreta in cui l'insospettabile signora girava video pedopornografici, e persino un cimitero in cui venivano messe a tacere per sempre le giovani vittime. A questo punto Diabolik e il suo storico avversario, l'ispettore Ginko, si danno da fare separatamente per annientare il losco traffico e rintracciare la diabolica Rosa Ravell.
A prima vista sembrerebbe una storia abbastanza originale, visto che la pedofila di turno è una signora di mezza età, tuttavia mentre la storia prosegue gli eventi iniziano a prendere una piega di tutt'altro genere. Quando si parla delle vittime si usa sempre la parola "bambini", mai "bambine" (o un più generico "minori"), e quando tutti i nodi vengono al pettine si scopre che Rosa Ravell altri non è che un travestito! Infatti adescava i bambini sotto le mentite spoglie di un'innocua signora, per poi abusare di loro nei video che rivendeva a una selezionata cerchia di clienti benestanti. Alla fine i cattivi vengono puniti, mentre il lettore non può fare a meno di collegare l'omosessualità e vari stereotipi ed essa associati (travestitismo, vita agiata, ecc) alla pedofilia.
Ce n'era davvero bisogno? Alla fine si ha la netta sensazione di aver letto una storia che parla di pedofilia ad uso e consumo di chi vuole dormire tranquillo fra i suoi vecchi pregiudizi, senza mai accennare al fatto che la maggior parte degli abusi sui minori si commettono nelle scuole, nelle strutture religiose e in famiglia (tant'è che spesso le "sette" di pedofili sono composte proprio da amici e parenti dei genitori delle vittime, se non dai genitori stessi). Inoltre è ormai da tempo che i pedofili "facoltosi" si dedicano al turismo sessuale nei paesi poveri e di certo non operano nella loro città facendo capo a vecchie travestite (che peraltro non riuscirebbero mai ad adescare i ragazzini di oggi), men che meno scambiandosi filmini e stampe fotografiche (come accade in questo fumetto) al posto di CD e DVD.
Tuttavia il sottile accostamento fra pedofilia e omosessualità risulta particolarmente fastidioso proprio perché, in questo caso, viene dato per scontato (e non si fa niente per smentirlo). All'ideazione di questa sceneggiatura hanno lavorato ben quattro persone, fra soggettisti e sceneggiatori, ai quali ci permettiamo di far notare che un argomento così delicato avrebbe meritato un trattamento meno superficiale, e che forse era auspicabile dargli un taglio meno omofobo, soprattutto se si considera il clima non proprio gay friendly che si respira in Italia ultimamente. Forse non avrebbe cambiato le cose, ma di certo avrebbe potuto offrire il suo piccolo contributo per migliorarle. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
elfa della lux
Data:
17-10-2010 18:45
scusate ma sta rosa ricorda tanto platinette o sbaglio ?
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| Inviato da:
Ospite
Data:
8-09-2010 17:41
Se è per questo è arrivata anche al capo supremo (co-firmatario del soggetto e ne abbiamo parlato, ed è per questo che ero certo di poter parlare anche a nome degli altri autori.
> Magari in futuro potreste presentare un travestito [...]
Personalmente ne sarei più che felice e sull'onda di questo dibattito proporrò la cosa in redazione (tieni presente però che i nostri tempi di gestazione/lavorazione sono molto lunghi, anche se fosse, e la storia veninesse messa in cantiere vedrebbe la luce tra parecchio
sia come sia
(non avendo letto il fumetto),
complimenti ad elfo e ad andrea
non capita spesso che
chi viene chiamato in causa
dia una risposta pubblica.
by by
soprattutto se non è davvero quello chiamato in causa. Se poi lo dici tu, regina della menzogna, allora stiamo tranquille.
" Non si può cavalcare due volte lo stesso cammello"
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Inviato da:
pensacisu (Piemonte)
Data:
8-09-2010 17:05
Guarda il mio profilo su Me2
Se è per questo è arrivata anche al capo supremo (co-firmatario del soggetto e ne abbiamo parlato, ed è per questo che ero certo di poter parlare anche a nome degli altri autori.
> Magari in futuro potreste presentare un travestito [...]
Personalmente ne sarei più che felice e sull'onda di questo dibattito proporrò la cosa in redazione (tieni presente però che i nostri tempi di gestazione/lavorazione sono molto lunghi, anche se fosse, e la storia veninesse messa in cantiere vedrebbe la luce tra parecchio
sia come sia
(non avendo letto il fumetto),
complimenti ad elfo e ad andrea
non capita spesso che
chi viene chiamato in causa
dia una risposta pubblica.
by by
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| Inviato da:
andrea p.
