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IO, GAY, ZIMBELLO DEL PAESE
di Maurizio Palomba
Domenica 28 Novembre 2004

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Gay.it - IO, GAY, ZIMBELLO DEL PAESE
"Ho 44 anni, tempo fa ci fu uno scandalo perché mi innamorai di uno sposato. Ora tutti mi additano. E io non riesco ad uscire di casa. Mi prende il panico e comincio a tremare".

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Sono un uomo di 44 anni, abito in Abruzzo sul litorale, sono da sempre omosessuale, ma non ho mai vissuto la mia vita normale. Da quando avevo 20 si e' aggravata la mia posizione sociale: io gia' non avevo per niente contatti sociali, poi si e' aggiunto il problema che mi sia innamorato di una persona sposata e da li e' scoppiato lo scandalo.

Devo precisare che ho un atteggiamento mascolino, ma appena si parla di gay, si fa il mio nome; cosa strana, al mio paese ci sono molti gay ma nessuno ne parla, sono solo io il personaggio da additare, e adesso ti giuro che non ce la faccio piu', ho voglia di scoppiare, non so come fare ad uscire normalmente come fanno tutti, mi arriva il panico e comincio a tremare cosi forte che mi tremano le gambe.

Se mi puoi dare un consiglio su come mi devo comportare, te ne sarei grato.

Filippo




Ciao Filippo,

dalla descrizione della questione che proponi mi viene da considerare due ordini di disagi che vanno distintamente elaborati anche se, comunque, si intersecano e si influenzano a vicenda.

Il primo, forse anche più antico, riguarda la posizione sociale: l'essere additato e il problema del giudizio negativo che ricevi, con le conseguenze psicosomatiche di ansia e intensi tremori che provi.

Il secondo invece, più specifico, ha a che fare con una ben precisa situazione affettiva: l'innamoramento all'interno però, di una situazione complessa, quale è quella con un uomo sposato.

Cercherò di darti qualche informazione generica ed alcune più specifiche cercando di sostenere un'ipotesi di fondo: che ognuno ha diritto di vivere la propria vita a suo modo!

La situazione di diversità, in un paese piccolo, è sempre al centro di attenzioni da parte della "gente" che nel dolce far nulla, disquisisce ricalcando vecchi e stereotipati pregiudizi e, non rinuncia facilmente alla ricerca di un capro espiatorio, di una persona in carne e ossa che lo rappresenti - in fondo così fa comodo - e atto a permette l'evitamento della conoscenza del "diverso" che crea spesso disagio e interroga gli animi e scuote la propria identità. Dunque la filosofia di base di questa mentalità è: meglio evitare… criticando.

Non sei più giovanissimo e forse avrai imparato a gestire le aggressività e i sottintesi malevoli che ti arrivano più o meno direttamente. Su questo, credo che affrontare a testa alta e con sincerità la propria realtà affettiva e sociale (l'essere gay... da sempre) sia la strada per chetare e per ridimensionare le chiacchiere e le battute gratuite. Dire Sì quando è Sì e NO quando è NO. Forse, quella gente non sa chi è un gay, cosa prova, come vive e che è capace di costruire relazioni! Ma certo tu non sei a questo mondo per risolvere ed erudire le lacune e i pregiudizi del sociale, se cosi fosse saresti un attivista del movimento gay locale!

Quindi, testa alta e capacità di confronto, facendoti forte e mobilitando tutta la tua autostima e assertività (puoi rivolgerti a vari centri che forse si occupano di questo e a seconda di dove sei, anche associazioni gay potrebbero orientarti al meglio).

Se considero anche che ultimamente sei (o sei stato) innamorato, allora, forse, è più facile "affrontare il mondo".

Parlarne con il tuo partner può permetterti/vi di trovare la strada giusta per evitare che si ripetano e si creino distanze e incomprensioni fastidiose che nascono da tutti quei pre-giudizi e considerazioni "da strada" che diversi tuoi concittadini percorrono per abitudine. Per arrivare nella piazza centrale del tuo paese non credo ci sia un'unica via! Se così fosse allora sarà inesorabilmente solo quella da percorrere, altrimenti si fa giro largo, oppure si prende una scorciatoia.

Vedi quale soluzione sia più appropriata considerando che, alcuni momenti della tua vita già esprimono un disagio più o meno forte (il panico?) e che, potrebbe paralizzare l'azione, i sentimenti e la serenità in te e di conseguenza nella tua relazione attuale e, futura.

Se vorrai delle informazioni specifiche sui centri e su colleghi che possono darti una mano sono disponibile ad inoltrartele (aiutogay@aiutogay.it).

Tienimi informato, mi tocca emotivamente la tua storia e mi fa sentire decisamente arrabbiato!

Dr Maurizio Palomba,
psicologo-psicoterapeuta-counselor
 
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