Data:
8-09-2010 10:57
Se è per questo è arrivata anche al capo supremo (co-firmatario del soggetto :) e ne abbiamo parlato, ed è per questo che ero certo di poter parlare anche a nome degli altri autori.
> Magari in futuro potreste presentare un travestito [...]
Personalmente ne sarei più che felice e sull'onda di questo dibattito proporrò la cosa in redazione (tieni presente però che i nostri tempi di gestazione/lavorazione sono molto lunghi, anche se fosse, e la storia veninesse messa in cantiere vedrebbe la luce tra parecchio :)
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Inviato da:
Elfodiluce (Emilia Romagna)
Data:
7-09-2010 15:33
Guarda il mio profilo su Me2
Intanto grazie per l'intervento :-)
Ci tengo a precisare che il mio non era un processo alle intenzioni, anche perchè non ho alcun motivo per pensare che gli sceneggiatori di Diabolik siano una cricca di omofobi (ci mancherebbe!). La mia critica era rivolta proprio alla leggerezza che anche tu hai riscontrato, e che purtroppo è una costante del fumetto popolare italiano quando si relaziona a certi temi. Vorrei aggiungere che quando parlo di storia omofoba non parlo di una storia di odio nei confronti degli omosessuali, ma proprio di una storia incentrata sulle paure che gli omosessuali suscitano (non ultima quella dell'adescamento dei minori). Se poi volessimo allargare il discorso al travestitismo si potrebbe parlare anche di transfobia. Comunque è bello sapere che la mia recensione è arrivata ad uno degli sceneggiatori e ha contribuito ad animare una riflessione sull'argomento. Magari in futuro potreste presentare un travestito (magari una drag queen) o un transessuale... O magari un gay maschile, vigoroso e lontano dagli stereotipi con un ruolo positivo e non vittimistico... Che ne dite? :-)
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| Inviato da:
andrea p.
Data:
6-09-2010 10:34
Ciao, sono andrea pasini, co-sceneggiatore dalla storia in questione. Mi dispiace molto che la nostra storia ti sia sembrata omofoba, perché posso assicurarti che l’omofobia è quanto di più lontano ci sia nelle intenzioni e nei sentimenti di chi lavora a Diabolik.
Io sono intervenuto in una fase avanzata della lavorazione di questo albo, con soggetto già delineato e una prima stesura della sceneggiatura già fatta, ma sono certo di poter parlare anche a nome anche degli altri autori. L’associazione travestitismo-omosessualità-pedofilia è tutta negli occhi di chi la legge, non certo nelle intenzioni di chi l’ha scritta. Come fai correttamente notare anche tu, nell’albo non si parla mai di omosessualità, per il semplice fatto che – nella testa di noi autori – nessuno dei pedofili messi in scena è omosessuale. Neanche l’uomo che si traveste per adescare le giovani vittime è omosessuale, il travestimento è un elemento solo funzionale: serve a ingannare vittime e inquirenti (oltre che, auspicabilmente, a sorprendere il lettore quando si scopre la verità).
Con questo non voglio dire che hai torto quando sostieni che il lettore prevenuto può trovare conferma dei propri pregiudizi nella lettura della nostra storia, scrivendola noi abbiamo dato per scontato che non esita alcun collegamento tra omosessualità e pedofilia e, dandolo per scontato, non abbiamo ritenuto di doverlo esplicitamente smentire.
Se una critica può esserci fatta in questo senso, credo sia proprio quella di aver “abbassato la guardia” su un tema (il rapporto tra omosessualità e crimini a carattere pedofilo) che per noi autori di Diabolik neanche si pone ma che, purtroppo, per molti non è ancora così ovviamente insensato.
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| Inviato da:
scettico
Data:
5-09-2010 21:31
in effetti come trama mi sembra stupida. Però c'è anche di peggio.
Ad esempio il film "X-Files - Voglio crederci": il serial killer è un uomo anziano, sposato/pacsato con un altro uomo, che da bambino era stato violentato da un prete pedofilo (che per via della violenza è legato a lui telepaticamente) e che adesso si è messo ad uccidere delle giovani e bellissime donne per trapiantare la sua testa sul loro corpo.
Vi sfido a trovare una trama più demenziale!
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